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Berlusconi e la mafia

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Compagni di merende
No, io non mi sento affatto tranquillo. Ho sempre pensato che conoscere veramente qualcosa mi aiutasse ad affrontarla nel modo corretto e non è certo grazie alle Sue parole che cambierò la mia opinione. Il siparietto a cui ci ha costretto ad assistere in tv è stato a dir poco vergognoso. Accusare Saviano per il suo “Gomorra” e la serie TV de “La piovra” per aver fatto conoscere al mondo la mafia Italiana. Dopo aver preso a calci i malati di tumore, caro Presidente, per un pugno di consensi elettorali, lei ha preso a calci la memoria degli Italiani. Quelli che ancora si commuovono ogni anno il 23 maggio e il 19 luglio ricordando Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Quelli che invece vorrebbero sapere… sapere di più su Ustica, sull’11 settembre e sulle vere ragioni della relativa guerra, quelli che vorrebbero sapere i nomi dei beneficiari del suo scudo fiscale, quelli che vorrebbero sapere perché Lei era iscritto alla P2, chi era per Lei Vittorio Mangano, Cuffaro, che rapporti ha e ha avuto con Marcello Dell’Utri, come sarebbero finiti i suoi processi per mafia, corruzione, falso in bilancio se Lei non avesse costretto gli Italiani a tutte le leggi ad personam che si è cucito addosso. Il sapere disseta più dell’acqua caro Presidente ma Lei questo non può saperlo, mi perdoni il gioco di parole, perché l’unica sete che sembra volere soddisfare è quella di denaro. Egregio Presidente, la conoscenza è alla base dell’intelligenza umana ma questo, forse, è un problema che evidentemente non Le tange. Nelle sue parole leggo più la paura di chi teme che la conoscenza possa nuocere ai propri corrotti interessi personali che il monito di un Capo di Governo. Una delle campagne anti-aids più popolari al mondo diceva così: “se lo conosci lo eviti”, lo stesso consiglio che mi sento di dare alle persone a Lei vicine, perché la redenzione non ha tabelle di marcia, non importa quando, l’importante è che arrivi prima o poi. Non si preoccupi, neanche questo è un problema suo. La prima serie de’ La piovra è andata in onda nel 1984, quando avevo ancora 15 anni e ricordo che cominciai a capire la differenza tra i bene e il vero male. Io tifavo per il bene caro Presidente. 100 giorni a Palermo, I 100 passi, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Il capo dei capi e quanti altri titoli di film e serie tv che potrei elencare, sono stati sempre un modo per conoscere e sapere. La mafia italiana, caro Presidente, è la più conosciuta al mondo perché prima che Lei comprasse questo paese, l’informazione poteva essere definita tale. Quando un giornalista si sentiva libero di non sottoscrivere un documento che aiutasse il premier in un processo per corruzione senza il timore di essere licenziato. Lei, caro Presidente, ha preso a calci tutti i cittadini onesti che hanno perso la vita perché non hanno taciuto e hanno permesso a tutti noi di conoscere, di sapere. Il vero amico delle mafie, caro Presidente, oltre ai politici corrotti, è proprio l’omertà e la mancanza di conoscenza. Da sempre “delinquenza” fa rima con “ignoranza” e non per la semplice assonanza di vocali. Evidentemente, caro Presidente, per Lei “delinquenza” fa rima con “conoscenza”! Non me ne voglia Socrate se mi permetto di parafrasare una sua massima: io so di non sapere… abbastanza!

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