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	<title>Io sono dio</title>
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	<description>Abbastanza luce per credere... abbastanza buio per dubitare</description>
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		<title>Punti di vista</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Feb 2012 09:30:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ce l’hai un culo? Allora mi devi una tassa. Come tutte le automobili, anche per il culo, e scusatemi se lo chiamo col suo vero nome, sarà prima o poi dovuta una tassa. Come tutte le automobili, dicevo, anche il culo emette i suoi gas di scarico e per i quali andrà pagata la tassa. Può sembrare davvero una esagerazione, ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;" ><g:plusone  position="prepend" size="standard" count="1" href="http://iosonodio.com/2012/02/punti-di-vista/" text="Punti di vista" ></g:plusone></div>
<p> Ce l’hai un culo? Allora mi devi una tassa.</p>
<p>Come tutte le automobili, anche per il culo, e scusatemi se lo chiamo col suo vero nome, sarà prima o poi dovuta una tassa.</p>
<p>Come tutte le automobili, dicevo, anche il culo emette i suoi gas di scarico e per i quali andrà pagata la tassa.</p>
<p>Può sembrare davvero una esagerazione, una di quelle cose equiparate all’asino che vola, a Babbo Natale o la befana ma aspettiamocelo prima o poi.</p>
<p>Per ora cominciamo a sorbirci le pretese della RAI, e del fisco, che cominciano a bussare alla porta delle imprese che dispongono di tablet e smartphone esigendo anche per questi dispositivi, il pagamento del canone.</p>
<p>Anche un semplice sistema di videosorveglianza è soggetto al canone RAI. Per ora sono esenti i videocitofoni e il tamagotchi ma gli esperti giurano che se il digi-pulcino diventa adulto, dovrà pagare un digi-canone RAI.</p>
<p>Allora avrebbe più senso la tassa per l’emissione di gas intestinali piuttosto che il canone RAI per un dispositivo elettronico le cui finalità non sono certo quelle di un televisore.</p>
<p>Il governo tecnico però, sembra indirizzato proprio nella direzione giusta. Infatti, nel nuovo modello per il 730, ci sarà una casellina per inserire il codice del bollettino del pagamento del canone RAI. Allora pensi: beh, almeno lo detraggo… col ca…. volo! Devi solo attestare che lo hai pagato. Ma che differenza c’è? A che serve? A niente. Chi non pagava il canone RAI può continuare a non pagarlo senza inserire alcunché nella casellina del 730. Del resto, se non avevo il televisore prima, perché ce lo devo avere adesso?</p>
<p>Ma mettiamoci anche un po’ nei panni dei ladr…. Ops, dei dirigenti RAI. Perchemmai non pagare il canone? E le vacanze a Minzolini poi come gliele paghiamo? E poi… e poi, ai presentatori di Domenica in… chi glieli da i soldi? Per quanto guardo i canali RAI, non so nemmeno chi sono i presentatori di Domenica In… E alle comparse di tutti quei programmi interessanti che fanno al pomeriggio? E alla donna che ha abortito a causa del naufragio della Costa Concordia? Chi gliela paga la comparsa in TV? E al suo avvocato?</p>
<p>Come? Non c’è stato nessun aborto a causa del naufragio? Ma io l’ho vista in TV… era lei… piangeva. Ha perso il bambino. No era solo una montatura per fare audience. Come quelle montature della Deusanio ai tempi di “Al posto tuo” o “Ricomincio da qui”? si proprio come quelle… peggio di quelle.</p>
<p>Beh qualche forte dubbio, anche lecito, di perpetrare l’illecito di non pagare il canone a qualcuno viene. Fosse anche solo per non doversi sorbire i cosiddetti famosi non più famosi ma buttati su un’isola per ridiventare famosi.</p>
<p>Per carità, la farfalla di Belen è carina, colorata, variopinta. Svolazzando li, dov’è costretta a svolazzare, avrà acquisito una esperienza in fatto di ornitologia degna dei maggiori esperti mondiali, ma dover finanziare il cachet di queste quattro puttanelle (poco <em>elle</em> molto <em>oni</em>) mi rode un po’ il culo.</p>
<p>E si torna quindi al culo e alla sua tassa.</p>
<p>Non vorrei aver suggerito l’idea ai tecnici che ci governano che in materia di culi ci capiscono poco quando si tratta dei loro, ma quando si tratta dei nostri, sono sempre molto ferrati.<br /><a href="http://iosonodio.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Antonio Trani" src="http://iosonodio.com/at.png" alt="" /></a></p>
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		<title>Di chi sono i figli di Giovanardi?</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 09:02:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[antonio trani]]></category>
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		<description><![CDATA[Meno male che ci sono i cattolici ad insegnarci a cosa servono e come si usano gli organi del corpo umano. L’ultima lezione ci viene da Giovanardi, senatore del PDL ancora al soldo degli italiani. Il seminario è corto e la prima delle regole è la seguente: gli organi del corpo umano si dividono in due grandi gruppi, quelli costruiti ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;" ><g:plusone  position="prepend" size="standard" count="1" href="http://iosonodio.com/2012/02/di-chi-sono-i-figli-di-giovanardi/" text="Di chi sono i figli di Giovanardi?" ></g:plusone></div>
<p> Meno male che ci sono i cattolici ad insegnarci a cosa servono e come si usano gli organi del corpo umano.</p>
<p>L’ultima lezione ci viene da Giovanardi, senatore del PDL ancora al soldo degli italiani.</p>
<p>Il seminario è corto e la prima delle regole è la seguente: gli organi del corpo umano si dividono in due grandi gruppi, quelli costruiti per ricevere e quelli costruiti per espellere.</p>
<p>Proviamo a citarne alcuni del primo insieme, quelli costruiti per ricevere: le orecchie ricevono, non si discute, altrimenti non saremmo in grado di percepire suoni e udire le cazzate che spesso si sentono in giro. Così come il naso per gli odori. Seppur ogni tanto, utile anche la funzione espellente dell’organo, in particolari casi di influenze e raffreddori vari. Così per gli occhi. Sono senza dubbio organi atti a ricevere.</p>
<p>Ragioniamo un po’! ma gli organi genitali? In quale insieme li mettiamo? Onorevole Giovanardi, gli organi genitali, come li classifichiamo?</p>
<p>Allora, quello maschile e quello femminile sono entrambi organi inevitabilmente, inderogabilmente, perentoriamente atti all’espulsione. Se il nostro corpo (maschile e femminile) non espelle liquidi, la cosiddetta macchina perfetta non è più tanto perfetta.</p>
<p>Però cavolo, mi sorge un dubbio. Un amletico dubbio biblico. Ma l’organo genitale femminile, per il principio celeste, e un po’ matematico della procreazione, andate e moltiplicatevi, ci insegna che è anche un po’ deputato all’alloggiamento, se vogliamo, dell’organo genitale maschile, se non altro per una mera motivazione di procreazione.</p>
<p>Uhm… e di chi sono i 3 figli di Giovanardi? No perché se ritiene che l’organo genitale femminile sia un organo facente parte dell’insieme ricevente, sua moglie non fa mai la pipì e questo mi sembra davvero impossibile. Allora secondo Giovanardi, l’organo genitale femminile fa senz’altro parte dell’insieme degli organi espellenti per cui, sua moglie non gli ha detto la reale funzione del giocattolino e quindi Giovanardi, da buon cattolico (bigotto), crede ancora nella cicogna o ha la presunzione di aver sposato l’incarnazione della Madonna.</p>
<p>Ma io, caro Giovanardi, con i miei organi, che fino a prova contraria sono miei, ci faccio quello che mi pare e se vedo due donne o due uomini che si baciano, penso che quei due individui forse provano un sentimento che va oltre la sua intelligenza.</p>
<p>Le sue dichiarazioni, caro Giovanardi, sono più scandalose dell’immagine che l’ha scandalizzata.</p>
<p>L’intolleranza è una malattia, l’omosessualità è solo una questione di gusti.<br /><a href="http://iosonodio.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Antonio Trani" src="http://iosonodio.com/at.png" alt="" /></a></p>
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		<title>Da grande voglio fare il tronista</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 22:09:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli italiani cercano lavoro vicino a mamma e papà. Eh si. Lo ha detto il ministro Cancellieri. Ah ecco. Per questo poi ci lamentiamo che non si trova lavoro. E ha ragione la Cancellieri allora. Ha ragione per due motivi sostanziali. Il primo di questi motivi è il più ovvio e consiste nel fatto che ha ragione in quanto più ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;" ><g:plusone  position="prepend" size="standard" count="1" href="http://iosonodio.com/2012/02/da-grande-voglio-fare-il-tronista/" text="Da grande voglio fare il tronista" ></g:plusone></div>
<p> Gli italiani cercano lavoro vicino a mamma e papà. Eh si. Lo ha detto il ministro Cancellieri. Ah ecco. Per questo poi ci lamentiamo che non si trova lavoro.</p>
<p>E ha ragione la Cancellieri allora. Ha ragione per due motivi sostanziali.</p>
<p>Il primo di questi motivi è il più ovvio e consiste nel fatto che ha ragione in quanto più ricca di chi cerca lavoro, e il secondo perché è parlamentare.</p>
<p>Ma io ci ho pensato bene a questa cosa e in effetti ha ragione davvero il ministro Cancellieri.</p>
<p>I romani vogliono il lavoro a Roma, i napoletani a Napoli, i milanesi a Milano, i palermitani a Palermo, i bolognesi a Bologna e così via. Difficile da accontentare tutti in effetti.</p>
<p>Questi bamboccioni napoletani potrebbero andare a Milano a trovarsi un lavoro, e i milanesi a Roma. I romani a Palermo e i Palermitani a Bologna.</p>
<p>Con tutto il lavoro che c’è lo cercano proprio sotto casa di mamma e papà? Ma la mamma e il papà, di chi sono? E dov’è questa mamma e questo papà?</p>
<p>No perché… io voglio capire. Me lo dice anche mio figlio quando gli do una risposta evasiva “papà io voglio capire”… e mio figlio ha solo 7 anni. Quando ne avrà 25 e cercherà un lavoro, e un ministro deficiente gli dirà di non cercarselo vicino a mamma e papà, lui sicuramente gli chiederà di capire.</p>
<p>Allora diciamo che a Napoli il lavoro non c’è, perché a Napoli, a parte quello che ti offre Cosentino, il lavoro non c’è. Va bene. Vado a Milano. Ma se a Milano il lavoro c’è, perché il milanese non dovrebbe ambire a guadagnarsi un posto di lavoro a Milano? Al limite potrebbe trasferire la sua mamma e il suo papà in un ospizio a Bari, così da raggirare l’ostacolo Cancellieri. Sempreché questi abbiano una loro pensione, altrimenti, anche loro sono soggetti alla teoria Cancelliera. E se malauguratamente anche la mamma e il papà hanno ancora la mamma e il papà? Un bel casino anche questo.</p>
<p>Ma il milanese non vuole chiudere mamma e papà in un ricovero per anziani, ma non vuole nemmeno essere insultato da un ministro imbecille. E allora che fa? Bel dilemma questo. Si trasferisce a Napoli, lontano da Milano, non vicino a mamma e papà, ma lontano da Bari, dove ha parcheggiato mamma e papà.</p>
<p>Mi piace il concetto espresso dalla Cancellieri. Veramente sopraffino.</p>
<p>Un bel casino questo mercato del lavoro. Peggio dei mercati generali.</p>
<p>Ma tanto c’è lo stato che ti aiuta. Non puoi pagarti l’affitto con lo stipendio da precario di un lavoro rabattato lontano da casa di mamma e papà? Non importa, lo stato ti presta i soldi. E sai perché te li presta? Perché sa che prima o poi il tuo lavoro da precario finirà come tutti gli altri lavori da precario e tu non sarai in grado di saldare il debito. Allora viene Equitalia, organo statale, e si porta via anche la tua macchinina… tanto adesso non ti serve più per andare a lavoro perché un lavoro non ce l’hai più.</p>
<p>È bello sentire i nostri amministratori, governanti prenderci in giro ogni secondo. Il posto fisso è monotono, bamboccioni, vogliamo lavorare vicono a mamma e papà, laurearsi a 28 anni è da sfigati eccetera eccetera eccetera.</p>
<p>Per fortuna che c’è Monti a calmare le acque.</p>
<p>Oggi, nel fior fiore della sua lagnante pacatezza, ha detto: “dobbiamo essere tutti pronti a rinunciare a parte dei nostri privilegi”! Cosa? Che? Mi viene da piangere come una Fornero. Il privilegio sta all’impiegato statale come il sacrificio sta alla Fornero! Ecco, la proporzione è perfetta.</p>
<p>Vogliono tutti il posto fisso in Italia ma gli unici ad avercelo sono i politici.<br /><a href="http://iosonodio.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Antonio Trani" src="http://iosonodio.com/at.png" alt="" /></a></p>
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		<title>E se&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:58:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[antonio trani]]></category>
		<category><![CDATA[treni]]></category>
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		<description><![CDATA[Salve, sono il capotreno Gennaro Schettino. Tra pochi minuti questo treno salperà da Milano Centrale alla volta di Napoli Centrale. I signori che non intendono partire sono pregati di scendere prima della chiusura dei boccaporti. Viste le avverse condimenteo, e l&#8217;elevata possibilità di incontrare iceberg lungo la traversata, i signori viaggiatori sono pregati di munirsi di guanti, sciarpe e maglioni. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;" ><g:plusone  position="prepend" size="standard" count="1" href="http://iosonodio.com/2012/02/e-se/" text="E se&#8230;" ></g:plusone></div>
<p> Salve, sono il capotreno Gennaro Schettino. Tra pochi minuti questo treno salperà da Milano Centrale alla volta di Napoli Centrale. I signori che non intendono partire sono pregati di scendere prima della chiusura dei boccaporti. Viste le avverse condimenteo, e l&#8217;elevata possibilità di incontrare iceberg lungo la traversata, i signori viaggiatori sono pregati di munirsi di guanti, sciarpe e maglioni.</p>
