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	<title>Io sono dio</title>
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	<description>Abbastanza luce per credere... abbastanza buio per dubitare</description>
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		<title>E se&#8230;</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:58:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Salve, sono il capotreno Gennaro Schettino. Tra pochi minuti questo treno salperà da Milano Centrale alla volta di Napoli Centrale. I signori che non intendono partire sono pregati di scendere prima della chiusura dei boccaporti. Viste le avverse condimenteo, e l&#8217;elevata possibilità di incontrare iceberg lungo la traversata, i signori viaggiatori sono pregati di munirsi di guanti, sciarpe e maglioni. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;" ><g:plusone  position="prepend" size="standard" count="1" href="http://iosonodio.com/2012/02/e-se/" text="E se&#8230;" ></g:plusone></div>
<p> Salve, sono il capotreno Gennaro Schettino. Tra pochi minuti questo treno salperà da Milano Centrale alla volta di Napoli Centrale. I signori che non intendono partire sono pregati di scendere prima della chiusura dei boccaporti. Viste le avverse condimenteo, e l&#8217;elevata possibilità di incontrare iceberg lungo la traversata, i signori viaggiatori sono pregati di munirsi di guanti, sciarpe e maglioni.</p>
<p>Fin qui la procedura per la partenza sembrava accettabile, a parte qualche allusione al gergo marinaresco non proprio consona ad un tragitto ferroviario, ma sempre meglio salpare che decollare.</p>
<p><em>Salpati</em>, dunque &#8220;alla volta&#8221; di Napoli centrale, la traversata assumeva aspetti apparentemente normali, almeno fino a quando il paesaggio intorno cominciava candidamente ad imbiancarsi.</p>
<p>Profetico fù l&#8217;audiomessaggio del capotreno:” stiamo viaggiando alla velocità di crociera di 200 nodi”. Immediatamente il convoglio subì una brusca frenata. Il tempo passava ma nessuna informazione veniva data ai passeggeri. La neve intorno saliva ma del capotreno Schettino nessuna traccia.</p>
<p>Il treno non riusciva a muoversi. Il freddo cominciava ad intorpidire le gambe.</p>
<p>Dopo 3 ore arriva il primo messaggio: “sono il capotreno Schettino, abbiamo avuto un blackout alla carrozza ristorante ma il personale tecnico è già a lavoro per ripristinarne il funzionamento. Siete pregati di tornare al proprio posto”.</p>
<p>Intanto la carrozza 11 comincia ad imbarcare neve. Sussegue un nuovo annuncio del capotreno: “siete pregati di ritornare al proprio posto, la situazione è sotto controllo”.</p>
<p>I passeggeri della carrozza 11 intanto cominciarono a riversarsi nella 10. La neve incalzava e cominciava a sommergere anche la carrozza 10. Ormai le 2 carrozze di poppa erano letteralmente sommerse e i boccaporti a tenuta stagna cominciavano a cedere.</p>
<p>Tra i passeggeri della classe premier, già si rumoreggiava polemicamente sul fatto di doversi mischiare con i passeggeri standard ma la folla, senza maglioni, già aveva invaso dalla carrozza 9 alla carrozza ristorante.</p>
<p>Ormai le carrozze 10 e 11 erano scomparse sommerse dalla neve e la carrozza ristorante era perfettamente illuminata e funzionante, contrariamente a quanto detto dal capotreno.</p>
<p>C’era qualcosa che non tornava. Ormai i passeggeri erano diventati una folla in balia della neve. La classe Executive era pronta ad abbandonare il convoglio con salvagenti dotati di termoreattori aerostatici inclusi nel prezzo del biglietto.</p>
<p>Nella saletta meeting della classe Executive del convoglio era in corso una riunione di gabinetto del Comitato Grandi Calamità, interrotta immediatamente dal fuggi fuggi generale dei membri.</p>
<p>Il personale di bordo distribuiva bottigliette d&#8217;acqua calda e sacchetti di sale per sciogliere il ghiaccio.</p>
<p>Il capotreno Schettino, intanto, avvistato l&#8217;ultima volta in compagnia di una avvenente impiegata delle ferrovie nipponiche, venuta in Italia a studiare i sistemi ferroviari nostrani, insieme a tutto il personale di bordo, aveva ordinato il distacco della carrozza di prora e abbandonato l&#8217;intero convoglio.</p>
<p>Dopo aver preso il largo dalla bufera di neve, il capotreno Schettino, si mise in contatto con l&#8217;amministratore delegato della compagnia di bandiera il quale gli consigliò di dare la colpa ai soliti pendolari che invadono le classi superiori senza il regolare titolo di viaggio.</p>
<p>Mentre Schettino giungeva a Napoli centrale con la sola carrozza di prora, i passeggeri superstiti, coloro i quali si erano premuniti di maglioni, venivano tratti in salvo 7 ore dopo la tempesta di neve.</p>
<p>Venivano inoltre rinvenuti i corpi ibernati degli occupanti delle aree del silenzio del treno, i quali non avevano sentito le comunicazioni del capotreno Schettino e il caos dei passeggeri in fuga.</p>
<p>La tragedia si concludeva con l’arrivo a Napoli centrale del treno di salvataggio accorso sul luogo della sciagura a 7 ore dal disastro.</p>
<p>La compagnia fa sapere che i defunti e i dispersi potranno fare regolare richiesta di risarcimento danni.<br /><a href="http://iosonodio.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Antonio Trani" src="http://iosonodio.com/at.png" alt="" /></a></p>
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		<title>Finché c&#8217;è latte</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 16:39:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finché c&#8217;è latte c&#8217;è speranza. E già, ormai gli scaffali dei supermercati sono vuoti, le scorte si stanno esaurendo e comincia a mancare pasta, frutta, acqua e latte. Anche il governo, dal caldo del cuscino dei loro intoccabili privilegi, comincia a non dormire più sonni tranquilli. L&#8217;italia s&#8217;è desta&#8230; o quasi. La sveglia in effetti non è ancora suonata e ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;" ><g:plusone  position="prepend" size="standard" count="1" href="http://iosonodio.com/2012/01/finche-ce-latte/" text="Finché c&#8217;è latte" ></g:plusone></div>
<div id="attachment_1049" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="lightbox" title="Finché c'è latte" href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2012/01/latte.jpg"><img class="size-medium wp-image-1049" title="Finché c'è latte" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2012/01/latte-300x189.jpg" alt="Finché c'è latte" width="300" height="189" /></a><p class="wp-caption-text">Finché c&#39;è latte</p></div>
<p>Finché c&#8217;è latte c&#8217;è speranza. E già, ormai gli scaffali dei supermercati sono vuoti, le scorte si stanno esaurendo e comincia a mancare pasta, frutta, acqua e latte. Anche il governo, dal caldo del cuscino dei loro intoccabili privilegi, comincia a non dormire più sonni tranquilli.</p>
<p>L&#8217;italia s&#8217;è desta&#8230; o quasi. La sveglia in effetti non è ancora suonata e per ora ci sono solo i segni di qualche sbadiglio che segnala l&#8217;abbandono della fase rem. Il sonno, a dire il vero, non è mai stato profondo e lesto come quello abbandonato dei bambini, piuttosto è sempre stato il sonno forzato di chi poggia la testa sul cuscino col desiderio di raggiungere al più presto Morfeo per concedersi una tregua dall&#8217;assillo dei problemi quotidiani.</p>
