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	<title>Io sono dio &#187; Religione</title>
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	<description>Abbastanza luce per credere... abbastanza buio per dubitare</description>
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		<title>Le beatitudini</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 22:22:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Beati gli affamati perché avranno cibo in abbondanza nel regno dei cieli e non ingrasseranno perché nel regno dei cieli si mangia senza ingrassare. Beati gli obesi allora, perché saranno sempre magri nel regno dei cieli. Beati i magri sempre e comunque perché sono già magri. Beati gli ammalati perché saranno curati nell&#8217;ospedale del signore nel regno dei cieli e ]]></description>
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<p> Beati gli affamati perché avranno cibo in abbondanza nel regno dei cieli e non ingrasseranno perché nel regno dei cieli si mangia senza ingrassare.</p>
<p>Beati gli obesi allora, perché saranno sempre magri nel regno dei cieli.</p>
<p>Beati i magri sempre e comunque perché sono già magri.</p>
<p>Beati gli ammalati perché saranno curati nell&#8217;ospedale del signore nel regno dei cieli e beati i sani perché sono sani anche sulla terra.</p>
<p>Beati i morti perché avranno in dono la vita eterna ma beati i vivi perché ce l&#8217;avranno anche loro ma intanto sono ancora vivi.</p>
<p>Beati i malvagi perché non sanno quello che fanno allora saranno perdonati e troveranno la pace nel regno dei cieli e beate le vittime dei malvagi perché neanche loro sanno quello che i malvagi fanno e saranno difesi nella casa del signore anche se la pace forse non la troveranno mai.</p>
<p>Beati i poveri perché saranno ricchi nel regno dei cieli e beati i ricchi perché se sono ricchi qua, figuriamoci nel regno dei cieli.</p>
<p>Beati i deboli perché nel regno dei cieli non vince sempre il più forte e beati i forti perché per ora vincono sui deboli.</p>
<p>Beati gli sfortunati perché non ci sono sfortunati nel regno dei cieli e non ci sono perché non c&#8217;è sfortuna e non c&#8217;è fortuna nel regno dei cieli&#8230; cazzo che sfiga!</p>
<p>Beati i diseredati e i depressi. I perdenti e gli oppressi. Beati gli sconfitti, i sottomessi, i violentati.</p>
<p>“Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo.” <em><strong>Luca 6.20-23</strong></em></p>
<p>Allora tacete e sopportate mentre faccio di voi ciò che voglio perché la vostra ricompensa è grande nel cielo&#8230; la mia è grande adesso. <em><strong>Nio 1.1-1</strong></em></p>
<p>Beati tutti perché l&#8217;attesa del regno dei cieli produce un mondo di inetti.<br /><a href="http://iosonodio.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Antonio Trani" src="http://iosonodio.com/at.png" alt="" /></a></p>
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		<title>IOR &#8211; Intrighi Orrendi Religiosi</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Sep 2011 08:44:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Religione]]></category>
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		<description><![CDATA[Con la tecnologia che oggi ci viene in supporto, penso di organizzare una pagina face book per festeggiare l’evento e le successive ricorrenze mensili e annuali della futura, spero imminente, morte di Berlusconi. Non me ne vogliano i 4 lecchini che gli ronzano attorno ma ormai sembra essere rimasto l’unico modo per levarselo di torno per salvarci da quest’onta universale. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;" ><g:plusone  position="prepend" size="standard" count="1" href="http://iosonodio.com/2011/09/ior-intrighi-orrendi-religiosi/" text="IOR &#8211; Intrighi Orrendi Religiosi" ></g:plusone></div>
<div id="attachment_937" class="wp-caption alignleft" style="width: 228px"><a class="lightbox" title="Intrighi Orrendi religiosi" href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/09/ior.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-937 " title="Intrighi Orrendi religiosi" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/09/ior-150x150.jpg" alt="Intrighi Orrendi religiosi" width="218" height="164" /></a><p class="wp-caption-text">Intrighi Orrendi religiosi</p></div>
<p>Con la tecnologia che oggi ci viene in supporto, penso di organizzare una pagina face book per festeggiare l’evento e le successive ricorrenze mensili e annuali della futura, spero imminente, morte di Berlusconi.</p>
<p>Non me ne vogliano i 4 lecchini che gli ronzano attorno ma ormai sembra essere rimasto l’unico modo per levarselo di torno per salvarci da quest’onta universale.</p>
<p>Premesso questo però, mi viene da ridere ascoltando e leggendo il Cardinale Bagnasco parlare delle sue ricette sulla crisi economica e criticare il premier per il suo “tenore” di vita poco “retto”.</p>
<p>Oh Cardinale mio Cardinale, vorrei che provaste un po’ del disgusto che provo io a vedere la faccia di questi 4 chierici da strapazzo sparare la propria sulla moralità, sulla famiglia, sull’economia, sul sesso, sulla procreazione… su tutto.</p>
<p>Questo esercito di saccenti che non ha esperienze sul campo in nessuna delle materie in cui s’intromettono. O perlomeno non dovrebbe averne.</p>
<p>Il condizionale è d’obbligo perché se si guardano i fatti, i preti, ne sanno una più del diavolo davvero in tutto.</p>
<p>Forse li possiamo trovare poco preparati nel sesso. Molti di loro infatti, non hanno provato altro che i bambini, per cui se reputano sesso quello con un inesperto bambino, non oso immaginare cosa penserebbero del paradiso dopo aver provato una donna.</p>
<p>Non me ne vogliano le donne. Non è un discorso sessista, ma considerato che i preti sono esclusivamente uomini, non posso che rivolgermi a loro come oggetto del desiderio.</p>
<p>Ovvio che “de gustibus non disputandum est”, e ci andrebbe bene un “amen” alla fine, ma Dio non me ne voglia se preferisco sempre e comunque le donne.</p>
