Io sono Dio

Abbastanza luce per credere… Abbastanza buio per dubitare

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Il diavolo e l’acqua santa

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La tua verità? No, la Verità,
e vieni con me a cercarla.
La tua, tienitela.

– Antonio Machado –

L’ateo, per definizione non crede in un Dio, specialmente in un Dio che permette le ingiustizie che avvengono nel mondo.

L’ateo ha tantissimi argomenti per negare l’esistenza di un Dio. Esistono argomentazioni scientifiche ed argomentazioni filosofiche. L’ateo conosce intimamente la relazione che c’è tra chi ha fiducia in un essere superiore e chi pone se stesso (o l’uomo) al centro del proprio universo, non per la voglia di dominarlo, ma perchè di se stesso ha una prova tangibile, di altro, no.

Tentare di convincere un ateo è difficile perchè spesso esiste un legame tra pensiero e persona. L’ateo sa benissimo quanto sforzo ci voglia per non credere e costruisce una barriera corallina fitta di pensieri per difendere meglio la propria convinzione.

 

Non è l’ateo comunque, che deve dimostrare l’esistenza di Dio. Questa prova spetta ai credenti. Con tante religioni e sette che affermano di conoscere la Verità e che hanno libri sacri, si può sicuramente rimanere spaesati. Ogni fede afferma di avere un Dio superiore a quello di tutti gli altri. In nome di Dio si commettono atti abominevoli ed è normale chiedersi anche se questo pianeta ha veramente bisogno di un Dio che interviene quando decide lui.

Nel viaggio personale che ognuno compie nella ricerca del senso della vita sembra sconvolgente che qualcuno nel 2012 ancora creda nei fenomeni soprannaturali come miracoli, apparizioni ed altri eventi scientificamente inspiegabili.

I Maya, che strappavano il cuore ai bambini, durante i sacrifici al loro Dio, secondo alcuni avrebbero previsto la fine del mondo nel 2012 ma per ognuno la fine del mondo può avvenire in qualsiasi momento.

Io appartengo alla schiera di coloro che credono nell’esistenza di un Dio superiore ma che non ha nessuna pretesa di poter realmente convertire qualcuno a questa o quella religione. Posso però raccontare le mie scelte e dire quali sono le cose che mi hanno strappato all’ateismo.

Sin da giovanissimo ho avuto a che fare con persone di diverse religioni monoteiste. Ho anche conosciuto una persona che adorava il sole ma questo non è molto importante. Ho sempre rispettato tutti i credi ed ho anche avviato un blog che aiutasse nella presentazione delle religioni con cui venivo in contatto.

Devo dire che sono molto attratto dalla filosofia/religione buddista perchè vedo che grado di consapevolezza hanno raggiunto i suoi adepti. I buddisti sono quasi sempre persone speciali. Persone che hanno capito il valore ecologico di un credo. Il buddismo è molto vicino all’ateismo perchè non esiste un essere superiore a cui inviare le proprie preghiere. Nel buddismo però esistono delle ritualità che sono tipiche delle religioni più antiche e che comunque prevedono il tentativo di santificare la propria vita.

La religione cristiana è quella che mi affascina maggiormente perchè è centrale la figura di un uomo che ha insegnato l’amore come strumento di miglioramento della propria vita e la completa accettazione dell’altro (quindi nessun tentativo di conversione forzata).
Ho dovuto scegliere a quale tipo di cristianesimo appartenere ed ho optato per quello cattolico. Esistono altri cristianesimi interessanti ma quello cattolico ha qualcosa che gli altri non hanno: il dono di portare dei segni che permettono la conversione.

Non sono un buon credente perchè non riesco sempre a riconoscere che la vita è già di per sè un miracolo ma consiglio a tutti coloro che si professano atei di sperimentare “personalmente” un miracolo che ha a che fare con l’eterna lotta tra il bene ed il male.

Se non esistesse Dio, non esisterebbero nemmeno quegli dei negativi chiamati “demoni”.

Se possiamo vedere i demoni che si impossessano delle persone, e farlo direttamente, non attraverso libri o video, forse dopo rimane più facile capire che la vita non finisce nel momento della morte. Che, se i sensi sono l’unica cosa di cui dobbiamo veramente fidarci, forse possiamo utilizzarli seriamente per capire cosa sia la fede.

Raccomando la visione del video allegato.

 


 

Biografia di don Michele Lo Bianco, Professore universitario ed esorcista.

E’ nato nel 1966 a Baselice, nei pressi di Benevento, da genitori di profonda fede. Ha appena 25 anni quando, fresco di ordinazione sacerdotale, si inginocchia davanti alle reliquie di San Ciriaco nel Santuario di Torre Le Nocelle, che viene affidato alle sue cure pastorali, ignaro del destino che lo attende.
Un giorno due sconosciute, madre e figlia provenienti dal Piemonte, suonano alla porta della canonica. Hanno sentito parlare della fama di esorcista del martire e diacono San Ciriaco e gli domandano una benedizione. Don Michele non immagina certo che la ragazza reagirà al segno di croce rotolandosi sul pavimento e sollevandosi qualche palmo da terra. Quando capisce che si tratta di un caso di possessione diabolica, brandisce prontamente un crocifisso, che la posseduta spezza con lo sguardo.
Il novello sacerdote, sopraffatto dagli eventi, inizia a pregare con fervore, ottenendo la liberazione della ragazza. Si manifesta così il suo eccezionale dono di liberazione, che risveglia la secolare tradizione legata a san Ciriaco e al Santuario di Torre Le Nocelle.
La gente comincia ad accorrere per farsi benedire, ottenendo in certi casi anche guarigioni straordinarie.
Nel 1994 don Michele Bianco ottiene da Roma la preziosa reliquia del sangue di san Ciriaco, custodita nella chiesa di Santa Maria in Via Lata. Da quel momento le guarigioni e le liberazioni si moltiplicano a dismisura e il luogo diventa meta di pellegrinaggi da ogni parte d’Italia e del mondo.
Don Michele è un sacerdote razionale, dotato di profonda cultura e amante dello studio, nonché docente universitario. È anche perito in re historica et archivistica nella causa di canonizzazione del venerabile Giovanni Palatucci e autore di saggi filosofici e teologici. Avrebbe preferito dedicarsi completamente agli studi, ma l’esercizio dei carismi, che non ha scelto, lo costringe invece ad assecondare solo parzialmente le sue inclinazioni letterarie.

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