Finché c’è latte
Finché c’è latte c’è speranza. E già, ormai gli scaffali dei supermercati sono vuoti, le scorte si stanno esaurendo e comincia a mancare pasta, frutta, acqua e latte. Anche il governo, dal caldo del cuscino dei loro intoccabili privilegi, comincia a non dormire più sonni tranquilli. L’italia s’è desta… o quasi. La sveglia in effetti non è ancora suonata e
Una nazione di nani
L’ultimo segno che l’Italia dovesse marcire nell’inferno dei nani di cui oggi è piena, secondo me, lo abbiamo avuto la mattina dell’11 giugno del 1984, quando nell’ospedale Giustinianeo di Padova, si spegneva, non proprio come natura vuole, l’ultimo gigante che l’Italia possa vantare di aver avuto: Enrico Berlinguer. Da allora la statura dei politici italiani, e ovviamente degli italiani in
Capodanno col botto
Questo è stato un capodanno col botto. Senza ombra di dubbio. D’altronde un capodanno senza il botto che capodanno è? Il botto a capodanno tira sempre e a capodanno c’è sempre chi tira il botto. E ovviamente, immancabile come ogni anno, grazie a chi tira il botto, c’è sempre qualcuno che tira le cuoia. Ma come si può rinunciare ai
Articoli diciotti
L’articolo 18 è come la minigonna, ogni tanto torna di moda ma non tramonta mai. Ormai sindacalisti, ministri e confindustriali vari, se non si sciacquano la bocca con questo articolo 18, sembra non riescono a dare un senso al loro mandato. Eppure in sostanza, spremuto e strizzato come uno straccio per pavimenti, l’articolo 18 sancisce una regola sacrosanta del mercato
Poveri ricchi
È doverosa una premessa: fino ad oggi, ma non in futuro, ho sempre votato, nell’ordine, PCI, PDS, DS e PD, ma… ma… scusatemi… mi scusi onorevole Bersani, visto che lei è più erudito del sottoscritto, me la da una spiegazione letterale del termine “equità”? No perché, io non penso di essere ignorante, e penso di avere anche un bagaglio grammaticale