<p>Però qualcuno comincia a svegliarsi. Il movimento dei forconi ha superato lo stretto di Messina. Sta succedendo qualcosa di pericoloso, o di magnifico, dipende dai punti di vista. La protesta non è più circoscritta, isolata. Qualcuno comincia a stancarsi di banchieri chiamati a risolvere i problemi economici dei cittadini con manovre utili a risollevare i bilanci delle banche.</p>
<p>Ma c&#8217;è o non c&#8217;è qualcosa di controverso in questo? La Lehman Brothers e i mutui tossici hanno indebitato le banche americane, che hanno chiesto soldi alle banche di tutto il mondo che per prestare soldi alle banche americane li hanno chiesti ad altre banche comprese quelle americane.</p>
<p>Ora che le banche americane non sono più in crisi perché la Federal Reserve ha coperto i buffi, la crisi è rimasta qui da noi, nelle banche europee. E come si paga la crisi delle banche europee? Beh semplice. Siccome la BCE non ha i poteri della Federal Reserve, e nemmeno i suoi dollari, i debiti delle banche li dobbiamo pagare noi con l&#8217;aumento delle tasse.<br />
In Italia la situazione è leggermente diversa. L&#8217;Italia è in crisi perché è in crisi la cultura italiana. Gli italiani sono, per cultura, un popolo di conservatori, di risparmiatori e paradossalmente il rischio di default delle banche italiane non è così forte come per il resto dell&#8217;Europa. Le nostre banche hanno investito poco, rispetto al resto del mondo, su quei prodotto detti “tossici”.</p>
<p>L&#8217;Italia corre un rischio tutto italiano.</p>
<p>L&#8217;unica industria che funziona perfettamente è quella criminale, con la mafia e camorra azionisti di maggioranza protagonisti anche da un enorme conflitto d&#8217;interessi visto che sono largamente rappresentati nel governo: Cosentino e Dell&#8217;Utri solo per citarne un paio e per non allungare troppo il brodo.<br />
Poi c&#8217;è l&#8217;evasione fiscale, stimata intorno ai 120 miliardi di euro l&#8217;anno. Poi la corruzione, con l&#8217;infusione della cultura che tutto ha un prezzo. Poi c&#8217;è la politica con la cronica incapacità di partorire una classe dirigente capace ma solo poltronai stimolati solo dal proprio tornaconto.</p>
<p>E quindi ci si meraviglia se cominciano a nascere movimenti dei forconi? Ci si meraviglierebbe se i proiettili cominciassero ad arrivare non più per posta tradizionale ma via aerea direttamente dall&#8217;acquirente all&#8217;utilizzatore finale? È così scandaloso se i forconi hanno oltrepassato lo stretto di Messina sbarcando anche &#8220;in continente&#8221;? Ma no che non è una sorpresa. È ora che in un modo o nell&#8217;altro finisca il metodo scajolano di farsi acquistare una casa. Così tanto in voga nella classe politica italiana, che anche il neo ministro Patroni Griffi, del governo che avrebbe dovuto mettere fine alla casta, si è ritrovato proprietario di 110 metri quadrati con vista colosseo a 170 mila euro invece di un valore commerciale di un paio di milioni di euro. Ma nel 2008 il Consiglio di Stato aveva definito lo stabile “non di pregio”. Chi faceva parte del Consiglio di Stato nel 2008? Ma no&#8230; che fortuna&#8230; proprio Patroni Griffi. Ma che coincidenza.</p>
<p>Anche quelli che avrebbero dovuto essere i dottori sono oggettivamente malati per cui ogni tipo di vaccino vale la pena provarlo per debellare questo cancro. Patroni Griffi sei un cancro!</p>
<p>Adesso forse, è finalmente arrivato il tempo dei forconi.</p>
<p>Il nuovo governo intanto, oltre a prelevare denaro contante dalle solite tasche dei soliti italiani, ormai ci entrano senza nemmeno più bussare, prova a sgretolare lo spirito organizzativo di questi movimenti pseudo-para-quasi rivoluzionari con manovre subdole.<br />
E già, a null&#8217;altro servono le varie norme sulle liberalizzazioni se non a spaccare la folla tra i pro e i contro. E le liberalizzazioni riguardano come al solito i poveracci, tassisti e camionisti, senza degnarsi di toccare la casta: avvocati, notai, politici. Li, come al solito, nulla cambia. Questo disordine serve al paese ma ancora di più serve alla casta. Tassisti che si scontrano tra di loro, su chi vuole la liberalizzazione perché non ha la licenza e chi non la vuole perché la licenza ce l&#8217;ha già. Camionisti che bloccano il trasporto merci stufi di pagare un euro di gasolio a km e chi invece, non protesta per evitare di perdere il posto. I farmacisti non vogliono cedere la fascia “C” dei farmaci ai supermercati, i supermercati invece la vogliono per fare cassa.</p>
<p>E poi c&#8217;è la sempiterna faccenda dell&#8217;articolo 18 e la sua segreta spiegazione su come incentiverebbe l&#8217;occupazione una norma che facilita i licenziamenti. Prima o poi ce la spiegheranno insieme al disastro di Ustica. Come dire che per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri, cancelliamo gran parte dei reati dal codice penale (questo in effetti è stato già fatto).</p>
<p>I notai non protestano, nessuno tocca i loro privilegi, cosi come i politici.</p>
<p>E come al solito quindi, a pagarne le spese siamo sempre noi e i nostri figli a cui, tra qualche giorno, dovremo spiegare perché non hanno la loro razione di latte.</p>
<p>Forse per questo motivo, qualche papà preferirà spiegare loro perché è diventato un terrorista.<br /><a href="http://iosonodio.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Antonio Trani" src="http://iosonodio.com/at.png" alt="" /></a></p>
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		<title>Una nazione di nani</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Jan 2012 15:53:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;ultimo segno che l&#8217;Italia dovesse marcire nell&#8217;inferno dei nani di cui oggi è piena, secondo me, lo abbiamo avuto la mattina dell&#8217;11 giugno del 1984, quando nell&#8217;ospedale Giustinianeo di Padova, si spegneva, non proprio come natura vuole, l&#8217;ultimo gigante che l&#8217;Italia possa vantare di aver avuto: Enrico Berlinguer. Da allora la statura dei politici italiani, e ovviamente degli italiani in ]]></description>
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<p> L&#8217;ultimo segno che l&#8217;Italia dovesse marcire nell&#8217;inferno dei nani di cui oggi è piena, secondo me, lo abbiamo avuto la mattina dell&#8217;11 giugno del 1984, quando nell&#8217;ospedale Giustinianeo di Padova, si spegneva, non proprio come natura vuole, l&#8217;ultimo gigante che l&#8217;Italia possa vantare di aver avuto: Enrico Berlinguer.</p>
<p>Da allora la statura dei politici italiani, e ovviamente degli italiani in genere, non si è mai più innalzata al di sopra della statura di un nano.</p>
<p>Abbiamo avuto, e purtroppo prolificano ancora, nani mafiosi e corrotti che nel nome del profitto hanno stuprato la nostra nazione a proprio vantaggio.</p>
<p>Questa mancanza di giganti ci ha fatto scivolare piano piano in basso verso la fogna in cui oggi ci troviamo.</p>
<p>Costretti a ringraziare chissà quale entità divina per averci liberati da un vecchio nano depravato messo al potere dalla maggioranza di nani, imbonita dalle sue bugie.</p>