<p>Fin qui la procedura per la partenza sembrava accettabile, a parte qualche allusione al gergo marinaresco non proprio consona ad un tragitto ferroviario, ma sempre meglio salpare che decollare.</p>
<p><em>Salpati</em>, dunque &#8220;alla volta&#8221; di Napoli centrale, la traversata assumeva aspetti apparentemente normali, almeno fino a quando il paesaggio intorno cominciava candidamente ad imbiancarsi.</p>
<p>Profetico fù l&#8217;audiomessaggio del capotreno:” stiamo viaggiando alla velocità di crociera di 200 nodi”. Immediatamente il convoglio subì una brusca frenata. Il tempo passava ma nessuna informazione veniva data ai passeggeri. La neve intorno saliva ma del capotreno Schettino nessuna traccia.</p>
<p>Il treno non riusciva a muoversi. Il freddo cominciava ad intorpidire le gambe.</p>
<p>Dopo 3 ore arriva il primo messaggio: “sono il capotreno Schettino, abbiamo avuto un blackout alla carrozza ristorante ma il personale tecnico è già a lavoro per ripristinarne il funzionamento. Siete pregati di tornare al proprio posto”.</p>
<p>Intanto la carrozza 11 comincia ad imbarcare neve. Sussegue un nuovo annuncio del capotreno: “siete pregati di ritornare al proprio posto, la situazione è sotto controllo”.</p>
<p>I passeggeri della carrozza 11 intanto cominciarono a riversarsi nella 10. La neve incalzava e cominciava a sommergere anche la carrozza 10. Ormai le 2 carrozze di poppa erano letteralmente sommerse e i boccaporti a tenuta stagna cominciavano a cedere.</p>
<p>Tra i passeggeri della classe premier, già si rumoreggiava polemicamente sul fatto di doversi mischiare con i passeggeri standard ma la folla, senza maglioni, già aveva invaso dalla carrozza 9 alla carrozza ristorante.</p>
<p>Ormai le carrozze 10 e 11 erano scomparse sommerse dalla neve e la carrozza ristorante era perfettamente illuminata e funzionante, contrariamente a quanto detto dal capotreno.</p>
<p>C’era qualcosa che non tornava. Ormai i passeggeri erano diventati una folla in balia della neve. La classe Executive era pronta ad abbandonare il convoglio con salvagenti dotati di termoreattori aerostatici inclusi nel prezzo del biglietto.</p>
<p>Nella saletta meeting della classe Executive del convoglio era in corso una riunione di gabinetto del Comitato Grandi Calamità, interrotta immediatamente dal fuggi fuggi generale dei membri.</p>
<p>Il personale di bordo distribuiva bottigliette d&#8217;acqua calda e sacchetti di sale per sciogliere il ghiaccio.</p>
<p>Il capotreno Schettino, intanto, avvistato l&#8217;ultima volta in compagnia di una avvenente impiegata delle ferrovie nipponiche, venuta in Italia a studiare i sistemi ferroviari nostrani, insieme a tutto il personale di bordo, aveva ordinato il distacco della carrozza di prora e abbandonato l&#8217;intero convoglio.</p>
<p>Dopo aver preso il largo dalla bufera di neve, il capotreno Schettino, si mise in contatto con l&#8217;amministratore delegato della compagnia di bandiera il quale gli consigliò di dare la colpa ai soliti pendolari che invadono le classi superiori senza il regolare titolo di viaggio.</p>
<p>Mentre Schettino giungeva a Napoli centrale con la sola carrozza di prora, i passeggeri superstiti, coloro i quali si erano premuniti di maglioni, venivano tratti in salvo 7 ore dopo la tempesta di neve.</p>
<p>Venivano inoltre rinvenuti i corpi ibernati degli occupanti delle aree del silenzio del treno, i quali non avevano sentito le comunicazioni del capotreno Schettino e il caos dei passeggeri in fuga.</p>
<p>La tragedia si concludeva con l’arrivo a Napoli centrale del treno di salvataggio accorso sul luogo della sciagura a 7 ore dal disastro.</p>
<p>La compagnia fa sapere che i defunti e i dispersi potranno fare regolare richiesta di risarcimento danni.<br /><a href="http://iosonodio.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Antonio Trani" src="http://iosonodio.com/at.png" alt="" /></a></p>
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		<title>Finché c&#8217;è latte</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 16:39:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Finché c&#8217;è latte c&#8217;è speranza. E già, ormai gli scaffali dei supermercati sono vuoti, le scorte si stanno esaurendo e comincia a mancare pasta, frutta, acqua e latte. Anche il governo, dal caldo del cuscino dei loro intoccabili privilegi, comincia a non dormire più sonni tranquilli. L&#8217;italia s&#8217;è desta&#8230; o quasi. La sveglia in effetti non è ancora suonata e ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;" ><g:plusone  position="prepend" size="standard" count="1" href="http://iosonodio.com/2012/01/finche-ce-latte/" text="Finché c&#8217;è latte" ></g:plusone></div>
<div id="attachment_1049" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="lightbox" title="Finché c'è latte" href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2012/01/latte.jpg"><img class="size-medium wp-image-1049" title="Finché c'è latte" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2012/01/latte-300x189.jpg" alt="Finché c'è latte" width="300" height="189" /></a><p class="wp-caption-text">Finché c&#39;è latte</p></div>
<p>Finché c&#8217;è latte c&#8217;è speranza. E già, ormai gli scaffali dei supermercati sono vuoti, le scorte si stanno esaurendo e comincia a mancare pasta, frutta, acqua e latte. Anche il governo, dal caldo del cuscino dei loro intoccabili privilegi, comincia a non dormire più sonni tranquilli.</p>
<p>L&#8217;italia s&#8217;è desta&#8230; o quasi. La sveglia in effetti non è ancora suonata e per ora ci sono solo i segni di qualche sbadiglio che segnala l&#8217;abbandono della fase rem. Il sonno, a dire il vero, non è mai stato profondo e lesto come quello abbandonato dei bambini, piuttosto è sempre stato il sonno forzato di chi poggia la testa sul cuscino col desiderio di raggiungere al più presto Morfeo per concedersi una tregua dall&#8217;assillo dei problemi quotidiani.</p>
<p>Però qualcuno comincia a svegliarsi. Il movimento dei forconi ha superato lo stretto di Messina. Sta succedendo qualcosa di pericoloso, o di magnifico, dipende dai punti di vista. La protesta non è più circoscritta, isolata. Qualcuno comincia a stancarsi di banchieri chiamati a risolvere i problemi economici dei cittadini con manovre utili a risollevare i bilanci delle banche.</p>
<p>Ma c&#8217;è o non c&#8217;è qualcosa di controverso in questo? La Lehman Brothers e i mutui tossici hanno indebitato le banche americane, che hanno chiesto soldi alle banche di tutto il mondo che per prestare soldi alle banche americane li hanno chiesti ad altre banche comprese quelle americane.</p>