<p>Forse sono molto più eruditi in campo finanziario economico. Tutti ormai conoscono la melma che nasconde lo IOR: l’Istituto per le Opere Religiose.</p>
<p>Quante siano le opere religiose realizzate grazie allo IOR non si sa di preciso tuttavia, si conoscono diverse opere criminali realizzate, transitate, operate e condotte da e per mezzo dello IOR.</p>
<p>La più eclatante per esempio, è la scomparsa di Emanuela Orlandi, alla quale sono legati omicidi, sparizioni, operazioni finanziarie illecite sparse un po’ in tutto il mondo e cosa da non poco, tutta la banda della Magliana. Non a caso, il boss Renatino, al secolo Enrico De Pedis, è sepolto, con tutta la sua memoria, nella cripta della Basilica di Sant’Apollinare a Roma.</p>
<p>Come sia riuscito a redimersi fino a questo punto un bastardo del genere è il 4° mistero di Fatima che non è dato sapere.</p>
<p>Si racconta comunque, che il redento Renatino, rapì, per ordine dell’allora monsignor Paul Marcinkus, ai tempi capo dello IOR, la ragazzina Emanuela Orlandi. Ma sono solo dicerie, per carità. Dicerie come quelle che vedono lo stesso Marcinkus, invischiato anche nel suicidio di Roberto Calvi. Ma chi era Calvi? Un piccolo bancariotto da 4 soldi, semplice impiegato nel Banco Ambrosiano ma così scaltro, o forse ben equipaggiato di amicizie, da diventarne presto prima direttore generale e successivamente presidente.</p>
<p>Con la carica di presidente e le amicizie giuste, Calvi divenne una vera e propria potenza. Con la tessera della P2, collega massonico del nostro attuale premier, ottenuta grazie all’amico Michele Sindona, riuscì a tessere intrecci finanziari con il mondo dell’alta finanza e della mafia… o solo della mafia.</p>
<p>Le amicizie giuste facevano favori e in cambio ottenevano paradisi fiscali proprio con lo IOR (dell’arcivescovo Marcinkus).</p>
<p>Roberto Calvi fu suicidato a Londra, con una corda al collo, dei mattoni in tasca e le mani legate… ma la magistratura sentenziò che non fu ucciso ma fu suicidato: 5° mistero di Fatima.</p>
<p>Il 6° mistero di Fatima è: cosa cavolo ne sanno i preti della famiglia? In effetti li sentiamo quotidianamente parlare di famiglia e pronunciare proclami su come la si gestisce ma ancora non mi è chiaro su quale manuale dell’utente hanno studiato.</p>
<p>A volte li sentiamo parlare anche di medicina. E qui, in effetti, devo alzare bandiera bianca perché la mia conoscenza nel campo medico si ferma all’aspirina. Ma per i preti no… e anche per qualche “buttiglione” politico, ci sono alcune malattie che non sono ancora menzionate nei manuali medici e la cui cura non è ancora stata trovata: la gayte per esempio… l’omosessualità. È solo una malattia e va curata con una sana psicoterapia da qualche prete pedofilo forse, ma è pur sempre una malattia.</p>
<p>Monsignor Babini per esempio, accusa Vendola di peccare più di Berlusconi perché è gay ma poi dice che sono solo malati e non bisogna dare la comunione a quelli malati come lui. Sono malati o sono peccatori? O i malati in genere sono peccatori? O i peccatori sono tutti malati? Che casino questo Babini… dovrebbe farsi vedere da qualcuno… ma da uno bravo veramente. Ma allora mi chiedo: come mai avendo la ricetta per la cura della gayte, proprio il capo di tutti i preti, nel 2001 ha firmato un documento che “ordinava” perentoriamente il “segreto pontificio” sui casi di abusi sessuali sui bambini dei preti invece di curarli? Sarà mica il 7° mistero di Fatima?</p>
<p>L’ombra degli abusi sessuali aleggia anche nel caso della quindicenne Emanuela Orlandi. All’epoca dei fatti, monsignor Julius Paetz era il segretario dell’anticamera del Papa e come il Papa, polacco anch’egli.</p>
<p>Julius Paetz era già un noto pedofilo denunciato per abusi su giovani seminaristi già 14 volte. Vista la grande capacità di non finire in galera come pedofilo, venne premiato dal conterraneo Papa con la promozione a arcivescovo di Poznan e rispedito in Polonia. Non pago, il caro estinto papa Wojtyla, stava per nominarlo primate della Polonia quando finalmente il governo polacco minacciò il vaticano che avrebbe spifferato pubblicamente i gusti sessuali dell’arcivescovo se la promozione avesse avuto seguito e cacciato dal paese il pedofilo Paetz. Nel 2002, il pedofilo si dimise e fu richiamato tra le mura vaticane dall’amico Wojtyla.</p>
<p>Ma morto un Papa se ne fa un altro e infatti… Papa nuovo stessa musica. Da anni ormai. Da secoli. La musica è sempre la stessa. La mania di scrivere la nostra storia e a cambiarne il percorso.</p>
<p>Non me ne voglia Dio se non credo in Dio.<br /><a href="http://iosonodio.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Antonio Trani" src="http://iosonodio.com/at.png" alt="" /></a></p>
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		<title>Dio, tira fuori le palle</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 16:18:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH Ma non si può sentire. Nessuno sente le urla senza voce. Quelle del cuore. Non c&#8217;è voce che possa urlare la rabbia e il dolore di due bimbe ammazzate con fredda premeditazione da un idiota che non meriterebbe nemmeno la cronaca. &#8220;Non hanno sofferto&#8221; ha scritto prima di fare un favore al mondo e uccidersi. La sua morte non ]]></description>
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<div id="attachment_859" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="lightbox" title="gemelle-scomparse" href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/02/gemelle-scomparse.jpg"><img class="size-medium wp-image-859" title="gemelle-scomparse" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/02/gemelle-scomparse-300x225.jpg" alt="Le gemelline scomparse" width="300" height="225" /></a><p class="wp-caption-text">Le gemelline scomparse</p></div>
<p>AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAH</p>