<p>Abbiamo avuto la peggior sinistra che la nostra storia possa ricordare, mai stata in grado di annientare un avversario facile da battere, che è stato capace di alterare il senso pudico e civico di una intera nazione, fino a convincerci che un capo del governo può anche fare sesso con una minorenne perché tutto questo fa parte della sua vita privata.</p>
<p>Hanno permesso che in parlamento potessero sedere criminali della peggiore specie, da Cosentino a Dell&#8217;Utri, monopolizzando e gestendo non solo i poteri forti dello stato ma anche quelli della malavita organizzata, fondendo e istituzionalizzando gli uni con gli altri.</p>
<p>Hanno creato un sistema politico che spinge anche il cittadino più onesto ad impegnarsi politicamente solo per poter usufruire di tutti i privilegi che la politica mette a disposizione.</p>
<p>Hanno creato un popolo anestetizzato da grandi fratelli e tronisti, così da poter continuare ad infierire su di esso, mantenendolo in questo stato di lievitazione tra la fogna e il baratro.</p>
<p>Nemmeno l&#8217;esempio delle vicine primavere, come quella tunisina, egiziana e libica, è servito a dare uno scossone a questo popolo di nani. Culture definite più arretrate della nostra che hanno dimostrato invece che la dignità di un popolo è più importante di ogni cosa. Culture che c&#8217;insegnano invece che Facebook e Twitter non sono solo luoghi per confidare a sconosciuti quante volte si è fatta la pipì in un giorno, o per sentirsi tutti un po&#8217; playboy nascosti dietro una foto di 10 anni fa, ma sono un grande mezzo di aggregazione intellettuale dal quale far nascere le più grandi rivolte sociali.</p>
<p>E invece, dobbiamo essere grati ad una squadra di banchieri per aver salvato, almeno per ora, il futuro dei nostri figli. Perché è di questo che si tratta, del futuro dei nostri figli. Perché se non pensassimo al loro futuro ma solo al nostro presente, saremmo nani anche noi come coloro i quali hanno distrutto la nostra dignità. Dobbiamo essere grati a un branco di sanguisughe, proprietari di appartamenti a loro insaputa, la cui diaria da parlamentare non basta nemmeno a pagarci 2 notti alle Maldive.</p>
<p>Grati ad un manipolo di milionari, che oggi, ancora sulle spalle dei soliti noti, si vantano di aver restituito una razione d&#8217;ossigeno che ancora tiene viva l&#8217;Italia, custodendo ben bene i privilegi di chi, invece, ancora una volta sulle spalle dei soliti noti, ha costruito ingenti fortune finanziarie. Grati a personaggi la cui interpretazione della parola “sacrificio” non può essere la stessa di un operaio, di un precario, disoccupato che non sa come racimolare 1 euro per comperare un litro di latte ai suoi figli.</p>
<p>Un nano si sa, nasce nano e non può morire gigante. La colpa di tutto questo quindi, è di chi si è spacciato per gigante, pur provando ad esserlo, e di questo gli si deve dare atto, ma non è riuscito proprio nell&#8217;impresa di mascherare la sua vera statura da nano.</p>
<p>Ecco la vera causa del verso sbagliato delle cose, la mancanza di grandi uomini che fanno sempre la differenza e il numero troppo elevato di piccoli uomini, di quelli che non lasciano il segno e quando lo lasciano è una cicatrice non “un segno”.<br /><a href="http://iosonodio.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Antonio Trani" src="http://iosonodio.com/at.png" alt="" /></a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Capodanno col botto</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 13:21:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo è stato un capodanno col botto. Senza ombra di dubbio. D&#8217;altronde un capodanno senza il botto che capodanno è? Il botto a capodanno tira sempre e a capodanno c’è sempre chi tira il botto. E ovviamente, immancabile come ogni anno, grazie a chi tira il botto, c’è sempre qualcuno che tira le cuoia. Ma come si può rinunciare ai ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;" ><g:plusone  position="prepend" size="standard" count="1" href="http://iosonodio.com/2012/01/capodanno-col-botto/" text="Capodanno col botto" ></g:plusone></div>
<p> Questo è stato un capodanno col botto. Senza ombra di dubbio. D&#8217;altronde un capodanno senza il botto che capodanno è? Il botto a capodanno tira sempre e a capodanno c’è sempre chi tira il botto. E ovviamente, immancabile come ogni anno, grazie a chi tira il botto, c’è sempre qualcuno che tira le cuoia.</p>
<p>Ma come si può rinunciare ai botti di fine anno? E non si può, diciamocelo.</p>
<p>Però quest’anno ci hanno pensato le istituzioni. A Venezia, Torino e Bari, le telecamere riprenderanno i balconi da dove verranno sparati i botti e i responsabili incorreranno in un reato penale come già avviene in quasi mille comuni italiani.</p>
<p>Ma mica tutti i comuni sono uguali? Per fortuna dalle mie parti l’unica legge che si rispetta è che la legge va interpretata e non rispettata.</p>
<div id="attachment_1030" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><a class="lightbox" title="Tanto c'è chi pulisce" href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2012/01/01012012461.jpg"><img class="size-medium wp-image-1030" title="Tanto c'è chi pulisce" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2012/01/01012012461-300x225.jpg" alt="Tanto c'è chi pulisce" width="180" height="132" /></a><p class="wp-caption-text">Tanto c&#39;è chi pulisce</p></div>
<p>A Portici infatti, in provincia di Napoli, il codice penale è lo stesso utilizzato nel resto del territorio italiano ma la creatività del napoletano è immensa per cui la detenzione illegale di materiale esplodente, sancita dall’articolo 678 del codice penale, è un insieme di linee guida che di massima va rispettato approssimativamente nei limiti della tolleranza cittadina compiacente e consenziente compatibilmente con il rispetto generico del rapporto interpersonale sottoscritto verbalmente dai cittadini con tacito accordo con le forze dell’ordine che s’impegnano a preservare la demenza di chi risparmia sul cenone per comprare i cosiddetti botti.</p>
<div id="attachment_1031" class="wp-caption alignright" style="width: 190px"><a class="lightbox" title="In civiltà - dentro la civiltà" href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2012/01/01012012460.jpg"><img class="size-medium wp-image-1031" title="In civiltà - dentro la civiltà" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2012/01/01012012460-300x225.jpg" alt="In civiltà - dentro la civiltà" width="180" height="135" /></a><p class="wp-caption-text">In civiltà - dentro la civiltà</p></div>
<p>Si è capito nulla? No? Appunto.</p>
<p>La detenzione di materiale esplodente è vietata a Napoli come nel resto dell’Italia e del mondo civile… civile appunto. A Napoli però, si vende per la strada. Come il pane. Beh si… a Napoli il pane si vende per la strada, sopra una cassetta di legno con un canovaccio da cucina per questione igienica… perché noi ci teniamo all’igiene.</p>
<p>Ma a Napoli si può rinunciare a tutto non ai botti di capodanno. Mentre parcheggiavo l’auto, in un parcheggio rigorosamente lontano dal centro abitato, un energumeno ha bloccato il traffico in entrambe le direzioni perché doveva provare l’orgasmo accendendo un botto. Ho fatto segno che avevo la bimba in macchina (mia figlia di 3 anni) e lui, da persona intelligente quale era, mi ha detto: “<em>nun ve preoccupat, fa sol o bott</em>’” che tradotto alla lettera significa: non vi preoccupate, fa solo il botto (perché a Napoli siamo educati e ci rivolgiamo agli estranei col <em>plurale maiestatis</em>). Beh grazie mille King Kong.</p>