<p>Ora che le banche americane non sono più in crisi perché la Federal Reserve ha coperto i buffi, la crisi è rimasta qui da noi, nelle banche europee. E come si paga la crisi delle banche europee? Beh semplice. Siccome la BCE non ha i poteri della Federal Reserve, e nemmeno i suoi dollari, i debiti delle banche li dobbiamo pagare noi con l&#8217;aumento delle tasse.<br />
In Italia la situazione è leggermente diversa. L&#8217;Italia è in crisi perché è in crisi la cultura italiana. Gli italiani sono, per cultura, un popolo di conservatori, di risparmiatori e paradossalmente il rischio di default delle banche italiane non è così forte come per il resto dell&#8217;Europa. Le nostre banche hanno investito poco, rispetto al resto del mondo, su quei prodotto detti “tossici”.</p>
<p>L&#8217;Italia corre un rischio tutto italiano.</p>
<p>L&#8217;unica industria che funziona perfettamente è quella criminale, con la mafia e camorra azionisti di maggioranza protagonisti anche da un enorme conflitto d&#8217;interessi visto che sono largamente rappresentati nel governo: Cosentino e Dell&#8217;Utri solo per citarne un paio e per non allungare troppo il brodo.<br />
Poi c&#8217;è l&#8217;evasione fiscale, stimata intorno ai 120 miliardi di euro l&#8217;anno. Poi la corruzione, con l&#8217;infusione della cultura che tutto ha un prezzo. Poi c&#8217;è la politica con la cronica incapacità di partorire una classe dirigente capace ma solo poltronai stimolati solo dal proprio tornaconto.</p>
<p>E quindi ci si meraviglia se cominciano a nascere movimenti dei forconi? Ci si meraviglierebbe se i proiettili cominciassero ad arrivare non più per posta tradizionale ma via aerea direttamente dall&#8217;acquirente all&#8217;utilizzatore finale? È così scandaloso se i forconi hanno oltrepassato lo stretto di Messina sbarcando anche &#8220;in continente&#8221;? Ma no che non è una sorpresa. È ora che in un modo o nell&#8217;altro finisca il metodo scajolano di farsi acquistare una casa. Così tanto in voga nella classe politica italiana, che anche il neo ministro Patroni Griffi, del governo che avrebbe dovuto mettere fine alla casta, si è ritrovato proprietario di 110 metri quadrati con vista colosseo a 170 mila euro invece di un valore commerciale di un paio di milioni di euro. Ma nel 2008 il Consiglio di Stato aveva definito lo stabile “non di pregio”. Chi faceva parte del Consiglio di Stato nel 2008? Ma no&#8230; che fortuna&#8230; proprio Patroni Griffi. Ma che coincidenza.</p>
<p>Anche quelli che avrebbero dovuto essere i dottori sono oggettivamente malati per cui ogni tipo di vaccino vale la pena provarlo per debellare questo cancro. Patroni Griffi sei un cancro!</p>
<p>Adesso forse, è finalmente arrivato il tempo dei forconi.</p>
<p>Il nuovo governo intanto, oltre a prelevare denaro contante dalle solite tasche dei soliti italiani, ormai ci entrano senza nemmeno più bussare, prova a sgretolare lo spirito organizzativo di questi movimenti pseudo-para-quasi rivoluzionari con manovre subdole.<br />
E già, a null&#8217;altro servono le varie norme sulle liberalizzazioni se non a spaccare la folla tra i pro e i contro. E le liberalizzazioni riguardano come al solito i poveracci, tassisti e camionisti, senza degnarsi di toccare la casta: avvocati, notai, politici. Li, come al solito, nulla cambia. Questo disordine serve al paese ma ancora di più serve alla casta. Tassisti che si scontrano tra di loro, su chi vuole la liberalizzazione perché non ha la licenza e chi non la vuole perché la licenza ce l&#8217;ha già. Camionisti che bloccano il trasporto merci stufi di pagare un euro di gasolio a km e chi invece, non protesta per evitare di perdere il posto. I farmacisti non vogliono cedere la fascia “C” dei farmaci ai supermercati, i supermercati invece la vogliono per fare cassa.</p>
<p>E poi c&#8217;è la sempiterna faccenda dell&#8217;articolo 18 e la sua segreta spiegazione su come incentiverebbe l&#8217;occupazione una norma che facilita i licenziamenti. Prima o poi ce la spiegheranno insieme al disastro di Ustica. Come dire che per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri, cancelliamo gran parte dei reati dal codice penale (questo in effetti è stato già fatto).</p>
<p>I notai non protestano, nessuno tocca i loro privilegi, cosi come i politici.</p>
<p>E come al solito quindi, a pagarne le spese siamo sempre noi e i nostri figli a cui, tra qualche giorno, dovremo spiegare perché non hanno la loro razione di latte.</p>
<p>Forse per questo motivo, qualche papà preferirà spiegare loro perché è diventato un terrorista.<br /><a href="http://iosonodio.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Antonio Trani" src="http://iosonodio.com/at.png" alt="" /></a></p>
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		<title>Una nazione di nani</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 15:53:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ultimo segno che l&#8217;Italia dovesse marcire nell&#8217;inferno dei nani di cui oggi è piena, secondo me, lo abbiamo avuto la mattina dell&#8217;11 giugno del 1984, quando nell&#8217;ospedale Giustinianeo di Padova, si spegneva, non proprio come natura vuole, l&#8217;ultimo gigante che l&#8217;Italia possa vantare di aver avuto: Enrico Berlinguer. Da allora la statura dei politici italiani, e ovviamente degli italiani in ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;" ><g:plusone  position="prepend" size="standard" count="1" href="http://iosonodio.com/2012/01/una-nazione-di-nani/" text="Una nazione di nani" ></g:plusone></div>
<p> L&#8217;ultimo segno che l&#8217;Italia dovesse marcire nell&#8217;inferno dei nani di cui oggi è piena, secondo me, lo abbiamo avuto la mattina dell&#8217;11 giugno del 1984, quando nell&#8217;ospedale Giustinianeo di Padova, si spegneva, non proprio come natura vuole, l&#8217;ultimo gigante che l&#8217;Italia possa vantare di aver avuto: Enrico Berlinguer.</p>
<p>Da allora la statura dei politici italiani, e ovviamente degli italiani in genere, non si è mai più innalzata al di sopra della statura di un nano.</p>
<p>Abbiamo avuto, e purtroppo prolificano ancora, nani mafiosi e corrotti che nel nome del profitto hanno stuprato la nostra nazione a proprio vantaggio.</p>
<p>Questa mancanza di giganti ci ha fatto scivolare piano piano in basso verso la fogna in cui oggi ci troviamo.</p>
<p>Costretti a ringraziare chissà quale entità divina per averci liberati da un vecchio nano depravato messo al potere dalla maggioranza di nani, imbonita dalle sue bugie.</p>
<p>Abbiamo avuto la peggior sinistra che la nostra storia possa ricordare, mai stata in grado di annientare un avversario facile da battere, che è stato capace di alterare il senso pudico e civico di una intera nazione, fino a convincerci che un capo del governo può anche fare sesso con una minorenne perché tutto questo fa parte della sua vita privata.</p>