<p>Ma non si può sentire. Nessuno sente le urla senza voce. Quelle del cuore. Non c&#8217;è voce che possa urlare la rabbia e il dolore di due bimbe ammazzate con fredda premeditazione da un idiota che non meriterebbe nemmeno la cronaca.</p>
<p>&#8220;Non hanno sofferto&#8221; ha scritto prima di fare un favore al mondo e uccidersi.</p>
<p>La sua morte non vale nemmeno la rabbia e il tempo perso dai passeggeri dell&#8217;eroico treno che lo ha investito.</p>
<p>Il Signore le ha chiamate a se. Sei anni prima il signore le aveva donate ai loro genitori e oggi le richiama a corte con una settantina di anni di anticipo.</p>
<p>Adesso riposano in pace e casomai nella grazia del signore. Quel signore la cui immensa grazia è riconosciuta quando dona la vita ma evidentemente non quando la prende.</p>
<p>Quel signore il cui desiderio di vendetta evidentemente, non è ancora stato appagato.</p>
<p>Quel signore la cui giustizia è comprensibile solo a lui.</p>
<p>Quel Signore padre onnipotente ma mai padre o madre abbastanza.</p>
<p>Quel Signore, che evidentemente fa della sua astrattezza la sua vera onnipotenza in casi come questo, in cui nessuno sarebbe capace di fermare l&#8217;ira di una madre o di un padre vittime dei suoi giochetti diabolici.</p>
<p>Questi sono i motivi che mi danno la personale certezza dell&#8217;inesistenza di Dio ma se dovessi sbagliarmi, mi aspetto che anche Lui, prima o poi, tiri fuori le palle.<br /><a href="http://iosonodio.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Antonio Trani" src="http://iosonodio.com/at.png" alt="" /></a></p>
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		<title>Perché di un suicida non hanno pietà?</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Dec 2010 12:24:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il discorso infinito sulla vita e la morte non trova mai ragioni. Sul perché dell&#8217;una e sulle conseguenze dell&#8217;altra. Personalmente ritengo la vita una malattia terminale dove il percorso e la terapia sono a nostra discrezione. Ognuno fa della propria vita ciò che ritiene più opportuno proprio perché ognuno è padrone della propria vita e implicitamente celato in questo, la ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;" ><g:plusone  position="prepend" size="standard" count="1" href="http://iosonodio.com/2010/12/perche-di-un-suicida-non-hanno-pieta/" text="Perché di un suicida non hanno pietà?" ></g:plusone></div>
<div id="attachment_393" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="lightbox" title="Mario Monicelli" href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2010/12/mario_monicelli.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-393" title="Mario Monicelli" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2010/12/mario_monicelli-150x150.jpg" alt="Mario Monicelli" width="150" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Mario Monicelli</p></div>
<p>Il discorso infinito sulla vita e la morte non trova mai ragioni. Sul perché dell&#8217;una e sulle conseguenze dell&#8217;altra.</p>
<p>Personalmente ritengo la vita una malattia terminale dove il percorso e la terapia sono a nostra discrezione.</p>
<p>Ognuno fa della propria vita ciò che ritiene più opportuno proprio perché ognuno è padrone della propria vita e implicitamente celato in questo, la personale scelta della morte.</p>
<p>E allora paradossalmente, si sceglie come vivere e si sceglie come morire.</p>
<p>Di solito è la morte che viene a cercarci ma capita anche che si faciliti il compito della ricerca. Lo ha fatto alla veneranda e invidiabile età di 95 anni, il famoso regista italiano Mario Monicelli.</p>
<p>Da una finestra della clinica in cui era ricoverato, si è lanciato al suolo, mettendo fine alla sua esistenza terrena e dando inizio a un dibattito sociale insensato talvolta idiota. La morte suicida del regista difesa da alcuni come dimostrazione estrema di libertà e definita da altri come peccato mortale.</p>
<p>Nessuno sembra aver preso in considerazione il gesto di un depresso stanco della vita. O forse perché si tratta di Mario Monicelli non si può parlare di depressione? Gesto estremo di chi fino alla fine si è reso artefice del proprio destino hanno detto. Di chi ha voluto dimostrare che si è liberi fino alla morte. Qualcuno ha detto che consapevole di aver vissuto tanto era giusto porre fine alla sua vita.</p>
<p>Veramente troppo. Tutte fuori dalla logica e ognuna a voler dimostrare un concetto tautologico della propria versione.<br />
Invece forse, proprio da un genio come Monicelli, ci si aspettava di più. Ci si aspettava per esempio, l&#8217;insegnamento che dalla vita c&#8217;è sempre da imparare e da un gesto come il suo viene fuori la presunzione di aver imparato tutto. Viene fuori allora l&#8217;egoismo di tenere per se l&#8217;insegnamento avuto dalla vita. Viene fuori che a 95 anni si può essere stanchi della vita o semplicemente sazi di essa.</p>
<p>Qualunque cosa viene fuori dal gesto di Mario Monicelli, penso sia ipocrita qualsiasi commento e banale strumentalizzazione.</p>
<p>Non c&#8217;è ragione nella vita e ce n&#8217;è ancor meno nella morte.<br /><a href="http://iosonodio.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Antonio Trani" src="http://iosonodio.com/at.png" alt="" /></a></p>
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		<title>Il papa immorale</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Nov 2010 10:48:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In principio era il verbo&#8230; bla bla bla&#8230; e fu la luce. Quella stessa luce che il papa tenta di riportare agli occhi dei peccatori con il suo libro intervista “Luce del mondo”, definito dal direttore della sala stampa del Vaticano “un libro pastorale nato per rispondere in modo diretto alle domande del mondo. Per parlare alla gente di oggi, ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;" ><g:plusone  position="prepend" size="standard" count="1" href="http://iosonodio.com/2010/11/il-papa-immorale/" text="Il papa immorale" ></g:plusone></div>