<div id="attachment_1032" class="wp-caption alignleft" style="width: 190px"><a class="lightbox" title="Per chiudere in bellezza" href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2012/01/01012012462.jpg"><img class="size-medium wp-image-1032" title="Per chiudere in bellezza" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2012/01/01012012462-300x225.jpg" alt="Per chiudere in bellezza" width="180" height="135" /></a><p class="wp-caption-text">Per chiudere in bellezza</p></div>
<p>Bene… anzi, meglio. Fa solo il botto. L’orgasmo allora è provocato dal rumore e basta, non anche dall’effetto luminoso e colorato? Oltre ad essere un petardo abusivo, il cui costo presumibilmente non è inferiore ai 5/10 euro, alla fine non ne godono nemmeno gli occhi ma ne soffrono soltanto gli orecchi? Io non ho la misura della imbecillità di queste bestie. Ma il cane e il gatto sono delle bestie e non me la sento di aggettivarli allo stesso modo di questi decelebrati. Anche perché, i cani e i gatti, e tutte le altre razze animali, la notte di capodanno, hanno sofferto “come cani” per la demenza umana. Tanto che fa, loro sono abituati a soffrire per la demenza umana.</p>
<p>Ma se io avessi avuto un padre decelebrato come King Kong, la sera di capodanno sarei stato anche io per strada a raggiungere orgasmi per un esplosione. E mio figlio? Accanto a me ovviamente ad atteggiarsi a guappetto: “guagliù chill e mio padre”. E da grande cosa diventerebbe? Un semplice energumeno decelebrato  che la notte di capodanno accende orgasmici botti rigorosamente di quelli che “fann sol o bott”. Del resto è il botto che conta. Non si spiegherebbe altrimenti il comportamento di quelli che si sentono uomini con le palle solo dietro ad un grilletto, e che la notte di capodanno escono fuori a sgrillettare tutta la loro virilità, lanciando in aria pallottole che inevitabilmente, ogni anno, vanno a scontrarsi con qualche ignaro innocente.</p>
<p>Ma queste cose non accadono solo a Napoli. A Napoli però, s’intendono di politica e di alta finanza. Per tutto il 2012 a Napoli, se si chiede a qualsiasi bambino cos’è lo spread, questi risponderà: “ <em>’na bomb’ esaggerat</em>” cioè, una bomba di 200 chili di esplosivo! È il botto che va di moda quest’anno. L’anno scorso c’era la bomba Cavani. E come poteva Napoli non dedicare una bomba al Matador Cavani?</p>
<p>E così di padre in figlio. Di generazione in generazione. Chi si sforza di migliorare e chi non fa nulla per non peggiorare. E siccome ce ne sono troppi che non fanno nulla per non peggiorare, quelli che si sforzano per migliorare alla fine decidono di emigrare.</p>
<p>Io sono tra quelli che si sforzano di migliorare.<br /><a href="http://iosonodio.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Antonio Trani" src="http://iosonodio.com/at.png" alt="" /></a></p>
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		<title>Articoli diciotti</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Dec 2011 16:03:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>nio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[Articolo 18]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;articolo 18 è come la minigonna, ogni tanto torna di moda ma non tramonta mai. Ormai sindacalisti, ministri e confindustriali vari, se non si sciacquano la bocca con questo articolo 18, sembra non riescono a dare un senso al loro mandato. Eppure in sostanza, spremuto e strizzato come uno straccio per pavimenti, l&#8217;articolo 18 sancisce una regola sacrosanta del mercato ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;" ><g:plusone  position="prepend" size="standard" count="1" href="http://iosonodio.com/2011/12/articoli-diciotti/" text="Articoli diciotti" ></g:plusone></div>
<p> L&#8217;articolo 18 è come la minigonna, ogni tanto torna di moda ma non tramonta mai.</p>
<p>Ormai sindacalisti, ministri e confindustriali vari, se non si sciacquano la bocca con questo articolo 18, sembra non riescono a dare un senso al loro mandato.</p>
<p>Eppure in sostanza, spremuto e strizzato come uno straccio per pavimenti, l&#8217;articolo 18 sancisce una regola sacrosanta del mercato del lavoro: impossibilità di licenziamento senza giusta causa.</p>
<p>Il problema però, sta proprio in queste ultime parole: mercato del lavoro.</p>
<p>Al mercato si sa, regole non ce ne sono. Fino a quando c&#8217;è chi compra, ci sarà sempre qualcuno che vende, a prescindere dal prezzo.</p>
<p>Allora come si fa a parlare di lavoro e di mercato allo stesso tempo? Non si può!</p>
<p>La cosa che però stupisce è il valore che viene dato all&#8217;articolo 18.</p>
<p>Sembra che l&#8217;intero sistema economico-finanziario-industriale si regga sulla libertà di licenziare. Di fare del lavoratore carne da macello&#8230; come se già non lo fosse abbastanza.</p>
<p>Assumere e licenziare senza motivo. Basterebbe una semplice antipatia e perdi il posto. Oppure, con un datore di lavoro alla berlusconi, che al posto del cervello ha il ricordo di un pisello funzionante, basterebbe rifiutarsi alle avance del dirigente e sei di nuovo disoccupata. O semplicemente basterebbe sposarsi o peggio ancora, rimanere incinta e sei fuori dal mercato.</p>
<p>Ecco che la modifica dell&#8217;art. 18 porterebbe indietro l&#8217;Italia di 40 anni, quando le donne dovevano scegliere tra famiglia o lavoro e questa scelta era obbligata per legge. Oppure semplicemente per vendere il posto di lavoro al migliore offerente&#8230; ci si dovrebbe meravigliare? No di certo visto che in Italia più di 6 imprese su 10, assume per relazioni dirette o segnalazioni di conoscenti.</p>
<p>Non si capisce perché allora, il ministro che ha pianto prima di annunciare sacrifici per tutti gli italiani, non ha pianto quando ha dichiarato che non esistono tabù, nemmeno per il famoso articolo 18.</p>
<p>Adesso le dichiarazioni sembrano essere state ritrattate ma quello che scandalizza, purtroppo mai abbastanza, è che sia stata solo pensata una cosa del genere.</p>
<p>Questo è solo un altro segnale non recepito di quanto siano fuori posto i banchieri che ci governano adesso. Gòli scienziati della finanza, creatori della manovra salvaitalia, quelli che guadagnano in un&#8217;ora quello che un operaio guadagna in un mese, quelli che non sanno quanto costa un litro di latte, quelli che regalano stock-options per i 18 anni dei loro figli.</p>
<p>Quelli che si commuovono prima di pronunciare la arola “sacrificio”. Quelli che, forse, non è commozione ma vergogna per non saperne il vero significato.<br /><a href="http://iosonodio.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Antonio Trani" src="http://iosonodio.com/at.png" alt="" /></a></p>
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		<title>Poveri ricchi</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 22:07:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Evidenza]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[antonio trani]]></category>
		<category><![CDATA[crisi economica]]></category>
		<category><![CDATA[ministri]]></category>