<p>Hanno permesso che in parlamento potessero sedere criminali della peggiore specie, da Cosentino a Dell&#8217;Utri, monopolizzando e gestendo non solo i poteri forti dello stato ma anche quelli della malavita organizzata, fondendo e istituzionalizzando gli uni con gli altri.</p>
<p>Hanno creato un sistema politico che spinge anche il cittadino più onesto ad impegnarsi politicamente solo per poter usufruire di tutti i privilegi che la politica mette a disposizione.</p>
<p>Hanno creato un popolo anestetizzato da grandi fratelli e tronisti, così da poter continuare ad infierire su di esso, mantenendolo in questo stato di lievitazione tra la fogna e il baratro.</p>
<p>Nemmeno l&#8217;esempio delle vicine primavere, come quella tunisina, egiziana e libica, è servito a dare uno scossone a questo popolo di nani. Culture definite più arretrate della nostra che hanno dimostrato invece che la dignità di un popolo è più importante di ogni cosa. Culture che c&#8217;insegnano invece che Facebook e Twitter non sono solo luoghi per confidare a sconosciuti quante volte si è fatta la pipì in un giorno, o per sentirsi tutti un po&#8217; playboy nascosti dietro una foto di 10 anni fa, ma sono un grande mezzo di aggregazione intellettuale dal quale far nascere le più grandi rivolte sociali.</p>
<p>E invece, dobbiamo essere grati ad una squadra di banchieri per aver salvato, almeno per ora, il futuro dei nostri figli. Perché è di questo che si tratta, del futuro dei nostri figli. Perché se non pensassimo al loro futuro ma solo al nostro presente, saremmo nani anche noi come coloro i quali hanno distrutto la nostra dignità. Dobbiamo essere grati a un branco di sanguisughe, proprietari di appartamenti a loro insaputa, la cui diaria da parlamentare non basta nemmeno a pagarci 2 notti alle Maldive.</p>
<p>Grati ad un manipolo di milionari, che oggi, ancora sulle spalle dei soliti noti, si vantano di aver restituito una razione d&#8217;ossigeno che ancora tiene viva l&#8217;Italia, custodendo ben bene i privilegi di chi, invece, ancora una volta sulle spalle dei soliti noti, ha costruito ingenti fortune finanziarie. Grati a personaggi la cui interpretazione della parola “sacrificio” non può essere la stessa di un operaio, di un precario, disoccupato che non sa come racimolare 1 euro per comperare un litro di latte ai suoi figli.</p>
<p>Un nano si sa, nasce nano e non può morire gigante. La colpa di tutto questo quindi, è di chi si è spacciato per gigante, pur provando ad esserlo, e di questo gli si deve dare atto, ma non è riuscito proprio nell&#8217;impresa di mascherare la sua vera statura da nano.</p>
<p>Ecco la vera causa del verso sbagliato delle cose, la mancanza di grandi uomini che fanno sempre la differenza e il numero troppo elevato di piccoli uomini, di quelli che non lasciano il segno e quando lo lasciano è una cicatrice non “un segno”.<br /><a href="http://iosonodio.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Antonio Trani" src="http://iosonodio.com/at.png" alt="" /></a></p>
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		<title>Capodanno col botto</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 13:21:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
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		<description><![CDATA[Questo è stato un capodanno col botto. Senza ombra di dubbio. D&#8217;altronde un capodanno senza il botto che capodanno è? Il botto a capodanno tira sempre e a capodanno c’è sempre chi tira il botto. E ovviamente, immancabile come ogni anno, grazie a chi tira il botto, c’è sempre qualcuno che tira le cuoia. Ma come si può rinunciare ai ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;" ><g:plusone  position="prepend" size="standard" count="1" href="http://iosonodio.com/2012/01/capodanno-col-botto/" text="Capodanno col botto" ></g:plusone></div>
<p> Questo è stato un capodanno col botto. Senza ombra di dubbio. D&#8217;altronde un capodanno senza il botto che capodanno è? Il botto a capodanno tira sempre e a capodanno c’è sempre chi tira il botto. E ovviamente, immancabile come ogni anno, grazie a chi tira il botto, c’è sempre qualcuno che tira le cuoia.</p>
<p>Ma come si può rinunciare ai botti di fine anno? E non si può, diciamocelo.</p>
<p>Però quest’anno ci hanno pensato le istituzioni. A Venezia, Torino e Bari, le telecamere riprenderanno i balconi da dove verranno sparati i botti e i responsabili incorreranno in un reato penale come già avviene in quasi mille comuni italiani.</p>
<p>Ma mica tutti i comuni sono uguali? Per fortuna dalle mie parti l’unica legge che si rispetta è che la legge va interpretata e non rispettata.</p>
<div id="attachment_1030" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><a class="lightbox" title="Tanto c'è chi pulisce" href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2012/01/01012012461.jpg"><img class="size-medium wp-image-1030" title="Tanto c'è chi pulisce" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2012/01/01012012461-300x225.jpg" alt="Tanto c'è chi pulisce" width="180" height="132" /></a><p class="wp-caption-text">Tanto c&#39;è chi pulisce</p></div>
<p>A Portici infatti, in provincia di Napoli, il codice penale è lo stesso utilizzato nel resto del territorio italiano ma la creatività del napoletano è immensa per cui la detenzione illegale di materiale esplodente, sancita dall’articolo 678 del codice penale, è un insieme di linee guida che di massima va rispettato approssimativamente nei limiti della tolleranza cittadina compiacente e consenziente compatibilmente con il rispetto generico del rapporto interpersonale sottoscritto verbalmente dai cittadini con tacito accordo con le forze dell’ordine che s’impegnano a preservare la demenza di chi risparmia sul cenone per comprare i cosiddetti botti.</p>
<div id="attachment_1031" class="wp-caption alignright" style="width: 190px"><a class="lightbox" title="In civiltà - dentro la civiltà" href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2012/01/01012012460.jpg"><img class="size-medium wp-image-1031" title="In civiltà - dentro la civiltà" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2012/01/01012012460-300x225.jpg" alt="In civiltà - dentro la civiltà" width="180" height="135" /></a><p class="wp-caption-text">In civiltà - dentro la civiltà</p></div>
<p>Si è capito nulla? No? Appunto.</p>
<p>La detenzione di materiale esplodente è vietata a Napoli come nel resto dell’Italia e del mondo civile… civile appunto. A Napoli però, si vende per la strada. Come il pane. Beh si… a Napoli il pane si vende per la strada, sopra una cassetta di legno con un canovaccio da cucina per questione igienica… perché noi ci teniamo all’igiene.</p>