<div id="attachment_377" class="wp-caption alignleft" style="width: 202px"><a class="lightbox" title="Il papa nazista" href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2010/11/ratzinger1.jpg"><img class="size-medium wp-image-377" title="Il papa nazista" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2010/11/ratzinger1-300x224.jpg" alt="Il papa nazista" width="192" height="144" /></a><p class="wp-caption-text">Il papa nazista</p></div>
<p>In principio era il verbo&#8230; bla bla bla&#8230; e fu la luce. Quella stessa luce che il papa tenta di riportare agli occhi dei peccatori con il suo libro intervista “Luce del mondo”, definito dal direttore della sala stampa del Vaticano “un libro pastorale nato per rispondere in modo diretto alle domande del mondo. Per parlare alla gente di oggi, in un linguaggio volutamente semplice, colloquiale, su tante questioni”.</p>
<p>Ogni papa ha infatti sempre utilizzato un linguaggio semplice per parlare alla gente di ogni oggi. Lo faceva con le persecuzioni qualche secolo fa, lo faceva con l&#8217;inquisizione, lo faceva con i pedofili e lo fa coerentemente anche oggi, perseguitando gli omosessuali giudicandoli immorali.</p>
<p>La chiesa, e il papa in testa a tutti, continua a professare una moralità tutta sua lontana dalla realtà e dallo stesso credo religioso che sostiene di professare.</p>
<p>Emblema della contraddizione che rappresenta. Ama il prossimo tuo come te stesso ma emarginalo se non è uguale a te.</p>
<p>Non c&#8217;è da meravigliarsi se la cultura razzista della religione cattolica oggi è avvalorata ancor di più da un papa razzista.</p>
<p>Da sempre maschilista la religione cattolica non può comportarsi diversamente di fronte all’omosessualità.</p>
<p>La crociata del terzo millennio dunque è dichiarata: lotta all&#8217;omosessualità.</p>
<p>A questo ci aveva abituato già il cardinale Bagnasco, presidente della CEI, e oggi, il papa, conferma la sua indole nazista con la sua “Luce del mondo”.</p>
<p>Definisce inizialmente l&#8217;omosessualità “una grande prova di fronte alla quale una persona può trovarsi ma non per questo moralmente giusta” fino a sfociare al delirio definendola “qualcosa che è contro la natura di quello che Dio ha originariamente voluto visto che il fine della sessualità è la riproduzione”.</p>
<p>Ma che ne sa il papa di ciò che Dio ha originariamente voluto? Ma chi glielo ha detto? E se ha voluto ciò che dice, allora originariamente Dio non ha voluto nemmeno la castità dei sacerdoti, esistenze ibride insignificanti e improduttive che il più delle volte soddisfano la propria sessualità abusando di esseri innocenti e ignari, ma è stata una involuzione direi, per elevarsi al di sopra delle masse e tenerle buone con la scure della fede.</p>
<p>La castità va quindi contro i principi fondamentali di “quello che Dio ha originariamente voluto”:</p>
<blockquote><p>Dio li benedisse e disse loro:<br />
&#8220;<em>Siate fecondi e moltiplicatevi,<br />
riempite la terra;<br />
soggiogatela e dominate<br />
sui pesci del mare<br />
e sugli uccelli del cielo<br />
e su ogni essere vivente,<br />
che striscia sulla terra</em>&#8220;</p></blockquote>
<p>La chiesa continua a confermare la sua cultura razzista e sessista, mettendo alla gogna chiunque non risponda a quei canoni.</p>
<p>Però oggi si ammorbidisce l’opinione divina nei confronti del preservativo e Ratzinger, nella sua intervista, quella del libro, apre inaspettatamente all’uso del condom. E’ consentito l’uso del preservativo per chi si prostituisce.</p>
<p>L’uso del preservativo è immorale perché si fa abuso di sesso contravvenendo al volere di Dio, ma chi si prostituisce, o va a prostitute, può usare il preservativo. Per la proprietà transitiva, se l’uso del preservativo diventa lecito se si va a prostitute, la prostituzione diventa lecita se la si fa col preservativo.</p>
<p>Ma cosa ha fatto di male l’Italia per meritarsi il Vaticano?<br /><a href="http://iosonodio.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Antonio Trani" src="http://iosonodio.com/at.png" alt="" /></a></p>
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		<title>O cor int o zucchero</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Sep 2010 08:48:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ore 9.21! L’attesa si fa estenuante. I fedeli fiduciosi che la fede rimanga fedele alle aspettative sono in trepida attesa. Il Cardinale Sepe, quello degli appalti del G8, cerca di sciogliere il ghiaccio prima di sciogliere il sangue dell’ampolla sacra. Ore 9.22! Il miracolo c’è stato! Il sangue di San Gennaro anche quest’anno si è sciolto puntuale. Come il ferragosto. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;" ><g:plusone  position="prepend" size="standard" count="1" href="http://iosonodio.com/2010/09/o-cor-int-o-zucchero/" text="O cor int o zucchero" ></g:plusone></div>
<div style="padding-right: 5px; float: left;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="270" height="221" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Iig9RPSiUDM?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="270" height="221" src="http://www.youtube.com/v/Iig9RPSiUDM?fs=1&amp;hl=it_IT&amp;color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<p>Ore 9.21! L’attesa si fa estenuante. I fedeli fiduciosi che la fede rimanga fedele alle aspettative sono in trepida attesa. Il Cardinale Sepe, quello degli appalti del G8, cerca di sciogliere il ghiaccio prima di sciogliere il sangue dell’ampolla sacra.</p>
<p>Ore 9.22! Il miracolo c’è stato! Il sangue di San Gennaro anche quest’anno si è sciolto puntuale. Come il ferragosto. Cadenzato, periodico, regolare come la luna e le sue fasi, miracoloso come il cappuccino ogni mattina, come la sveglia birichina. Come ogni festa comandata, come il miracolo del compleanno, festeggiato con le candeline perché ci avvicina ogni anno di più alla morte.</p>