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		<description><![CDATA[È doverosa una premessa: fino ad oggi, ma non in futuro, ho sempre votato, nell&#8217;ordine, PCI, PDS, DS e PD, ma&#8230; ma&#8230; scusatemi&#8230; mi scusi onorevole Bersani, visto che lei è più erudito del sottoscritto, me la da una spiegazione letterale del termine “equità”? No perché, io non penso di essere ignorante, e penso di avere anche un bagaglio grammaticale ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;" ><g:plusone  position="prepend" size="standard" count="1" href="http://iosonodio.com/2011/12/poveri-ricchi/" text="Poveri ricchi" ></g:plusone></div>
<div id="attachment_1017" class="wp-caption alignleft" style="width: 210px"><a class="lightbox" title="Incidenza della manovra sul culo degli italiani" href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/12/monti.jpg"><img class="size-full wp-image-1017" title="Incidenza della manovra sul culo degli italiani" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/12/monti.jpg" alt="Incidenza della manovra sul culo degli italiani" width="200" height="133" /></a><p class="wp-caption-text">Incidenza della manovra sul culo degli italiani</p></div>
<p>È doverosa una premessa: fino ad oggi, ma non in futuro, ho sempre votato, nell&#8217;ordine, PCI, PDS, DS e PD, ma&#8230; ma&#8230; scusatemi&#8230; mi scusi onorevole Bersani, visto che lei è più erudito del sottoscritto, me la da una spiegazione letterale del termine “equità”? No perché, io non penso di essere ignorante, e penso di avere anche un bagaglio grammaticale abbastanza forbito ma l&#8217;utilizzo che si sta facendo in questi giorni del termine “equità e austerità” mi hanno messo in leggero imbarazzo con me stesso.</p>
<p>Equità nella manovra che dovrebbe salvare l&#8217;Italia e gli Italiani. Ne abbiamo avuto tutti un accenno di quella equità che è stata e si sta ancora sventagliando e anche dell&#8217;austerità.</p>
<p>Ma per aumentare l&#8217;IVA e reintegrare l&#8217;ICI c&#8217;era davvero bisogno di creare un nuovo stipendio da senatore? C&#8217;era davvero bisogno di un ”tecnico” del calibro di Monti? Beh ma allora Tvemonti è da considerarsi un vero e proprio guru della finanza. Almeno lui ha avuto l&#8217;ardire di bloccare gli stipendi degli statali per 3 anni. Monti invece, ha avuto la capacità di ridurli.</p>
<p>Però a pensarci bene non c&#8217;è solo l&#8217;aumento dell&#8217;IVA e l&#8217;ICI nella manovra&#8230; no. Abbiamo un sontuoso 1,5 % di prelievo sui capitali scudati. Da rabbrividire. A sentire alcuni parlamentari, siamo terrorizzati noi Italiani, siamo preoccupati. Ci preme la salute dei nostri amministratori. Ci preme così tanto che ancora non facciamo una rivoluzione per prenderli a calci nel culo.</p>
<p>Dini, per esempio, che qualche giorno fa ha dichiarato che lo stipendio di un parlamentare italiano è in linea con la media europea. Ma dico, sig. Dini, ma le sue parole non sono solo un&#8217;offesa alla mia persona, lo sono anche per la mia intelligenza.</p>
<p>Nonostante il costo della vita in Germani sia il doppio di quello italiano per esempio, un parlamentare tedesco guadagna la metà di quanto guadagna lei e lei non ha nessuna vergogna di apparire in televisione? Oltre a vergognarsi per quel suo grugno che sta all&#8217;occhio come la cacofonia all&#8217;orecchio, ma non si vergogna di avere una moglie condannata a 2 anni e 4 mesi per bancarotta fraudolenta? Non si vergogna di essere entrato in politica chiamato come tecnico ed aver piantato le radici e il suo culo flaccido su quella poltrona da anni? Ma perché non si ammazza da solo e ci risparmia anche il desiderio di commettere un reato? Così come la senatrice del Pdl Laura Allegrini, poverina, stressata perché dallo stipendio parlamentare non le rimane nemmeno la parcella per la psicanalista che deve curarle lo stress provocato dal lavoro di senatrice?</p>
<p>Oppure vogliamo parlare della Mussolini? Ma perché anche lei non finisce finalmente come il nonno invece di continuare a sbraitare come una <em>vaiassa</em> blaterando che il taglio ai loro stipendi equivarrebbe a mandarli nudi per strada? Forse questo è un desiderio recondito della nipote del duce non certo la realtà dei fatti. Oppure il senatore Pdl, manco a dirlo, Francesco Giro “tagliateci direttamente la testa, fate prima”. E poi c&#8217;è Gioacchino Alfano (dal cognome s&#8217;intuisce l&#8217;estrazione politica) “Ulteriori tagli? Sono lama sulla mia pelle già martoriata. Sono il nonno più giovane del Parlamento, il mutuo mi pesa tanto e non arrivo a 5 mila euro. Ma nessuno ha un pizzico di comprensione di noi poverielli”. Cinquemilaeuro? Brutto deficiente di un senatore, visto che probabilmente ti riuscirebbe male pure il suicidio, chiedi a qualcuno dei succitati di ammazzarti prima di suicidarsi. E potrei continuare ancora almeno per 3 o 400 citazioni onorevoli.</p>
<p>Onorevole Bersani dunque, mi spiega quali sono le misure che ancora oggi vengono definite di “equità”? E la benzina? È bastato l&#8217;annuncio dell&#8217;aumento dell&#8217;IVA al 23 % ed è aumentata di 15 centesimi. Ma chi la paga la benzina? Lei onorevole Bersani? No di certo. La benzina la paghiamo noi, quelli con lo stipendio bloccato. Quelli che non scaricano l&#8217;IVA sul 730. Quelli che forse fanno il 730 e quelli che non hanno nemmeno la fortuna di poterlo fare. Quelli che quando portano il figlio dal pediatra, non chiedono la fattura per risparmiare oggi 5 euro pur di vedersene rimborsati 2 o 3 fra un anno. La paga chi non chiede la ricevuta al macellaio perché non sa che farsene di altra carta che produce solo spazzatura. E la spazzatura costa, caro Bersani. Grazie a Berlusconi che tolse l&#8217;ICI, il sottoscritto paga oggi 470€ l&#8217;anno di spazzatura che non diminuiranno dopo il reinserimento dell&#8217;ICI e ci toccherà pagare l&#8217;una e l&#8217;altra tassa. La paga chi per andare a lavoro paga un trasporto pubblico più caro grazie al taglio dei fondi agli enti locali. La paga chi spera di non ammalarsi solo per non dover farsi fare una ricetta e pagarne il ticket. La paga chi deve andare a lavoro per forza altrimenti rischia che il suo posto da precario gli venga revocato. La paga chi non ha i voli di stato. La paga chi non deve pagare l&#8217;1,5% perché non ha mai nascosto all&#8217;estero denaro che non ha mai avuto. La paga chi non ha conti correnti sparsi per le banche di tutto il mondo. La paga chi non può prendere per il culo il prossimo dicendo che lo stipendio di un parlamentare non è poi così alto, come disse quel cretino di Mastella.</p>
<p>Oppure l&#8217;Ici? Vogliamo parlare dell&#8217;Ici e di tutti gli alberghi del Vaticano che non pagano alcuna tassa e che a Roma non pagano nemmeno l&#8217;acqua all&#8217;ACEA? E la patrimoniale doc&#8217;è finita? Quella patrimoniale senza della quale non sarebbe passata nessuna manovra. Parole sue sig. Bersani.</p>
<p>Vuole ancora sapere quali sono le spalle che sorreggeranno, o almeno ci proveranno, anche questa crisi? E che glielo dico a fare Sig. Bersani, lo sa benissimo. Del resto per noi la parola equità non sta scritta nemmeno più nei vocabolari che non possiamo comprarci e la parola austerità significa semplicemente assuefazione, abitudine, rassegnazione.</p>