<p>Ma a Napoli si può rinunciare a tutto non ai botti di capodanno. Mentre parcheggiavo l’auto, in un parcheggio rigorosamente lontano dal centro abitato, un energumeno ha bloccato il traffico in entrambe le direzioni perché doveva provare l’orgasmo accendendo un botto. Ho fatto segno che avevo la bimba in macchina (mia figlia di 3 anni) e lui, da persona intelligente quale era, mi ha detto: “<em>nun ve preoccupat, fa sol o bott</em>’” che tradotto alla lettera significa: non vi preoccupate, fa solo il botto (perché a Napoli siamo educati e ci rivolgiamo agli estranei col <em>plurale maiestatis</em>). Beh grazie mille King Kong.</p>
<div id="attachment_1032" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><a class="lightbox" title="Per chiudere in bellezza" href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2012/01/01012012462.jpg"><img class="size-medium wp-image-1032" title="Per chiudere in bellezza" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2012/01/01012012462-300x225.jpg" alt="Per chiudere in bellezza" width="180" height="135" /></a><p class="wp-caption-text">Per chiudere in bellezza</p></div>
<p>Bene… anzi, meglio. Fa solo il botto. L’orgasmo allora è provocato dal rumore e basta, non anche dall’effetto luminoso e colorato? Oltre ad essere un petardo abusivo, il cui costo presumibilmente non è inferiore ai 5/10 euro, alla fine non ne godono nemmeno gli occhi ma ne soffrono soltanto gli orecchi? Io non ho la misura della imbecillità di queste bestie. Ma il cane e il gatto sono delle bestie e non me la sento di aggettivarli allo stesso modo di questi decelebrati. Anche perché, i cani e i gatti, e tutte le altre razze animali, la notte di capodanno, hanno sofferto “come cani” per la demenza umana. Tanto che fa, loro sono abituati a soffrire per la demenza umana.</p>
<p>Ma se io avessi avuto un padre decelebrato come King Kong, la sera di capodanno sarei stato anche io per strada a raggiungere orgasmi per un esplosione. E mio figlio? Accanto a me ovviamente ad atteggiarsi a guappetto: “guagliù chill e mio padre”. E da grande cosa diventerebbe? Un semplice energumeno decelebrato  che la notte di capodanno accende orgasmici botti rigorosamente di quelli che “fann sol o bott”. Del resto è il botto che conta. Non si spiegherebbe altrimenti il comportamento di quelli che si sentono uomini con le palle solo dietro ad un grilletto, e che la notte di capodanno escono fuori a sgrillettare tutta la loro virilità, lanciando in aria pallottole che inevitabilmente, ogni anno, vanno a scontrarsi con qualche ignaro innocente.</p>
<p>Ma queste cose non accadono solo a Napoli. A Napoli però, s’intendono di politica e di alta finanza. Per tutto il 2012 a Napoli, se si chiede a qualsiasi bambino cos’è lo spread, questi risponderà: “ <em>’na bomb’ esaggerat</em>” cioè, una bomba di 200 chili di esplosivo! È il botto che va di moda quest’anno. L’anno scorso c’era la bomba Cavani. E come poteva Napoli non dedicare una bomba al Matador Cavani?</p>
<p>E così di padre in figlio. Di generazione in generazione. Chi si sforza di migliorare e chi non fa nulla per non peggiorare. E siccome ce ne sono troppi che non fanno nulla per non peggiorare, quelli che si sforzano per migliorare alla fine decidono di emigrare.</p>
<p>Io sono tra quelli che si sforzano di migliorare.<br /><a href="http://iosonodio.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Antonio Trani" src="http://iosonodio.com/at.png" alt="" /></a></p>
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		<title>Articoli diciotti</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 16:03:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Articolo 18]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;articolo 18 è come la minigonna, ogni tanto torna di moda ma non tramonta mai. Ormai sindacalisti, ministri e confindustriali vari, se non si sciacquano la bocca con questo articolo 18, sembra non riescono a dare un senso al loro mandato. Eppure in sostanza, spremuto e strizzato come uno straccio per pavimenti, l&#8217;articolo 18 sancisce una regola sacrosanta del mercato ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;" ><g:plusone  position="prepend" size="standard" count="1" href="http://iosonodio.com/2011/12/articoli-diciotti/" text="Articoli diciotti" ></g:plusone></div>
<p> L&#8217;articolo 18 è come la minigonna, ogni tanto torna di moda ma non tramonta mai.</p>
<p>Ormai sindacalisti, ministri e confindustriali vari, se non si sciacquano la bocca con questo articolo 18, sembra non riescono a dare un senso al loro mandato.</p>
<p>Eppure in sostanza, spremuto e strizzato come uno straccio per pavimenti, l&#8217;articolo 18 sancisce una regola sacrosanta del mercato del lavoro: impossibilità di licenziamento senza giusta causa.</p>
<p>Il problema però, sta proprio in queste ultime parole: mercato del lavoro.</p>
<p>Al mercato si sa, regole non ce ne sono. Fino a quando c&#8217;è chi compra, ci sarà sempre qualcuno che vende, a prescindere dal prezzo.</p>
<p>Allora come si fa a parlare di lavoro e di mercato allo stesso tempo? Non si può!</p>
<p>La cosa che però stupisce è il valore che viene dato all&#8217;articolo 18.</p>
<p>Sembra che l&#8217;intero sistema economico-finanziario-industriale si regga sulla libertà di licenziare. Di fare del lavoratore carne da macello&#8230; come se già non lo fosse abbastanza.</p>
<p>Assumere e licenziare senza motivo. Basterebbe una semplice antipatia e perdi il posto. Oppure, con un datore di lavoro alla berlusconi, che al posto del cervello ha il ricordo di un pisello funzionante, basterebbe rifiutarsi alle avance del dirigente e sei di nuovo disoccupata. O semplicemente basterebbe sposarsi o peggio ancora, rimanere incinta e sei fuori dal mercato.</p>
<p>Ecco che la modifica dell&#8217;art. 18 porterebbe indietro l&#8217;Italia di 40 anni, quando le donne dovevano scegliere tra famiglia o lavoro e questa scelta era obbligata per legge. Oppure semplicemente per vendere il posto di lavoro al migliore offerente&#8230; ci si dovrebbe meravigliare? No di certo visto che in Italia più di 6 imprese su 10, assume per relazioni dirette o segnalazioni di conoscenti.</p>
<p>Non si capisce perché allora, il ministro che ha pianto prima di annunciare sacrifici per tutti gli italiani, non ha pianto quando ha dichiarato che non esistono tabù, nemmeno per il famoso articolo 18.</p>
<p>Adesso le dichiarazioni sembrano essere state ritrattate ma quello che scandalizza, purtroppo mai abbastanza, è che sia stata solo pensata una cosa del genere.</p>
<p>Questo è solo un altro segnale non recepito di quanto siano fuori posto i banchieri che ci governano adesso. Gòli scienziati della finanza, creatori della manovra salvaitalia, quelli che guadagnano in un&#8217;ora quello che un operaio guadagna in un mese, quelli che non sanno quanto costa un litro di latte, quelli che regalano stock-options per i 18 anni dei loro figli.</p>