<p>Ormai si scioglie così puntuale che il vero miracolo sarebbe se il sangue non si sciogliesse, presagendo una catastrofe che forse farebbe un bel po’ di pulizia, anche tra quelli in attesa in cattedrale, col rosario in mano e con la fedina penale lunga un chilometro. E invece niente. La noia dell’abitudine. Nessuna sorpresa. Le vecchiette piangono di felicità. Le vecchiette in chiesa piangono sempre. Ai funerali, ai matrimoni e ai battesimi.</p>
<p>Napoli oggi s’è svegliata “co’ cor int’ ‘o zucchero” perché un pizzico di sangue, di quel miracolo avvenuto in mattinata, ha inondato il Luigi Ferrarsi di Genova verso le 22.25 di ieri, quando Cavani mette in rete la palla del 2 a 1 per il Napoli. Non poteva mancare la vittoria del Napoli nel giorno del miracolo di San Gennaro perché a Napoli la fede ha un significato tutto suo.</p>
<div id="attachment_562" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2010/09/sangennaro1.jpg"><img class="size-full wp-image-562" title="sangennaro" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2010/09/sangennaro1.jpg" alt="Il sangue di San Gennaro" width="300" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Il sangue di San Gennaro</p></div>
<p>Ma il Cardinale Sepe, l’amico di Balducci &amp; Co, sfodera la mannaia e colpisce i fedeli con parole pesanti. Esorta tutti a un esame di coscienza e fa “mea culpa” vestendo i panni della chiesa intera, rea di “non aver saputo amare abbastanza”, tranne “l’amore” sempre più dimostrato e meno provato per i bambini.</p>
<p>Il sangue si è sciolto. Lo hanno visto tutti. Migliaia di fedeli, anche quest’anno, sono stati testimoni oculari del miracolo e solo di quello per carità!</p>
<p>Come sia stato prelevato il sangue del Gennaro più famoso del mondo nessuno se lo chiede. Come sia stato possibile versarlo in un’ampolla sottovuoto più di 1700 anni fa resta ancora un mistero, un dogma visto che non v’è prova storica dell’esistenza di un Gennaro nel IV secolo d.c..</p>
<p>L’importante è che il sangue si sciolga ogni anno, il 19 settembre, tra le mani di un ciarlatano qualunque. La sua liquefazione è di buon auspicio. Se non si sciogliesse sarebbe un cattivo presagio per il popolo napoletano. Nonostante ogni anno San Gennaro faccia il suo miracolo, a Napoli nulla cambia. Se un giorno il sacro sangue non dovesse sciogliersi, cosa potrebbe accadere di peggio ai napoletani di quello che già sono costretti a sopportare quotidianamente? È solo il Vesuvio l’unico timore per i napoletani?</p>
<p>E pensare che col Concilio Vaticano II, circa cinquanta anni fa, la Chiesa decise di &#8220;depennare&#8221; alcuni santi dal calendario tra cui anche San Gennaro. L’ira dei napoletani allora, convinse il concilio a mantenere la tradizione.</p>
<p>Quindi, la popolazione venera un santo che la chiesa ha mantenuto per convenienza? Per paura di perdere tifosi delusi?</p>
<p>Nell’attesa del noioso prossimo miracolo, mi gusto il miracolo di altri 365 cappuccini.<br /><a href="http://iosonodio.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Antonio Trani" src="http://iosonodio.com/at.png" alt="" /></a></p>
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		<title>Il cinguettio di San Francesco</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Sep 2010 14:54:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nio</dc:creator>
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<div id="attachment_315" class="wp-caption alignleft" style="width: 219px"><a class="lightbox" title="Gli uccelli di San Francesco" href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2010/09/san_francesco.jpg"><img class="size-medium wp-image-315" title="Gli uccelli di San Francesco" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2010/09/san_francesco-300x147.jpg" alt="Gli uccelli di San Francesco" width="209" height="102" /></a><p class="wp-caption-text">Gli uccelli di San Francesco</p></div>
<p>Sembra che dopo una riunione ornitologica, nella quale hanno preso parte tutte le specie volatili della zona, in una votazione <em>al volo</em>, è stata approvata all’unanimità una mozione che si oppone alla costruzione dell’impianto fotovoltaico che dovrebbe nascere nei 3 ettari in cui Francesco Giovanni di Pietro Barnardone, in arte San Francesco d’Assisi, tenne la sua ormai famosa “predica agli uccelli”.</p>
<p>Una notte infatti, gli uccelli della zona facevano un gran frastuono tanto da disturbare il sonno dei lupi della zona che non sapendo cos’altro fare, andavano a caccia di pecorelle smarrite, le quali sfuggivano ai loro cani pastore. Il cane pastore si lamentò con San Francesco perché non riusciva a ritrovare le pecorelle. Le pecorelle si lamentarono con San Francesco, asserendo che il loro cane pastore non fosse un buon pastore. I lupi insonni si lamentarono con San Francesco perché la lana delle pecorelle era indigesta.</p>
<p>Quella notte, San Francesco non riuscì a chiudere occhio e si recò dagli uccelli dove tenne una predica lunga tutta la notte.</p>
<p>Cosa si siano detti in quella occasione nessuno lo sa, ma i misteri della chiesa, si sa, sono come le vie del Signore: infinite.</p>
<p>Oggi se qualcuno osasse dichiarare di parlare con gli uccelli, non vestirebbe la tonaca ma lo aspetterebbe la camicia i forza, ma 8 secoli fa, è valsa la beatificazione al diacono di Assisi.</p>
<p>Certo è che agli uccelli non interessa nulla dell’impianto fotovoltaico ne tantomeno di qualsiasi altra diavoleria l’uomo moderno voglia installare nel sacro prato verde.</p>
<p>La chiesa non ha perso tempo a dire la sua e si è opposta fermamente al progetto che dovrebbe produrre energia elettrica per un valore pari a 110.000 euro l’anno puliti puliti; 110.000 euro l’anno di energia elettrica pulita pulita.</p>
<p>In Italia però, le cose pulite pulite non sono ben viste ultimamente e quindi il progetto rischia di saltare.</p>
<p>La chiesa ha un’influenza indescrivibile in tutte le faccende di stato, da quelle politiche a quelle economiche pur non contribuendo fattivamente ne all’una ne tantomeno all’altra. Stavolta la rivolta degli uccelli, che potrebbe essere ancora più pericolosa di quella Hitchcockiana descritta nel film “Uccelli” appunto, ha smosso i prelati della zona e non solo.</p>