<p>Ecco chi pagherà la crisi e la manovra che anche lei definisce “equa”. Per ora paghiamo noi caro Bersani, ma non si preoccupi, prima o poi, qualcuno verrà a chiedere il conto anche a voi poveri ricchi.<br /><a href="http://iosonodio.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Antonio Trani" src="http://iosonodio.com/at.png" alt="" /></a></p>
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		<title>Lacrime (loro) e sangue (noi)</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 10:30:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
		<category><![CDATA[berlusconi]]></category>
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		<description><![CDATA[Mari e Monti era la promessa che il nuovo premier aveva fatto ed è arrivata puntuale. A dire il vero per ora è arrivato Monti con un mare di tasse in più. Non è che sia proprio la stessa cosa di quello che era stato promesso e la situazione non è certo diversa dal triste insegnare lento della storia degli ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;" ><g:plusone  position="prepend" size="standard" count="1" href="http://iosonodio.com/2011/12/lacrime-loro-e-sangue-noi/" text="Lacrime (loro) e sangue (noi)" ></g:plusone></div>
<div id="attachment_1013" class="wp-caption alignleft" style="width: 176px"><a class="lightbox" title="equita" href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/12/equita.jpg"><img class="size-medium wp-image-1013" title="equita" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/12/equita-300x225.jpg" alt="Equità" width="166" height="124" /></a><p class="wp-caption-text">Equità</p></div>
<p>Mari e Monti era la promessa che il nuovo premier aveva fatto ed è arrivata puntuale. A dire il vero per ora è arrivato Monti con un mare di tasse in più. Non è che sia proprio la stessa cosa di quello che era stato promesso e la situazione non è certo diversa dal triste insegnare lento della storia degli ultimi decenni.</p>
<p>A dirla proprio tutta però, una promessa è stata mantenuta. Gliene dobbiamo dare atto. La manovra appena varata doveva essere una manovra “<em>lacrime e sangue</em>” e così sarà, non ci sono dubbi. Alle lacrime ci hanno pensato loro, il sangue, c&#8217;era da aspettarselo, ce lo metteremo noi. Il ministro Fornero, durante la presentazione della manovra, non ha retto all&#8217;emozione e ha pianto. Sembra non sia riuscira a pronunciare la parola “<em>sacrifici</em>”. A giudicare dal brillocco che le bilanciava l&#8217;intera mano sinistra, forse non conosceva proprio il significato del vocabolo.</p>
<p>Mario e Monti invece, ha rinunciato ai compensi che gli spetterebbero come Presidente del Consiglio e Ministro delle Finanze. Che gesto carino. Quasi quasi mi faccio prestare due lacrime dalla Fornero e piango anch&#8217;io. E dire che la prima cosa che aveva dichiarato, la prima in assoluto, era stata l&#8217;abolizione dei privilegi della politica, ma noi italiani abbiamo poca memoria e Lui ha anche l&#8217;età che non lo aiuta in questo senso.</p>
<p>Ma torniamo al sangue da versare insieme ale lacrime della Fornero. Aumento dell&#8217;IVA dal 21 al 23%. Ormai l&#8217;aumento dal 20 al 21 è stato già somatizzato.</p>
<p>Aumento dell&#8217;età pensionabile. Aumento dell&#8217;accise sui carburanti per finanziare il trasporto pubblico. E il trasporto pubblico aumenta le sue tariffe e riduce i servizi.</p>
<p>Della patrimoniale nemmeno l&#8217;ombra. C&#8217;è un misero prelievo dell&#8217;1,5% sui capitali scudati e tassa sui beni di lusso (auto, barche, aerei, elicotteri privati ecc.).</p>
<div id="attachment_1008" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a class="lightbox" title="il_ministro_welfare_elsa_fornero_lacrime" href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/12/il_ministro_welfare_elsa_fornero_lacrime.jpg"><img class="size-medium wp-image-1008" title="il_ministro_welfare_elsa_fornero_lacrime" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/12/il_ministro_welfare_elsa_fornero_lacrime-300x225.jpg" alt="Sacrifici? What's sacrifici?" width="240" height="180" /></a><p class="wp-caption-text">Sacrifici? What&#39;s sacrifici?</p></div>
<p>Reintrodotta l&#8217;ICI. Anzi no. Anzi si ma non si chiama più ICI. Potevate continuare a chiamarla ICI tanto la sostanza non cambia.</p>
<p>Agevolazioni per le imprese e per chi reinveste gli utili. Fondo di garanzia per il credito alle piccole imprese.</p>
<p>La provenienza di tutto questo è nota ovviamente: l&#8217;italiano medio, anzi, l’italiano povero.</p>
<p>Intanto Bersani, che “oh ragassi, non siam mica qui ad asciugare le lacrime alla Fornero?” ha la sua parte di delusione.</p>
<p>Ma un po&#8217; di coerenza per favore. Ma dove sono le misure di equità? “<em>una manovra molto dura che non risponde del tutto ai nostri criteri di equità</em>” ha detto in tv. Ma allora il problema è veramente ancestrale. Allora c&#8217;è un problema di semantica in Italia. La nazione è una sola, unita geopoliticaqmente da 150 anni ma si parla due lingue diverse. O meglio, si parla una sola lingua ma si usano due dizionari diversi.</p>
<p>Vediamo un po&#8217; allora il significato della parola “equità”: per i disgraziati avrebbe dovuto significare: “mi hanno fatto il culo per una vita, adesso è bene che comincino a pagare anche un pochino i ricchi per una questione di equità sociale”. Per i politici significa: “vi abbiamo fatto il culo per una vita, evitiamo di cambiare abitudini per una questione di equità temporale”.</p>
<p>Allora mi viene in mente la pubblicità con Gigi Proi</p>
<p>etti di una famosa compagnia telefonica: “e va beh ma&#8230; così so boni tutti”!</p>
<p>E così so boni tutti davvero. Tutte misure che ricadranno inevitabilmente sulle tasche dei poveracci.</p>
<p>Della patrimoniale nemmeno l’ombra. Di una maledetta tassa ai ricchi nemmeno l’odore.</p>
<p>Il grande merito di Mario e Monti è stato l&#8217;esser riuscito a sostituire il vergognoso berlusconi il quale non merita nemmeno la lettera maiuscola, ma se fosse stato il governo berlusconi a presentare una manovra del genere, quanti pagliacci avremmo visto in piazza a gridare allo scandalo?<br /><a href="http://iosonodio.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Antonio Trani" src="http://iosonodio.com/at.png" alt="" /></a></p>
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		<title>Napul&#8217;è&#8230;ra</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Dec 2011 19:13:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Napoli]]></category>
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		<description><![CDATA[Da che lato puzza il pesce? Ma cosa ce ne importa? A cosa serve sapere se è la testa o la coda a puzzare quando un pesce che puzza non lo si può mangiare e basta? Allora inutile cercare la puzza nella testa per mettere pace nella nostra coscienza che la colpa non è affatto la nostra. Quando un pesce ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;" ><g:plusone  position="prepend" size="standard" count="1" href="http://iosonodio.com/2011/12/napule-ra/" text="Napul&#8217;è&#8230;ra" ></g:plusone></div>
<p> Da che lato puzza il pesce? Ma cosa ce ne importa? A cosa serve sapere se è la testa o la coda a puzzare quando un pesce che puzza non lo si può mangiare e basta?</p>