<p>Quelli che si commuovono prima di pronunciare la arola “sacrificio”. Quelli che, forse, non è commozione ma vergogna per non saperne il vero significato.<br /><a href="http://iosonodio.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Antonio Trani" src="http://iosonodio.com/at.png" alt="" /></a></p>
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		<title>Poveri ricchi</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 22:07:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È doverosa una premessa: fino ad oggi, ma non in futuro, ho sempre votato, nell&#8217;ordine, PCI, PDS, DS e PD, ma&#8230; ma&#8230; scusatemi&#8230; mi scusi onorevole Bersani, visto che lei è più erudito del sottoscritto, me la da una spiegazione letterale del termine “equità”? No perché, io non penso di essere ignorante, e penso di avere anche un bagaglio grammaticale ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;" ><g:plusone  position="prepend" size="standard" count="1" href="http://iosonodio.com/2011/12/poveri-ricchi/" text="Poveri ricchi" ></g:plusone></div>
<div id="attachment_1017" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a class="lightbox" title="Incidenza della manovra sul culo degli italiani" href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/12/monti.jpg"><img class="size-full wp-image-1017" title="Incidenza della manovra sul culo degli italiani" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/12/monti.jpg" alt="Incidenza della manovra sul culo degli italiani" width="200" height="133" /></a><p class="wp-caption-text">Incidenza della manovra sul culo degli italiani</p></div>
<p>È doverosa una premessa: fino ad oggi, ma non in futuro, ho sempre votato, nell&#8217;ordine, PCI, PDS, DS e PD, ma&#8230; ma&#8230; scusatemi&#8230; mi scusi onorevole Bersani, visto che lei è più erudito del sottoscritto, me la da una spiegazione letterale del termine “equità”? No perché, io non penso di essere ignorante, e penso di avere anche un bagaglio grammaticale abbastanza forbito ma l&#8217;utilizzo che si sta facendo in questi giorni del termine “equità e austerità” mi hanno messo in leggero imbarazzo con me stesso.</p>
<p>Equità nella manovra che dovrebbe salvare l&#8217;Italia e gli Italiani. Ne abbiamo avuto tutti un accenno di quella equità che è stata e si sta ancora sventagliando e anche dell&#8217;austerità.</p>
<p>Ma per aumentare l&#8217;IVA e reintegrare l&#8217;ICI c&#8217;era davvero bisogno di creare un nuovo stipendio da senatore? C&#8217;era davvero bisogno di un ”tecnico” del calibro di Monti? Beh ma allora Tvemonti è da considerarsi un vero e proprio guru della finanza. Almeno lui ha avuto l&#8217;ardire di bloccare gli stipendi degli statali per 3 anni. Monti invece, ha avuto la capacità di ridurli.</p>
<p>Però a pensarci bene non c&#8217;è solo l&#8217;aumento dell&#8217;IVA e l&#8217;ICI nella manovra&#8230; no. Abbiamo un sontuoso 1,5 % di prelievo sui capitali scudati. Da rabbrividire. A sentire alcuni parlamentari, siamo terrorizzati noi Italiani, siamo preoccupati. Ci preme la salute dei nostri amministratori. Ci preme così tanto che ancora non facciamo una rivoluzione per prenderli a calci nel culo.</p>
<p>Dini, per esempio, che qualche giorno fa ha dichiarato che lo stipendio di un parlamentare italiano è in linea con la media europea. Ma dico, sig. Dini, ma le sue parole non sono solo un&#8217;offesa alla mia persona, lo sono anche per la mia intelligenza.</p>
<p>Nonostante il costo della vita in Germani sia il doppio di quello italiano per esempio, un parlamentare tedesco guadagna la metà di quanto guadagna lei e lei non ha nessuna vergogna di apparire in televisione? Oltre a vergognarsi per quel suo grugno che sta all&#8217;occhio come la cacofonia all&#8217;orecchio, ma non si vergogna di avere una moglie condannata a 2 anni e 4 mesi per bancarotta fraudolenta? Non si vergogna di essere entrato in politica chiamato come tecnico ed aver piantato le radici e il suo culo flaccido su quella poltrona da anni? Ma perché non si ammazza da solo e ci risparmia anche il desiderio di commettere un reato? Così come la senatrice del Pdl Laura Allegrini, poverina, stressata perché dallo stipendio parlamentare non le rimane nemmeno la parcella per la psicanalista che deve curarle lo stress provocato dal lavoro di senatrice?</p>
<p>Oppure vogliamo parlare della Mussolini? Ma perché anche lei non finisce finalmente come il nonno invece di continuare a sbraitare come una <em>vaiassa</em> blaterando che il taglio ai loro stipendi equivarrebbe a mandarli nudi per strada? Forse questo è un desiderio recondito della nipote del duce non certo la realtà dei fatti. Oppure il senatore Pdl, manco a dirlo, Francesco Giro “tagliateci direttamente la testa, fate prima”. E poi c&#8217;è Gioacchino Alfano (dal cognome s&#8217;intuisce l&#8217;estrazione politica) “Ulteriori tagli? Sono lama sulla mia pelle già martoriata. Sono il nonno più giovane del Parlamento, il mutuo mi pesa tanto e non arrivo a 5 mila euro. Ma nessuno ha un pizzico di comprensione di noi poverielli”. Cinquemilaeuro? Brutto deficiente di un senatore, visto che probabilmente ti riuscirebbe male pure il suicidio, chiedi a qualcuno dei succitati di ammazzarti prima di suicidarsi. E potrei continuare ancora almeno per 3 o 400 citazioni onorevoli.</p>
<p>Onorevole Bersani dunque, mi spiega quali sono le misure che ancora oggi vengono definite di “equità”? E la benzina? È bastato l&#8217;annuncio dell&#8217;aumento dell&#8217;IVA al 23 % ed è aumentata di 15 centesimi. Ma chi la paga la benzina? Lei onorevole Bersani? No di certo. La benzina la paghiamo noi, quelli con lo stipendio bloccato. Quelli che non scaricano l&#8217;IVA sul 730. Quelli che forse fanno il 730 e quelli che non hanno nemmeno la fortuna di poterlo fare. Quelli che quando portano il figlio dal pediatra, non chiedono la fattura per risparmiare oggi 5 euro pur di vedersene rimborsati 2 o 3 fra un anno. La paga chi non chiede la ricevuta al macellaio perché non sa che farsene di altra carta che produce solo spazzatura. E la spazzatura costa, caro Bersani. Grazie a Berlusconi che tolse l&#8217;ICI, il sottoscritto paga oggi 470€ l&#8217;anno di spazzatura che non diminuiranno dopo il reinserimento dell&#8217;ICI e ci toccherà pagare l&#8217;una e l&#8217;altra tassa. La paga chi per andare a lavoro paga un trasporto pubblico più caro grazie al taglio dei fondi agli enti locali. La paga chi spera di non ammalarsi solo per non dover farsi fare una ricetta e pagarne il ticket. La paga chi deve andare a lavoro per forza altrimenti rischia che il suo posto da precario gli venga revocato. La paga chi non ha i voli di stato. La paga chi non deve pagare l&#8217;1,5% perché non ha mai nascosto all&#8217;estero denaro che non ha mai avuto. La paga chi non ha conti correnti sparsi per le banche di tutto il mondo. La paga chi non può prendere per il culo il prossimo dicendo che lo stipendio di un parlamentare non è poi così alto, come disse quel cretino di Mastella.</p>
