Io sono Dio

Abbastanza luce per credere… Abbastanza buio per dubitare

AD

Napul’è…ra

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Da che lato puzza il pesce? Ma cosa ce ne importa? A cosa serve sapere se è la testa o la coda a puzzare quando un pesce che puzza non lo si può mangiare e basta?

Allora inutile cercare la puzza nella testa per mettere pace nella nostra coscienza che la colpa non è affatto la nostra.

Quando un pesce puzza, puzza tutto!

A Napoli il pesce è ormai irrimediabilmente marcio. Colpa forse, di una cultura “arrangista” diventata addirittura un’arte e che invece è la causa del degrado sociale di questa città.

Perché arrangiarsi vuol dire fondamentalmente rinunciare a un diritto a discapito di chi vorrebbe invece vivere nella legalità.

È anche e soprattutto in questa foresta di ignoranza che sguazza la criminalità e chi possedeva un pezzettino di terra vergine e pura, in cambio di un tesoretto lo ha trasformato in una miniera di morte, permettendo di sotterrarvi merda radioattiva o schifezze di ogni genere.

Oggi ci lamentiamo della spazzatura per le strade, e a lamentarsi sono anche quelli che hanno taciuto quando la camorra sotterrava camion di rifiuti tossici sotto il loro culo, pensando al loro benessere finanziario e non a quello fisico dei loro figli domani… i nostri figli oggi.

Ormai le nuove generazioni sono assuefatte alla spazzatura. La spazzatura a Napoli è un corredo normale nemmeno tanto accessorio dei marciapiedi della città.

Mia moglie, per esempio, napoletana di nascita e napoletana da sempre, pur essendo una donna a volte eccessivamente pulita in casa, di quelle che quasi non mi permettono di accarezzare i miei figli se prima non mi lavo le mani al ritorno dal lavoro, nemmeno nota le macchie di liquame di spazzatura che colorano i marciapiedi della nostra città, cosa che a me scandalizza ancora oggi dopo 10 anni di residenza campana.

Anche io quasi mi sono abituato al degrado che purtroppo non si riesce a pulire attorno la nuova stazione Centrale di Napoli e La Feltrinelli quasi sembra sporcare lo scenario a cui siamo da sempre abituati. Una macchia di cultura in un prato di indecenza.

Non è una questione di pulizia o sporcizia, è solo una questione di abitudine, come tutte le cose di questo mondo.

Ecco perché io mi sono scandalizzato quando l’altro ieri (il 30 novembre), nei pressi della stazione centrale, in piazza Garibaldi a Napoli, ho notato su un muretto una siringa usata.

Erano le 7 di mattina e stavo andando a lavoro. Mentre scattavo la foto mi sentivo come se la stessi toccando con le mani, anche un po’ impaurito ma volevo provare la presenza di quella schifezza in un luogo così frequentato come la stazione.

Il giorno dopo, ieri, sono ripassato di la e la siringa era ancora li.

Stamattina, ovviamente, volevo dimostrare a me stesso come vanno le cose qui e la siringa era ancora li. Sono tornato da lavoro e alle 14 la siringa non si era mossa di un millimetro, c’è da dedurre quindi, che domani la potremo trovare ancora li, a due metri dalla fermata del pullman di linea e dove fermano anche i pullman turistici.

Il problema non è aver trovato li una siringa e paradossalmente, non è nemmeno la presenza nei dintorni, di tossicodipendenti. Il problema è averla trovata li per 3 giorni di seguito e siccome oggi incomincia il week end, c’è da immaginare che lunedì mattina la troverò ancora li.

Un giorno i miei figli avranno l’età per prendere un treno e non voglio che debbano rischiare di abituarsi a questo tipo di spettacoli.

Non c’è via d’uscita se non l’uscita stessa da questa città che puzza dalla testa alla coda purtroppo.

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