<p>Allora inutile cercare la puzza nella testa per mettere pace nella nostra coscienza che la colpa non è affatto la nostra.</p>
<p>Quando un pesce puzza, puzza tutto!</p>
<p>A Napoli il pesce è ormai irrimediabilmente marcio. Colpa forse, di una cultura &#8220;arrangista&#8221; diventata addirittura un&#8217;arte e che invece è la causa del degrado sociale di questa città.</p>
<p>Perché arrangiarsi vuol dire fondamentalmente rinunciare a un diritto a discapito di chi vorrebbe invece vivere nella legalità.</p>
<p>È anche e soprattutto in questa foresta di ignoranza che sguazza la criminalità e chi possedeva un pezzettino di terra vergine e pura, in cambio di un tesoretto lo ha trasformato in una miniera di morte, permettendo di sotterrarvi merda radioattiva o schifezze di ogni genere.</p>
<p>Oggi ci lamentiamo della spazzatura per le strade, e a lamentarsi sono anche quelli che hanno taciuto quando la camorra sotterrava camion di rifiuti tossici sotto il loro culo, pensando al loro benessere finanziario e non a quello fisico dei loro figli domani&#8230; i nostri figli oggi.</p>
<p>Ormai le nuove generazioni sono assuefatte alla spazzatura. La spazzatura a Napoli è un corredo normale nemmeno tanto accessorio dei marciapiedi della città.</p>
<p>Mia moglie, per esempio, napoletana di nascita e napoletana da sempre, pur essendo una donna a volte eccessivamente pulita in casa, di quelle che quasi non mi permettono di accarezzare i miei figli se prima non mi lavo le mani al ritorno dal lavoro, nemmeno nota le macchie di liquame di spazzatura che colorano i marciapiedi della nostra città, cosa che a me scandalizza ancora oggi dopo 10 anni di residenza campana.</p>
<div id="attachment_994" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="lightbox" title="la_feltrinelli" href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/12/la_feltrinelli.jpg"><img class="size-medium wp-image-994" title="la_feltrinelli" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/12/la_feltrinelli-300x168.jpg" alt="Quando la cultura sporca" width="150" height="84" /></a><p class="wp-caption-text">Quando la cultura sporca</p></div>
<p>Anche io quasi mi sono abituato al degrado che purtroppo non si riesce a pulire attorno la nuova stazione Centrale di Napoli e La Feltrinelli quasi sembra sporcare lo scenario a cui siamo da sempre abituati. Una macchia di cultura in un prato di indecenza.</p>
<p>Non è una questione di pulizia o sporcizia, è solo una questione di abitudine, come tutte le cose di questo mondo.</p>
<p>Ecco perché io mi sono scandalizzato quando l&#8217;altro ieri (il 30 novembre), nei pressi della stazione centrale, in piazza Garibaldi a Napoli, ho notato su un muretto una siringa usata.</p>
<div id="attachment_995" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="lightbox" title="siringa_30_11" href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/12/siringa_30_11.jpg"><img class="size-medium wp-image-995" title="siringa_30_11" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/12/siringa_30_11-300x168.jpg" alt="Era il 30 novembre" width="150" height="84" /></a><p class="wp-caption-text">Era il 30 novembre</p></div>
<p>Erano le 7 di mattina e stavo andando a lavoro. Mentre scattavo la foto mi sentivo come se la stessi toccando con le mani, anche un po&#8217; impaurito ma volevo provare la presenza di quella schifezza in un luogo così frequentato come la stazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_996" class="wp-caption alignright" style="width: 415px"><a class="lightbox" title="siringa_01_12_a" href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/12/siringa_01_12_a.jpg"><img class="size-medium wp-image-996" title="siringa_01_12_a" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/12/siringa_01_12_a-300x168.jpg" alt="Uno scorcio di P.zza Garibaldi" width="405" height="226" /></a><p class="wp-caption-text">Uno scorcio di P.zza Garibaldi</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_997" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a class="lightbox" title="siringa_01_12" href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/12/siringa_01_12.jpg"><img class="size-medium wp-image-997" title="siringa_01_12" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/12/siringa_01_12-300x168.jpg" alt="1 dicembre - il giorno dopo" width="300" height="168" /></a><p class="wp-caption-text">1 dicembre - il giorno dopo</p></div>
<div id="attachment_997" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="lightbox" title="siringa_01_12" href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/12/siringa_01_12.jpg"><img class="size-medium wp-image-997" title="siringa_01_12" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/12/siringa_01_12-300x168.jpg" alt="1 dicembre - il giorno dopo" width="150" height="83" /></a><p class="wp-caption-text">1 dicembre - il giorno dopo</p></div>
<p>Il giorno dopo, ieri, sono ripassato di la e la siringa era ancora li.</p>
<p>Stamattina, ovviamente, volevo dimostrare a me stesso come vanno le cose qui e la siringa era ancora li. Sono tornato da lavoro e alle 14 la siringa non si era mossa di un millimetro, c&#8217;è da dedurre quindi, che domani la potremo trovare ancora li, a due metri dalla fermata del pullman di linea e dove fermano anche i pullman turistici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_998" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="lightbox" title="siringa_02_12" href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/12/siringa_02_12.jpg"><img class="size-medium wp-image-998" title="siringa_02_12" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/12/siringa_02_12-300x168.jpg" alt="Stamattina - ore 07.00" width="150" height="84" /></a><p class="wp-caption-text">Stamattina - ore 07.00</p></div>
<p>Il problema non è aver trovato li una siringa e paradossalmente, non è nemmeno la presenza nei dintorni, di tossicodipendenti. Il problema è averla trovata li per 3 giorni di seguito e siccome oggi incomincia il week end, c&#8217;è da immaginare che lunedì mattina la troverò ancora li.</p>
<p>Un giorno i miei figli avranno l&#8217;età per prendere un treno e non voglio che debbano rischiare di abituarsi a questo tipo di spettacoli.</p>
<div id="attachment_999" class="wp-caption alignleft" style="width: 160px"><a class="lightbox" title="siringa_02_12_a" href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/12/siringa_02_12_a.jpg"><img class="size-medium wp-image-999" title="siringa_02_12_a" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/12/siringa_02_12_a-300x168.jpg" alt="2 dicembre ore 14.00" width="150" height="84" /></a><p class="wp-caption-text">2 dicembre ore 14.00</p></div>
<p>Non c&#8217;è via d&#8217;uscita se non l&#8217;uscita stessa da questa città che puzza dalla testa alla coda purtroppo.<br /><a href="http://iosonodio.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Antonio Trani" src="http://iosonodio.com/at.png" alt="" /></a></p>
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		<title>Le beatitudini</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 22:22:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Religione]]></category>
