Io sono Dio

Abbastanza luce per credere… Abbastanza buio per dubitare

AD

Caro papà

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Caro papà, per la miseria da quanto tempo non parliamo. Te ne sei andato senza avvertire e non ti sei fatto vedere più.

Ormai sono quasi 7 anni. Che brutto anno quello… te lo ricordi papà? Quante disgrazie e disavventure.
Da allora sono successe tante cose papà. Cose piccole e cose immensamente pesanti. Cose che ti avrebbero fatto morire dal dolore papà… Meno male che sei partito.

Non so quante cose belle sono accadute da quando ci hai lasciato ma una sicuramente è la più bella. Così bella che davvero è un peccato essertela persa per un pizzico di vita.

È nata Martina. Tu non la conosci papà. È nata poco dopo la tua partenza. Quanto è bella papà. È così bella che per me è l’unità di misura della bellezza. Così bella che adesso si che la bellezza ha un significato plausibile.
Secondo me ti sarebbe piaciuta, ne sono sicuro. Pensa un po’, è nata il primo gennaio 2009, prepotente già nel nascere. Ha sancito lei la fine di un anno emotivamente disastroso. E infatti quand’è nata ha portato un profumo nuovo nella mia vita e una emozione che non provavo da anni.

Ecco, capisci perché non è accaduto niente di bello? Invece qualcosa di brutto purtroppo continua ad accadere. Sembra che quando la vita prende una brutta piega, non c’è ferro che la possa stirare.

Ma sai che Berlusconi è ancora vivo e ancora in politica? E già da non crederci. Invece al governo adesso c’è un surrogato della Democrazia Cristiana che è la copia speculare di Berlusconi solo che si spaccia per uno di sinistra. Vabbeh lasciamo stare la politica. Con questi italiani non possiamo certo ambire a politici migliori.
Solo cose brutte papà. Meno male che te ne sei andato.

Sai, ho lasciato mia moglie papà. Il giorno in cui l’ho lasciata mi sono reso conto che l’ho amata davvero e mi sono reso conto di quanto fosse diverso il nostro amore. Mi sono anche reso conto di come l’amore ci rende letteralmente ciechi.

Lo so, questa cosa non ti farà dormire la notte. Meno male che te ne sei andato papà.
Conoscendoti un po’, per quanto un figlio possa davvero conoscere un padre, questa cosa ti fa davvero morire di dolore.

Già… e i bambini? Crescono. Emanuele te lo ricordi? Ti ricordi quando lo portavi a fare un giro col tuo trattore attorno ai tre ulivi del giardino di casa?

Lui era il bimbo più felice del mondo e tu il nonno più importante del mondo.

Ora, per lui, il nonno più importante del mondo è una persona stupida, maledettamente stupida e lui non saprà mai quanto. Non sa che nonno non ha avuto. Non potrà mai dire chi eri e cosa eri. Te ne sei andato troppo presto per restare impresso nella sua mente e anche se io spesso gli riporto alla mente quei momenti sul trattore, saranno sempre ricordi miei, non suoi.

Purtroppo cresce con le cose e con le persone che ha. Lui sa quello che ha, crede di sapere quello che non ha, ma non immagina nemmeno cosa avrebbe potuto avere.

Ma la vita va così. Tu lo sai bene vero papà? C’è sempre molta, troppa differenza tra quello che abbiamo, quello che avremmo potuto avere e quello che avremmo voluto avere.

Nonostante tutto, nonostante mi sia reso conto oggi che, tra tutte le donne con cui ho immaginato di avere un futuro, quella con cui ce l’ho avuto più lungo è stata sicuramente la peggiore, la risposerei ancora e ancora e ancora per lasciarla ogni volta, perché da lei ho avuto Emanuele e Martina.

Brutta cosa le donne papà. La donna è come una bomba a mano, hanno tutte una spoletta ed ognuna in un posto diverso: guai a trovarla, salti in aria. Spero di non trovare mai quella di Roberta. Ti parlerò di lei la prossima volta papà.

Ti saluto e… mi manchi.

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