Il prossimo miracolo sarà l’ultimo miracolo.
Quello che non vede e non sente.
Quello che non ride, quello che non ti sorride.
Quello che il sorriso te lo ruba per sempre.
Sarà il miracolo che ruberà ogni sorriso.
Sarà l’unico vero miracolo che tutti conoscono.
Il miracolo della morte.
Il prossimo miracolo sarà mio.
Non mi si metta davanti nessuno.
Potrei morire di rabbia.
E anche di rabbia, adesso, non posso morire.
Non stracciatemi il numero. E’ il turno mio.
Spiegatelo voi alla mia bambina.
Voi che forse non potrete mai raccontare di essere in fila per un miracolo.
Spiegatelo a lei che non potrò essere il nonno di suo figlio.
A mio figlio spiegategli come si diventa un buon padre.
Io mi ci scuso se non lo son stato.
E alla mia donna?
Ditele che la sua compagnia è stata la cosa per cui sarebbe valsa la pena restare.
Ora è il mio turno,
stanno chiamando il miracolo mio.
Prendo le mie scarpe nuove,
con cui non muoverò un passo,
il vestito della festa, il mio pigiama usato e vado via!
Alla tua bambina io direi…
“Non è la morte che verrà a cercarmi, è il buon Dio”
“Non vi è morte… no! Io non muoio, entro nella Vita!”
Le stelle si abbassano sull’orizzonte solo per alzarsi su altre rive e nei cieli aureolati scintillano con lo splendore delle pietre preziose.
Non esiste la morte.
Le foglie della foresta cadono per animare l’aria invisibile.
La polvere che calpestiamo si trasformerà sotto gli acquazzoni di aprile.
Vedremo gonfiarsi le spighe d’oro e la frutta matura e i fiori tingersi dei colori dell’arcobaleno.
Non esiste la morte.
I rami possono ben spogliarsi, i fiori appassire e scomparire.
Attendono solo che passi l’inverno gelido per sentire di nuovo il soffio profumato di maggio.
Non esiste la morte.
E sebbene piangiamo i sembianti dolci e familiari degli esseri teneramente amati, che abbiamo tenuto tra le nostre braccia; sebbene con cuore infranto, sotto spoglie di lutto, abbiamo condotto silenziosamente le loro fredde ceneri nel luogo di riposo ripetendoci: “Sono morti!” No! Non sono morti. Non hanno fatto che passare dietro il velo che li nasconde, verso una vita nuova più ricca di possibilità entro sfere più serene.
Hanno abbandonato il loro abito d’argilla per rivestire un ornamento radioso. Non sono partiti per lontananze sperdute, non sono perduti, non sono scomparsi.
Sebbene invisibili ai nostri occhi mortali sono sempre qui e continuano ad amare quelli che hanno lasciato dietro di loro; non ci dimenticheranno mai.
Talvolta sulle nosre fronti sentiamo il loro dolcissimo fruscio, come una carezza; il nostro spirito li avverte e il nostro cuore ne è confortato e ritrova la calma.
Sempre presenti, sebbene invisibili, gli spiriti immortali dei nostri cari rimangono perchè l’universo di Dio è tutto espressione di Vita.
Non esiste la morte.
S. Teresa di Lisieux