Io sono Dio

Abbastanza luce per credere… Abbastanza buio per dubitare

AD

IOR – Intrighi Orrendi Religiosi

Author: Nessun commento Share:

Con la tecnologia che oggi ci viene in supporto, penso di organizzare una pagina face book per festeggiare l’evento e le successive ricorrenze mensili e annuali della futura, spero imminente, morte di Berlusconi.

Non me ne vogliano i 4 lecchini che gli ronzano attorno ma ormai sembra essere rimasto l’unico modo per levarselo di torno per salvarci da quest’onta universale. Premesso questo però, mi viene da ridere ascoltando e leggendo il Cardinale Bagnasco parlare delle sue ricette sulla crisi economica e criticare il premier per il suo “tenore” di vita poco “retto”.

Oh Cardinale mio Cardinale, vorrei che provaste un po’ del disgusto che provo io a vedere la faccia di questi 4 chierici da strapazzo sparare la propria sulla moralità, sulla famiglia, sull’economia, sul sesso, sulla procreazione… su tutto. Questo esercito di saccenti che non ha esperienze sul campo in nessuna delle materie in cui s’intromettono. O perlomeno non dovrebbe averne.

Il condizionale è d’obbligo perché se si guardano i fatti, i preti, ne sanno una più del diavolo davvero in tutto. Forse li possiamo trovare poco preparati nel sesso. Molti di loro infatti, non hanno provato altro che i bambini, per cui se reputano sesso quello con un inesperto bambino, non oso immaginare cosa penserebbero del paradiso dopo aver provato una donna. Non me ne vogliano le donne.

Non è un discorso sessista, ma considerato che i preti sono esclusivamente uomini, non posso che rivolgermi a loro come oggetto del desiderio. Ovvio che “de gustibus non disputandum est”, e ci andrebbe bene un “amen” alla fine, ma Dio non me ne voglia se preferisco sempre e comunque le donne. Forse sono molto più eruditi in campo finanziario economico.

Tutti ormai conoscono la melma che nasconde lo IOR: l’Istituto per le Opere Religiose. Quante siano le opere religiose realizzate grazie allo IOR non si sa di preciso tuttavia, si conoscono diverse opere criminali realizzate, transitate, operate e condotte da e per mezzo dello IOR. La più eclatante per esempio, è la scomparsa di Emanuela Orlandi, alla quale sono legati omicidi, sparizioni, operazioni finanziarie illecite sparse un po’ in tutto il mondo e cosa da non poco, tutta la banda della Magliana. Non a caso, il boss Renatino, al secolo Enrico De Pedis, è sepolto, con tutta la sua memoria, nella cripta della Basilica di Sant’Apollinare a Roma. Come sia riuscito a redimersi fino a questo punto un bastardo del genere è il 4° mistero di Fatima che non è dato sapere.

Si racconta comunque, che il redento Renatino, rapì, per ordine dell’allora monsignor Paul Marcinkus, ai tempi capo dello IOR, la ragazzina Emanuela Orlandi. Ma sono solo dicerie, per carità. Dicerie come quelle che vedono lo stesso Marcinkus, invischiato anche nel suicidio di Roberto Calvi. Ma chi era Calvi? Un piccolo bancariotto da 4 soldi, semplice impiegato nel Banco Ambrosiano ma così scaltro, o forse ben equipaggiato di amicizie, da diventarne presto prima direttore generale e successivamente presidente.

Con la carica di presidente e le amicizie giuste, Calvi divenne una vera e propria potenza. Con la tessera della P2, collega massonico del nostro attuale premier, ottenuta grazie all’amico Michele Sindona, riuscì a tessere intrecci finanziari con il mondo dell’alta finanza e della mafia… o solo della mafia. Le amicizie giuste facevano favori e in cambio ottenevano paradisi fiscali proprio con lo IOR (dell’arcivescovo Marcinkus).

Roberto Calvi fu suicidato a Londra, con una corda al collo, dei mattoni in tasca e le mani legate… ma la magistratura sentenziò che non fu ucciso ma fu suicidato: 5° mistero di Fatima. Il 6° mistero di Fatima è: cosa cavolo ne sanno i preti della famiglia? In effetti li sentiamo quotidianamente parlare di famiglia e pronunciare proclami su come la si gestisce ma ancora non mi è chiaro su quale manuale dell’utente hanno studiato.

A volte li sentiamo parlare anche di medicina. E qui, in effetti, devo alzare bandiera bianca perché la mia conoscenza nel campo medico si ferma all’aspirina. Ma per i preti no… e anche per qualche “buttiglione” politico, ci sono alcune malattie che non sono ancora menzionate nei manuali medici e la cui cura non è ancora stata trovata: la gayte per esempio… l’omosessualità. È solo una malattia e va curata con una sana psicoterapia da qualche prete pedofilo forse, ma è pur sempre una malattia. Monsignor Babini per esempio, accusa Vendola di peccare più di Berlusconi perché è gay ma poi dice che sono solo malati e non bisogna dare la comunione a quelli malati come lui. Sono malati o sono peccatori? O i malati in genere sono peccatori? O i peccatori sono tutti malati? Che casino questo Babini… dovrebbe farsi vedere da qualcuno… ma da uno bravo veramente.

Ma allora mi chiedo: come mai avendo la ricetta per la cura della gayte, proprio il capo di tutti i preti, nel 2001 ha firmato un documento che “ordinava” perentoriamente il “segreto pontificio” sui casi di abusi sessuali sui bambini dei preti invece di curarli? Sarà mica il 7° mistero di Fatima? L’ombra degli abusi sessuali aleggia anche nel caso della quindicenne Emanuela Orlandi.

All’epoca dei fatti, monsignor Julius Paetz era il segretario dell’anticamera del Papa e come il Papa, polacco anch’egli. Julius Paetz era già un noto pedofilo denunciato per abusi su giovani seminaristi già 14 volte. Vista la grande capacità di non finire in galera come pedofilo, venne premiato dal conterraneo Papa con la promozione a arcivescovo di Poznan e rispedito in Polonia.

Non pago, il caro estinto papa Wojtyla, stava per nominarlo primate della Polonia quando finalmente il governo polacco minacciò il vaticano che avrebbe spifferato pubblicamente i gusti sessuali dell’arcivescovo se la promozione avesse avuto seguito e cacciato dal paese il pedofilo Paetz. Nel 2002, il pedofilo si dimise e fu richiamato tra le mura vaticane dall’amico Wojtyla. Ma morto un Papa se ne fa un altro e infatti… Papa nuovo stessa musica. Da anni ormai. Da secoli. La musica è sempre la stessa. La mania di scrivere la nostra storia e a cambiarne il percorso. Non me ne voglia Dio se non credo in Dio.

Previous Article

Assassini – solo per averlo pensato

Next Article

L’ossesso

Leggi anche

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *