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I miracoli di Berlusconi

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Cosa non si fa per un voto in più. Si è disposti a tutto. D’altronde lasciare il trono potrebbe significare la catastrofe giudiziaria e finanziaria. Stare dalla parte del legiferatore fa comodo, soprattutto a chi ha bisogno di un sarto per cucire su misura le leggi. Ma ormai non fa più notizia il latinismo “ad personam” e ha nauseato sia il latinismo che la personam. Non bastava il presidente ferroviere, il presidente contadino, il presidente mandrillo, il presidente puttaniere. Da sabato abbiamo scoperto il presidente santone, il presidente sciamano. Il Vanna Marchi della politica. Il mago Otelma di Palazzo Chigi. Il Mario Pacheco Do Parlamiento. Personaggio più viscido forse non c’è. Bieco individuo, viscido e malvagio. Dopo la promessa di abbassare le tasse, dell’abolizione del bollo auto, del canone Rai, delle mega pensioni, quella del cancro è l’ennesima balla raccontata in TV dal mago dell’estetica, l’unica magia che ancora gli riesce: la coltivazione di capelli. Quest’ultima tuttavia ha un retrogusto davvero amaro, soprattutto per quelle persone che non ripongono più le loro speranza nemmeno in Dio. Quelle persone aggrappate alla vita attraverso il filo sottile della medicina e della ricerca. Quella stessa ricerca che, proprio con i governi Berlusconi, ha visto costantemente ridursi i fondi statali. Le parole di Berlusconi, mi vergogno solo a scrivere il suo nome, suonano come una forbice che quel filo lo taglia definitivamente. Un essere che gioca in questo modo con la morte delle persone, non può avere a cuore la loro vita. Eppure le orecchie degli italiani, e non solo purtroppo, hanno dovuto sopportare anche questa onta: il Presidente del Consiglio sconfiggerà il cancro entro 3 anni! Lo ha promesso agli italiani, e visto che il tumore è una piaga universale, lo ha promesso al mondo intero. Verranno da tutto il mondo per votarlo e in questi 10 giorni non meravigliamoci se dovessero scrivere in tutta fretta un decreto legge che renda libere e temporanee per gli stranieri le iscrizioni agli uffici anagrafici dei soli comuni e regioni in cui si vota. Alla decenza dunque non c’è mai fine. Ma sappiamo bene che l’individuo in questione, già poco decente di suo, di decenza ne ha ormai davvero poca e la prova è proprio l’ultima promessa. Ultima in senso cronologico non in senso biblico purtroppo e la bibbia e Dio, per chi un dio ce l’ha, non ci vengono per niente in aiuto. Ci si chiede quale possa essere la prossima promessa. Il mondo intero è in trepida attesa.

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