<p>Certo San Francesco adesso non può più dire la sua a meno che non gli venga concessa una particolare “licenza di apparire” per far sentire le sue motivazioni.</p>
<p>Resta il fatto che la chiesa si oppone alla “profanazione” del sacro parco, che ricorda una bugia cominciata a raccontare più di 800 anni fa’ e non si oppone alle antenne cancerogene che il Vaticano mantiene attive nell’area di Cesano, in provincia di Roma.</p>
<p>Nonostante la già inutile legge Ronchi, che stabiliva una soglia massima di 6 volt/metro, il Vaticano, come suo solito, continua a calpestare le nostre leggi e mantiene una soglia di erogazione che supera il triplo della soglia massima consentita provocando cancro e leucemie in tutta la zona. La notte, quando la sacra lagna deve raggiungere i fedeli d’oltre oceano, si consuma un vero e proprio bombardamento di onde elettromagnetiche.</p>
<p>L’Italia ovviamente è allergica a questo tipo di informazione e nessuno si chiede mai perché, viaggiando in lungo e in largo per l’Italia intera, non si riesce mai ad ascoltare un radiogiornale per intero ma trovi sempre e comunque, il limpidissimo segnale di Radio Maria, con le sue fastidiosissime canzoni che di Gen Rosso e Gen Verde ad angosciarti i timpani e il senso percettivo della melodia.</p>
<p>L’ultima parola dunque spetta agli uccelli, ma manca l’interprete visto che Francesco Giovanni di Pietro Barnardone è venuto a mancare quasi mille anni fa. La parola ora, al primo folle sedicente traduttore del linguaggio ornitologico. Di Santi in paradiso già ne abbiamo troppi, speriamo non doverne venerare un altro.<br /><a href="http://iosonodio.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Antonio Trani" src="http://iosonodio.com/at.png" alt="" /></a></p>
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		<title>Il pezzotto</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 20:38:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il pezzotto. Questo è il termine coniato a Napoli per definire un falso. Del resto nella patria del falso, non si poteva non coniare un termine ad hoc che desse il senso della beffa, della fregatura, del falso. A Napoli il pezzotto ci sta come il cacio sui maccheroni. A Napoli il pezzotto è così di casa che negli acquisti ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;" ><g:plusone  position="prepend" size="standard" count="1" href="http://iosonodio.com/2010/07/il-pezzotto/" text="Il pezzotto" ></g:plusone></div>
<div style="float: left; padding-right: 5px;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="300" height="245" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Iig9RPSiUDM&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="300" height="245" src="http://www.youtube.com/v/Iig9RPSiUDM&amp;hl=it_IT&amp;fs=1?color1=0x2b405b&amp;color2=0x6b8ab6&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></div>
<p>Il <em>pezzotto</em>. Questo è il termine coniato a Napoli per definire un falso. Del resto nella patria del falso, non si poteva non coniare un termine ad hoc che desse il senso della beffa, della fregatura, del falso.</p>
<p>A Napoli il pezzotto ci sta come il cacio sui maccheroni. A Napoli il pezzotto è così di casa che negli acquisti se non è un pezzotto non lo compra nessuno. È così di casa che tra il pezzotto e l’originale si sceglie il pezzotto per non dover dire di avere acquistato un originale a un prezzo 10 volte superiore. A Napoli il pezzotto batte sempre l’originale perché se compri un originale non sei mai sicuro che non sia un pezzotto.</p>
<p>Ci sta così bene che si potrebbe fare a meno del Vesuvio, <em>do’ mare</em>, <em>da’ pizza</em>, ma non del pezzotto.</p>
<p>Ormai la versione originale di tutto la trovi dopo il pezzotto e anche quando pensi di aver speso tanto ma bene, non sei mai sicuro dell’affare che hai fatto.</p>
<p>E se fosse un pezzotto? La consistenza del prezzo non certifica la qualità dell’acquisto.</p>
<p>Napoli ormai, è il pezzotto di se stessa. Anche i politici sono la copia malfatta di quello che dovrebbero essere.</p>
<p>A Napoli la tolleranza ha preso una forma a metà fra la sottomissione e la sopportazione di chi, come me, che col pezzotto non ha nulla a che vedere.</p>
<p>La regola a Napoli non esiste, e non esiste perché chi deve imporre quelle semplici regole di convivenza, di civiltà, di semplice educazione, è il primo ad approfittare della loro violazione, a discapito di chi invece, viene violentato in continuazione dall’inciviltà.</p>
<div id="attachment_277" class="wp-caption alignleft" style="width: 203px"><a href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2010/07/pacco.png"><img class="size-medium wp-image-277" title="Il pezzotto" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2010/07/pacco-300x254.png" alt="" width="193" height="164" /></a><p class="wp-caption-text">Il pezzotto</p></div>
<p>In qualunque provincia italiana ti possa trovare, se in treno incontri qualcuno che fuma, è napoletano. A Napoli, non vi è marciapiede su cui non sia parcheggiata un automobile. A Napoli, non c’è semaforo che ad ogni rosso non veda il furbo di turno superare la coda per piazzarsi in “pole position”. A Napoli, non puoi fare a meno di incrociare gli scooter <em>station vagon</em>, con interi nuclei familiari a bordo e senza casco. A Napoli, non puoi dire di non aver mai incontrato qualcuno che prova a venderti una videocamera (che poi si scoprirà essere un mattoncino). A Napoli, e solo a Napoli, si picchiano i poliziotti per agevolare la fuga dei delinquenti. A Napoli, quando rubano un rolex al polso di un turista, la colpa è del turista che si porta il rolex in vacanza a Napoli. A Napoli, puoi “scroccare” e “utilizzare” sigarette anche nella maggior parte degli uffici pubblici. A Napoli, per ogni copia de’ “la Repubblica” venduta, si vendono 10 copie del “Corriere dello sport” perché a Napoli “piove governo ladro” solo se non c’è la partita in TV. A Napoli, non c’è un vicolo che non abbia il suo altarino a qualche santo o madonna.</p>