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		<description><![CDATA[Beati gli affamati perché avranno cibo in abbondanza nel regno dei cieli e non ingrasseranno perché nel regno dei cieli si mangia senza ingrassare. Beati gli obesi allora, perché saranno sempre magri nel regno dei cieli. Beati i magri sempre e comunque perché sono già magri. Beati gli ammalati perché saranno curati nell&#8217;ospedale del signore nel regno dei cieli e ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;" ><g:plusone  position="prepend" size="standard" count="1" href="http://iosonodio.com/2011/11/le-beatitudini/" text="Le beatitudini" ></g:plusone></div>
<p> Beati gli affamati perché avranno cibo in abbondanza nel regno dei cieli e non ingrasseranno perché nel regno dei cieli si mangia senza ingrassare.</p>
<p>Beati gli obesi allora, perché saranno sempre magri nel regno dei cieli.</p>
<p>Beati i magri sempre e comunque perché sono già magri.</p>
<p>Beati gli ammalati perché saranno curati nell&#8217;ospedale del signore nel regno dei cieli e beati i sani perché sono sani anche sulla terra.</p>
<p>Beati i morti perché avranno in dono la vita eterna ma beati i vivi perché ce l&#8217;avranno anche loro ma intanto sono ancora vivi.</p>
<p>Beati i malvagi perché non sanno quello che fanno allora saranno perdonati e troveranno la pace nel regno dei cieli e beate le vittime dei malvagi perché neanche loro sanno quello che i malvagi fanno e saranno difesi nella casa del signore anche se la pace forse non la troveranno mai.</p>
<p>Beati i poveri perché saranno ricchi nel regno dei cieli e beati i ricchi perché se sono ricchi qua, figuriamoci nel regno dei cieli.</p>
<p>Beati i deboli perché nel regno dei cieli non vince sempre il più forte e beati i forti perché per ora vincono sui deboli.</p>
<p>Beati gli sfortunati perché non ci sono sfortunati nel regno dei cieli e non ci sono perché non c&#8217;è sfortuna e non c&#8217;è fortuna nel regno dei cieli&#8230; cazzo che sfiga!</p>
<p>Beati i diseredati e i depressi. I perdenti e gli oppressi. Beati gli sconfitti, i sottomessi, i violentati.</p>
<p>“Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo.” <em><strong>Luca 6.20-23</strong></em></p>
<p>Allora tacete e sopportate mentre faccio di voi ciò che voglio perché la vostra ricompensa è grande nel cielo&#8230; la mia è grande adesso. <em><strong>Nio 1.1-1</strong></em></p>
<p>Beati tutti perché l&#8217;attesa del regno dei cieli produce un mondo di inetti.<br /><a href="http://iosonodio.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Antonio Trani" src="http://iosonodio.com/at.png" alt="" /></a></p>
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		<title>Sinallagmatico</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 21:33:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nio</dc:creator>
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		<category><![CDATA[antonio trani]]></category>
		<category><![CDATA[contratto]]></category>
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		<description><![CDATA[Un tempo si chiamava baratto, adesso semplicemente commercio. Un tempo io davo un pomodoro a te e tu mi davi in cambio un peperone perché io avevo bisogno del peperone come tu del pomodoro. Se non avevi un peperone, potevi darmi due cipolle ma in fondo sempre di scambio si trattava. Poi per ovviare al problema della mancanza di adeguata ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="float: left;" ><g:plusone  position="prepend" size="standard" count="1" href="http://iosonodio.com/2011/11/sinallagmatico/" text="Sinallagmatico" ></g:plusone></div>
<div id="attachment_979" class="wp-caption alignleft" style="width: 235px"><a class="lightbox" title="Il contratto" href="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/11/contratto.jpg"><img class="size-medium wp-image-979" title="Il contratto" src="http://iosonodio.com/wp-content/uploads/2011/11/contratto-300x200.jpg" alt="Il contratto" width="225" height="150" /></a><p class="wp-caption-text">Il contratto</p></div>
<p>Un tempo si chiamava baratto, adesso semplicemente commercio. Un tempo io davo un pomodoro a te e tu mi davi in cambio un peperone perché io avevo bisogno del peperone come tu del pomodoro.</p>
<p>Se non avevi un peperone, potevi darmi due cipolle ma in fondo sempre di scambio si trattava.</p>
<p>Poi per ovviare al problema della mancanza di adeguata merce di scambio, qualche lungimirante furbetto inventò una merce jolly, scambiabile con tutte le merci. Volevo un pomodoro? Lo scambiavo con un po&#8217; di questa merce &#8220;jolly&#8221;: la moneta!</p>
<p>L&#8217;evoluzione della specie poi, ha trasformato le merci, le monete e i mercati e quello che prima era scambio, baratto, si è involuto in qualcosa di più gretto: il commercio.</p>
<p>Infatti oggi, potresti acquistare un pomodoro al gusto di peperone e pagarlo al venditore che sta dall&#8217;altro capo del mondo senza sborsare una sola moneta dalle tue tasche. La cosa che non puoi controllare però, è il valore della merce che acquisti. Vuoi un pomodoro a forma di pera e al gusto di limone? Lo paghi 200 delle tue monete o cerchi altrove dove costa meno. In tutto questo, tuttavia, c&#8217;è sempre il concetto di scambio, di baratto alla base di tutto. Anche nel lavoro. Ti fornisco una prestazione in cambio di moneta.</p>
<p>Ecco il concetto di sinallagma di un rapporto. Tu mi paghi, io ti fornisco una prestazione/servizio.</p>
<p>Il trasporto, e il suo prezzo, ne sono un esempio lampante. Io ti fornisco un importo in denaro e tu sei obbligato a fornirmi il servizio per cui ti ho pagato (in anticipo). Tu mi fornisci un servizio e io sono obbligato a pagarti (in anticipo).</p>
<p>Abbiamo gli stessi diritti ma soprattutto gli stessi doveri.</p>
<p>Capita però, che la prestazione che tu fornisci, sancita da un contratto sinallagmatico con il tuo datore di lavoro, non è scambiata con il giusto quantitativo di monete e quindi, per questo, legittimamente protesti e scioperi, violando con me, il nostro sinallagmatico contratto. È giusto. Il tuo servizio deve essere pagato il giusto. Ma questo &#8220;giusto&#8221; chi lo decide? E chi lo considera giusto? Tu e la controparte, contraenti dello stesso sinallagmatico accordo, avete punti di vista discordanti? Allora scioperi. Perfetto. Vale la pena ricordare però, che anche io e te abbiamo il nostro sinallagmatico contratto che sottoscriviamo mensilmente e io non reputo affatto idoneo il servizio offerto e il suo prezzo. Posso scioperare anche io? Si che posso. Penso di si. Vengo meno all&#8217;impegno sottoscritto nel nostro sinallagmatico contratto.</p>
<p>Sarebbe bello se i cittadini cominciassero a pensare un po&#8217; con la propri testa invece di utilizzare strade già abitualmente percorse solo perché sono strade abitualmente percorse.</p>
<p>Mi piacerebbe un giorno organizzare uno sciopero dei viaggiatori, violando, allo stesso modo del vostro sciopero, la clausola principale del nostro sinallagmatico contratto. Sarebbe bello ma ancora troppi di noi non hanno stipulato alcun contratto con il proprio cervello.<br /><a href="http://iosonodio.com" target="_blank"><img class="alignright" title="Antonio Trani" src="http://iosonodio.com/at.png" alt="" /></a></p>
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