Io sono Dio

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Il prezzo della misericordia

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La misericordia del Signore arriva proprio dove la mente umana non riesce ad arrivare. La supera di gran lunga tanto da risultare, a volte, perfino invisibile per la sua maestosità. O però fatta specie per qualche parroco dotato di cotanta lungimiranza da riuscire a coglierne quel sottile e impercettibile alone di presenza. Così sottile da restare impercettibile alla gente comune, ai comuni mortali. E già, perché anche rinchiusi in una bara, c’è chi è più comune e chi lo è meno.

Uno molto comune, soprattutto alle forze dell’ordine, è senza dubbio Vittorio Casomica.

Leggendo di lui su wikipedia, sembra cosi formalmente istituzionale la sua figura mafiosa, che quasi innervosisce a leggere che “il clan è presente in molti settori commerciali ed economici, tra cui edilizia e immobiliare, gestione di ristorazioni e stabilimenti balneari, investimento di capitale in società“. Sembra che si parla di una partecipata e invece è un boss della malavita. Il suo nome ricorre spesso in affari con il clan dei casalesi, la ndrangheta e la banda della magliana, che vendeva ai Casamonica i crediti di clienti insolventi, che non rientravano prestiti a strozzo con interessi che andavano dal 200 al 300%.

Alemanno ci ha perso le elezioni, a favore di Marino, per una foto a cena con uno dei Casamonica durante la campagna elettorale. Il buon fascista Giannino, non si è discolpato dicendo che so: “non lo conosco, pensavo fosse babbo natale“, oppure che so, “è un povero autostoppista, non sapevo fosse un mafioso di merda” no, lui si discolpa dicendo che a quella cena c’era anche l’ex capogruppo PD capitolino… che ci vuoi fare co’ sto politici… loro la par condicio la applicano alla lettera.

Ma torniamo a quest’uomo di merda comune mortale, che poi, anche da morto, non vorrò essere comune come lui. Ieri Roma ha bloccato il traffico, stradale e aereo, per celebrarne i funerali, con tanto di manto di petali piovuti dal cielo da un elicottero pilotato da un fottuto ex pilota dell’Alitalia.

Una carrozza tirata da 6 cavalli, la stessa usata per i funerali del grande Totò, e per finire, perché se uno il blasone se lo suda in vita, se lo vuole anche portare nella sua tomba merdosa, la musica de’ Il padrino ad accompagnare il feretro in chiesa, quella stessa Chiesa che rifiutò di celebrare il funerale di Piergiorgio Welby “perché di un suicida non hanno pietà“.

Ad un mafioso però la pietà la si può vendere e anche la Chiesa si sa, quando si tratta di vendere, non è seconda nemmeno alla mafia.

Io non credo in Dio, in nessun dio, credo nella onnipotenza di ognuno di noi piuttosto che nell’onnipotenza scellerata di un’entità sconosciuta la cui giustizia deve essere amministrata da preti che meriterebbero di bruciare nelle loro chiese.

Se esistesse un dio, e se fossi Dio, non darei ad un mortale la possibilità di diffondere la mia parola. Se fossi dio darei prova della mia esistenza diffondendo fatti non parole. A parlare da dei siamo bravi tutti.

È piu criminale il prete che celebra il funerale con rito mafio-liturgico che il pezzo di merda nella bara. Quest’ultimo ha scelto personalmente ciò che fare della sua vita, a differenza del prete, che nel nome di dio, ha usato impropriamente una delega conferitagli divinamente da persone terrene.

Oggi il sindaco marino, svegliatosi per il trambusto del funerale, ha dichiarato che “a Roma la mafia esiste” e la sua segretaria gli ha portato la colazione a letto.

La nipote del boss Casamonica ha dichiarato che per il prossimo funerale organizzeranno qualcosa di ancora più sfarzoso e noi siamo ansiosi di vedere al più presto quanto sono bravi, uno per uno, a migliorarsi.

Il prefetto di Roma ha dichiarato che per la vicenda del funerale non ci sono connivenze ma solo errori. Caro prefetto, la connivenza è essa stessa un errore.

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