<p>Tra santi, madonne e pallone, a Napoli, politica, monnezza e camorra continuano a spartirsi l’immensa eredità di Napoli!<br /><a href="http://iosonodio.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Antonio Trani" src="http://iosonodio.com/at.png" alt="" /></a></p>
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		<title>Misteri della fede</title>
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		<pubDate>Fri, 14 May 2010 12:38:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Di che colore era il cavallo bianco di Napoleone? Quanti erano i 7 re di Roma? E i 3 misteri di Fatima? Quanti erano quelli? No perché la domanda adesso comincia ad essere sensata. E siccome nessuno li conosce questi benedetti segreti, il primo che si alza al mattino ne spara uno con la speranza che si avveri per ipotecare ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;" ><g:plusone  position="prepend" size="standard" count="1" href="http://iosonodio.com/2010/05/misteri-della-fede/" text="Misteri della fede" ></g:plusone></div>
<div id="attachment_230" class="wp-caption alignleft" style="width: 231px"><a href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2010/05/fatima.jpg"><img class="size-full wp-image-230" title="fatima" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2010/05/fatima.jpg" alt="Fatima anche lei" width="221" height="158" /></a><p class="wp-caption-text">Fatima anche lei (Fatima de Melo)</p></div>
<p>Di che colore era il cavallo bianco di Napoleone? Quanti erano i 7 re di Roma? E i 3 misteri di Fatima? Quanti erano quelli? No perché la domanda adesso comincia ad essere sensata. E siccome nessuno li conosce questi benedetti segreti, il primo che si alza al mattino ne spara uno con la speranza che si avveri per ipotecare un posto sul calendario.</p>
<p>Ma almeno a tirare ad indovinare c’è più gusto. Per esempio, immaginate se qualcuno avesse detto il giorno prima: “domani sparano al Papa!”. La polizia oggi ti porta in cella senza motivo e ti <a title="Stefano cucchi" href="http://iosonodio.com/2010/04/stato-di-polizia/" target="_blank">ammazza di botte</a>, anche se poi muori per colpa del medico che non fa il miracolo di salvarti, figuriamoci cosa ti farebbero se svelassi un <em>fatimatico</em> segreto prima che accada. E siamo mica tutti San Giuseppe che accettiamo senza battere ciglio lo Spirito Santo come padre di nostro figlio. Tra l’altro io lo conosco pure un siciliano che si chiama Santuzzo Spirito, quindi saprei anche a quale porta bussare per l’assegno di mantenimento.</p>
<p>Oggi allora, Adolf RatzHitleringer, sedicesimo benedetto, ha svelato il quarto segreto di Fatima.</p>
<p>Il primo segreto, la fine della prima guerra mondiale, fu svelato dopo la fine della prima guerra mondiale. Il secondo, l’inizio della seconda guerra mondiale, fu svelato dopo l’inizio della seconda guerra mondiale… ovvio no? Il terzo segreto, il pericolo comunista della Russia, tenuto tale, pensate un po’, fino al 2000, quando la Russia era diventata già quasi più cattolica del Vaticano.</p>
<p>Ora spunta un quarto segreto: la pedofilia consacrata!</p>
<p>Ecco quindi la risposta alla fatidica domanda: quanti erano i 3 segreti di Fatima? 4 è ovvio! Fino ad ora perlomeno.</p>
<p>Ma se Adolf RatzHitleringer conosceva questa bestiale verità, perché non ne ha parlato prima? Forse per non svelare il segreto confessionale? Ma Fatima, si era confessata da lui? No perché altrimenti papa Wojtyla come faceva a sapere gli altri 3? Chi aveva fatto la spia? Ma Fatima è divenuta “celeste” qualche secolo prima che Adolf RatzHitleringer potesse sedere in un confessionale.</p>
<p>Ma le apparizioni della Madonna a Fatima non furono 3 nelle quali fu svelato un unico segreto suddiviso in tre parti? Questo quarto segreto da dove è venuto fuori?</p>
<p>Non ci si capisce mai nulla con questa chiesa. È un segreto anche questo? Ma svelateceli tutti per la miseria sti segreti che ci regoliamo di conseguenza. E che ve la tenete a fare segreta la data della fine del mondo? Potremmo organizzarci tutti. Casomai riusciremmo a cavare qualche buona azione anche dai più malvagi della terra. Tanto tra nubi vulcaniche e piattaforme petrolifere non è che ci manca poi tanto!</p>
<p>È per caso un segreto anche la data della morte della chiesa? Gli autori già li conosciamo: i preti!<br /><a href="http://iosonodio.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Antonio Trani" src="http://iosonodio.com/at.png" alt="" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Nel nome del padre&#8230; e della madre?</title>
		<link>http://iosonodio.com/2010/04/nel-nome-del-padre-e-della-madre/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Apr 2010 15:20:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Da sostenitore dei diritti delle donne mi sono sempre chiesto come mai la Santissima fosse una Trinità e non una quadruplità. Forse per evitare la cacofonia che lo sgrammaticato termine produce ma ho sempre pensato che in essa mancava, manca, e purtroppo mancherà in eterno, la figura determinante da cui ]]></description>
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<div id="attachment_205" class="wp-caption alignleft" style="width: 203px"><a href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2010/04/trinita.jpg"><img class="size-full wp-image-205" title="Trinità" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2010/04/trinita.jpg" alt="La santissima Trinità" width="193" height="241" /></a><p class="wp-caption-text">La santissima Trinità</p></div>
<p>Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Da sostenitore dei diritti delle donne mi sono sempre chiesto come mai la Santissima fosse una Trinità e non una quadruplità. Forse per evitare la cacofonia che lo sgrammaticato termine produce ma ho sempre pensato che in essa mancava, manca, e purtroppo mancherà in eterno, la figura determinante da cui liturgicamente e biologicamente ha inizio la vita: la madre.</p>