<p>Oppure l&#8217;Ici? Vogliamo parlare dell&#8217;Ici e di tutti gli alberghi del Vaticano che non pagano alcuna tassa e che a Roma non pagano nemmeno l&#8217;acqua all&#8217;ACEA? E la patrimoniale doc&#8217;è finita? Quella patrimoniale senza della quale non sarebbe passata nessuna manovra. Parole sue sig. Bersani.</p>
<p>Vuole ancora sapere quali sono le spalle che sorreggeranno, o almeno ci proveranno, anche questa crisi? E che glielo dico a fare Sig. Bersani, lo sa benissimo. Del resto per noi la parola equità non sta scritta nemmeno più nei vocabolari che non possiamo comprarci e la parola austerità significa semplicemente assuefazione, abitudine, rassegnazione.</p>
<p>Ecco chi pagherà la crisi e la manovra che anche lei definisce “equa”. Per ora paghiamo noi caro Bersani, ma non si preoccupi, prima o poi, qualcuno verrà a chiedere il conto anche a voi poveri ricchi.<br /><a href="http://iosonodio.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Antonio Trani" src="http://iosonodio.com/at.png" alt="" /></a></p>
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		<title>Lacrime (loro) e sangue (noi)</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 10:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[Mari e Monti era la promessa che il nuovo premier aveva fatto ed è arrivata puntuale. A dire il vero per ora è arrivato Monti con un mare di tasse in più. Non è che sia proprio la stessa cosa di quello che era stato promesso e la situazione non è certo diversa dal triste insegnare lento della storia degli ]]></description>
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<div id="attachment_1013" class="wp-caption alignleft" style="width: 176px"><a class="lightbox" title="equita" href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/12/equita.jpg"><img class="size-medium wp-image-1013" title="equita" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/12/equita-300x225.jpg" alt="Equità" width="166" height="124" /></a><p class="wp-caption-text">Equità</p></div>
<p>Mari e Monti era la promessa che il nuovo premier aveva fatto ed è arrivata puntuale. A dire il vero per ora è arrivato Monti con un mare di tasse in più. Non è che sia proprio la stessa cosa di quello che era stato promesso e la situazione non è certo diversa dal triste insegnare lento della storia degli ultimi decenni.</p>
<p>A dirla proprio tutta però, una promessa è stata mantenuta. Gliene dobbiamo dare atto. La manovra appena varata doveva essere una manovra “<em>lacrime e sangue</em>” e così sarà, non ci sono dubbi. Alle lacrime ci hanno pensato loro, il sangue, c&#8217;era da aspettarselo, ce lo metteremo noi. Il ministro Fornero, durante la presentazione della manovra, non ha retto all&#8217;emozione e ha pianto. Sembra non sia riuscira a pronunciare la parola “<em>sacrifici</em>”. A giudicare dal brillocco che le bilanciava l&#8217;intera mano sinistra, forse non conosceva proprio il significato del vocabolo.</p>
<p>Mario e Monti invece, ha rinunciato ai compensi che gli spetterebbero come Presidente del Consiglio e Ministro delle Finanze. Che gesto carino. Quasi quasi mi faccio prestare due lacrime dalla Fornero e piango anch&#8217;io. E dire che la prima cosa che aveva dichiarato, la prima in assoluto, era stata l&#8217;abolizione dei privilegi della politica, ma noi italiani abbiamo poca memoria e Lui ha anche l&#8217;età che non lo aiuta in questo senso.</p>
<p>Ma torniamo al sangue da versare insieme ale lacrime della Fornero. Aumento dell&#8217;IVA dal 21 al 23%. Ormai l&#8217;aumento dal 20 al 21 è stato già somatizzato.</p>
<p>Aumento dell&#8217;età pensionabile. Aumento dell&#8217;accise sui carburanti per finanziare il trasporto pubblico. E il trasporto pubblico aumenta le sue tariffe e riduce i servizi.</p>
<p>Della patrimoniale nemmeno l&#8217;ombra. C&#8217;è un misero prelievo dell&#8217;1,5% sui capitali scudati e tassa sui beni di lusso (auto, barche, aerei, elicotteri privati ecc.).</p>
<div id="attachment_1008" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a class="lightbox" title="il_ministro_welfare_elsa_fornero_lacrime" href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/12/il_ministro_welfare_elsa_fornero_lacrime.jpg"><img class="size-medium wp-image-1008" title="il_ministro_welfare_elsa_fornero_lacrime" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/12/il_ministro_welfare_elsa_fornero_lacrime-300x225.jpg" alt="Sacrifici? What's sacrifici?" width="240" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Sacrifici? What&#39;s sacrifici?</p></div>
<p>Reintrodotta l&#8217;ICI. Anzi no. Anzi si ma non si chiama più ICI. Potevate continuare a chiamarla ICI tanto la sostanza non cambia.</p>
<p>Agevolazioni per le imprese e per chi reinveste gli utili. Fondo di garanzia per il credito alle piccole imprese.</p>
<p>La provenienza di tutto questo è nota ovviamente: l&#8217;italiano medio, anzi, l’italiano povero.</p>
<p>Intanto Bersani, che “oh ragassi, non siam mica qui ad asciugare le lacrime alla Fornero?” ha la sua parte di delusione.</p>
<p>Ma un po&#8217; di coerenza per favore. Ma dove sono le misure di equità? “<em>una manovra molto dura che non risponde del tutto ai nostri criteri di equità</em>” ha detto in tv. Ma allora il problema è veramente ancestrale. Allora c&#8217;è un problema di semantica in Italia. La nazione è una sola, unita geopoliticaqmente da 150 anni ma si parla due lingue diverse. O meglio, si parla una sola lingua ma si usano due dizionari diversi.</p>
<p>Vediamo un po&#8217; allora il significato della parola “equità”: per i disgraziati avrebbe dovuto significare: “mi hanno fatto il culo per una vita, adesso è bene che comincino a pagare anche un pochino i ricchi per una questione di equità sociale”. Per i politici significa: “vi abbiamo fatto il culo per una vita, evitiamo di cambiare abitudini per una questione di equità temporale”.</p>
<p>Allora mi viene in mente la pubblicità con Gigi Proi</p>
<p>etti di una famosa compagnia telefonica: “e va beh ma&#8230; così so boni tutti”!</p>
<p>E così so boni tutti davvero. Tutte misure che ricadranno inevitabilmente sulle tasche dei poveracci.</p>
<p>Della patrimoniale nemmeno l’ombra. Di una maledetta tassa ai ricchi nemmeno l’odore.</p>
<p>Il grande merito di Mario e Monti è stato l&#8217;esser riuscito a sostituire il vergognoso berlusconi il quale non merita nemmeno la lettera maiuscola, ma se fosse stato il governo berlusconi a presentare una manovra del genere, quanti pagliacci avremmo visto in piazza a gridare allo scandalo?<br /><a href="http://iosonodio.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Antonio Trani" src="http://iosonodio.com/at.png" alt="" /></a></p>
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