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Quore

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A chi non è capitata una immagine su facebook che ci insegna l’amore? Una di quelle immagini su cui è riportata la bella frase sciocca che teoremizza un sentimento.

Tutte quelle regole stampate per schematizzare l’amore.

L’amore non risponde affatto agli schemi razionali della ragione. Non c’è nulla di più irragionevole dell’amore. L’amore fugge da tutto ciò che risponde alle regole amletiche del cervello.

Tutto ciò che è amore non è cervello. È vero, a volte su queste pagine di facebook ci sono delle frasi toccanti, ma ognuno vive i sentimenti a modo suo.

Non è cervello ma cuore. Non ci sono regole. Strategie. Formule. Teoremi e schemi.

Quello che per me è legge per te può essere fuorilegge. Quello che per me è giusto può non esserlo per te. Per questo è consigliabile non imporre leggi in amore. Si corre il rischio di avere sempre un esemplare perfetto e un fuorilegge incallito. Allora quando c’è di mezzo il cuore va a farsi friggere anche la grammatica.

In amore batte il quore. Ad ognuno il suo e ad ognuno a modo suo.

Non esiste peso e lunghezza in amore. Non esiste quantità e nemmeno qualità. Ognuna di queste cose è strettamente ed unicamente legata al singolo e mai alla coppia. Provare a scoprire la consistenza di queste qualità mette a repentaglio la sublime singolarità del quore.
Quanto mi ami? Tanto. Più della mia stessa vita. Sembrerebbe il massimo che si possa esprimere ma anche nell’amore per la propria vita, c’è sempre una componente di soggettività che predomina sulle altre.

Una volta mio figlio mi disse “papi ti voglio bene da qui a tutte le stelle”. La purezza dei bambini è anche nei concetti. L’amore è indefinito. Per essere amore deve essere indefinito. Non sapere quanto. Più si ignora questa quantità e più si è certi di amare. Ma più ancora della disconoscenza, il non desiderare di sapere.

Amare non è un verbo riflessivo pertanto non è dato sapere in che misura il quore altrui ricambia qualsiasi sentimento.
Amore è l’antitesi dell’egoismo. Fregarsene dell’io e pensare solo a “tu”. In questa perfetta configurazione, che valore assume la propria vita? L’amore non va a braccetto con comprensione. Io amo e non devo avere la presunzione e l’egoismo di comprendere quanto e in che misura sono amato.

Il quore non risponde mai alle domande “quanto mi ami” o “quanto ti manco”.

Ti amo da starci male quando mi manchi ma non so dirti quando mi manchi. Non mi manchi quando lavoro perché riesco a non pensarti o mi manchi da non riuscire a lavorare. Mi manchi quando non ci sei ma mi manchi anche quando ci sei.

Esserci col corpo e non col quore è il modo migliore per far sentire a qualcuno la propria mancanza. Oppure non sentirla mai perché dal quore viene la forza e la certezza che ci sei sempre.

Forse l’unica certezza nell’amore, sta nel riuscire a capirne il dolore.

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