<p>C’è il padre, e non possiamo farne a meno, il creatore, l’alfa e l’omega, il divino, l’eterno. C’è lo Spirito Santo, il celeste responsabile della venuta di Cristo sulla terra, così ci hanno sempre detto. C’è il figlio, il Cristo, il salvatore, il purificatore delle nostre anime, l’ancestrale frutto di un padre ma ancor di più di una madre che tuttavia, non viene considerata nell’emblema della chiesa Cristiana. Non c’è nemmeno quello che almeno anagraficamente dovrebbe essere il vero padre ma questo è un piccolo dettaglio che la chiesa tende a non menzionare avendolo pagato con la beatificazione.</p>
<p>La rivalsa femminile, comunque, non poteva non essere ancestrale vista la poca considerazione che la stessa chiesa ha da sempre avuto nei confronti della donna. Rivalsa che purtroppo si perpetua da sempre a vantaggio della donna stessa, a discapito dell’uomo.</p>
<p>La chiesa, e la sua istituzione, sembra rendersene conto e assecondare incondizionatamente qualsiasi capriccio che ella manifesta ed ella, a sua volta, si magnifica di questa condizione.</p>
<p>Il maschilismo della chiesa è conclamato ormai. È l’unica costante che da sempre la caratterizza.</p>
<p>Quando ho ricevuto il sacramento del matrimonio, in chiesa perché mia moglie ci teneva e ci tiene ancora alla sua fede, la lettura che ho dovuto sopportare recitava così: “la donna deve essere sottomessa all’uomo che a sua volta deve amarla e rispettarla”.</p>
<p>Ovviamente non mi azzardo nemmeno lontanamente a ricordare a mia moglie quel passaggio del giorno più bello della nostra vita, anche perché, se lo facessi, non potrei fare altrimenti che sottomettermi a mia volta sperando che accetti sinceramente le mie scuse, dopo aver passato un po’ di pomata lenitiva sulle mie gote.</p>
<p>Della sottomissione citata ne parlai con il sacerdote che ci unì in matrimonio e mi disse che le letture recitate in chiesa vanno interpretate. Ancora oggi non riesco ad interpretare il temine “sottomessa” come la chiesa vorrebbe.</p>
<p>Purtroppo nel nome di Dio si uniscono anime che non sempre risultano essere compatibili tra loro e spesso, proprio per il bene dei frutti che vengono da queste unioni, si giunge all’unica soluzione civile per cercare di dare un senso al futuro dei propri figli.</p>
<p>Come accade spesso però, la soluzione che dovrebbe riportare serenità nell’animo dei coniugi, altro non è che la trasformazione in una guerra più cruenta che rischia di lasciare vittime tutt’intorno, dai protagonisti agli spettatori.</p>
<p>C’è sempre chi rifiuta il “mea culpa” rifugiandosi nel più semplice percorso del “tua culpa, tua maxima culpa” dimenticando appunto che tutte le guerre, mietono sempre un numero eccessivo di innocenti vittime.</p>
<p>Il fine di annientare l’altro, ci porta fuori anche dai nostri indiscussi buoni propositi di madre e padre, cercando di limitare al massimo, spesso di impedire, il contatto col proprio figlio. Anche in passi importanti della crescita mentale e spirituale del bimbo, non curandosi del fatto che l’assenza di uno dei genitori in momenti importanti della vita di un bambino, sono per questo, un vuoto che nessuno potrà mai colmare.</p>
<p>E così si tirano in ballo commi e sentenze anche in momenti di sublimazione dell’anima del bambino stesso. Perpetrando uno stillicidio di comunicazioni ufficiali tra i rispettivi legali, senza limiti di spesa dimenticandosi perfino le lezioni cristiane dell’altruismo.</p>
<p>Noi comuni mortali poi, quelli che “un nome una garanzia” non è roba nostra insomma, non godiamo dei privilegi che la chiesa concede ai suoi discepoli. Non si capisce perché, infatti, a Silvio Berlusconi, sposato 2 volte e altrettante divorziato, l’ipocrita chiesa continua a non negare l’ostia consacrata che, a mio avviso, se fosse davvero “il corpo di Cristo”, produrrebbe una reazione chimica con la bocca del premier causandone il rigetto istantaneo vista la congiunzione coatta del sacro con l’incarnazione del profano.</p>
<p>Il vizietto delle donne, Silvio ce lo ha sempre avuto, tant’è che quando ancora le sue fedine, quella religiosa e quella penale, erano immacolate, conobbe Veronica Lario con cui instaurò presto una relazione extraconiugale, facendo trasferire l’amante e la mamma di lei a villa Borletti, presso la sede operativa della Fininvest.</p>
<p>Dopo il divorzio dalla prima moglie, sposò la Lario con rito civile (il Berlusconi di allora non era il Berlusconi di oggi). Oggi, divenuto più volte premier, forse in seguito alla sua dichiarazione in cui asseriva di essere un “unto dal Signore”, la chiesa non gli nega nemmeno la comunione.</p>
<p>Ma la chiesa, si sa, va un po’ dove tira la corrente… e il denaro soprattutto, e io, oltre al nome, non ho nemmeno i soldi di Berlusconi per cui la mia corrente non potrà mai trascinare la chiesa nel mare tempestoso in cui si trova adesso.</p>
<p>L’ipocrisia del clero raggiunge livelli davvero inaccettabili dunque, e non si capisce l’inerzia dei fedeli, quelli veri, messi alla stregua di un donnaiolo più volte divorziato. Condividere con questi il corpo consacrato di Cristo senza aprire bocca se non per condividerne l’ostia.</p>
<p>L’ultimo sacramento che ho assunto, se il verbo è quello corretto, è stato proprio il matrimonio, che ancora sta saldamente in piedi grazie all’amore reciproco e a valori che sono miei e non frutto di un insegnamento religioso, per cui la dona dovrebbe essere sottomessa all’uomo.</p>
<p>L’ultimo sacramento che ho assunto, per fortuna resterà l’ultimo. Questo è l’ultimo insegnamento che mi ha dato mio padre.</p>
<p>Dio ci liberi dalla religione!<br /><a href="http://iosonodio.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Antonio Trani" src="http://iosonodio.com/at.png" alt="" /></a></p>
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