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Il gobbo

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E quante se ne sono sentite in questi giorni. Tutte le solite vecchie scontate retoriche spesso false cose che si dicono quando muore qualcuno.

Mi sembra di sentire ancora qualcuno che diceva di mio nonno “brav’uomo”. Mio nonno era un uomo cattivo, cosi cattivo che la morte lo ha schifato per 93 anni. Non è un caso invece, che mio padre sia morto a 69 anni.

Mio nonno era cosi cattivo, ma cosi cattivo che anche Belzebù, secondo me, ha creato una dependance nell’inferno dove farlo stare in pace per paura che gli fottesse il posto. Mio nonno era cosi cattivo che non avevo un nonno. E anche per lui, forse, perché io non c’ero, qualcuno, il giorno del suo funerale, avrà detto “era una brava persona”.

Giovane proprio no. E su… a 93 anni era anche ora che se ne andasse sottoterra, buono o cattivo che fosse, per cui giovane proprio non lo era. Ma anche a lui, anche a quel diversamente buono di mio nonno, qualcuno ha detto che era un brav’uomo.

Allora in questi giorni mi hanno costretto a ripensare a mio nonno.

Si è spento infatti, Giulio Andreotti. 94 anni. La sua età politica è coetanea dell’istituzione repubblicana. Si è assistito in questi giorni ad una delle più maestose sagre dell’ipocrisia italiane. Qualcuno ha anche detto di lui “grande statista”, politico esemplare… ecc ecc ecc.

Giulio Andreotti è una delle persone più losche che la nostra repubblica abbia mai conosciuto. Uno che da morto si è portato con se tanti di quei segreti e di quegli omicidi irrisolti che la mente umana forse non ne ha immaginazione.

Giulio Andreotti ha lasciato ombre della sua piccola e gobba statura dovunque. Ombre sul rapimento e omicidio Moro. Ombre, ma quasi provate certezze, su collusione diretta con la mafia, reato però ovviamente prescritto con una sentenza che recita “un’autentica, stabile ed amichevole disponibilità dell’imputato verso i mafiosi fino alla primavera del 1980”.

Omicidio Pecorelli, in cui i sospetti indicano come mandatario proprio “il gobbo di nostre dame”. Pecorelli era in possesso di informnazioni che avrebbero potuto distruggere politicamente il gobbone e per questo motivo sarebbe stato ucciso. Pochi giorni prima di morire, Pecorelli incontrò il Generale Dalla Chiesa e in quella occasione gli avrebbe consegnato tale documentazione: il resto è storia triste!

Piduista incallito, amico di Licio Gelli e del banchiere Michele Sindona con cui provò a salvare dal crack finanziario la Banca Privata Italiana ma non vi riuscì. Sindona finì in galera proprio per il crack di alcune sue banche e per l’omicidio (o meglio, fu suicidato) di Ambrosoli, (liquidatore della Banca Privata Italiana… oibò) da cui non ne uscì mai vivo, grazie ad un caffè corretto (al cianuro).

Roberto Calvi fu suicidato anche lui sotto un ponte a Londra. Mani legate dietro la schiena, pietre legate ai piedi, una corda al collo: suicidio!

Ma senza dilungarci troppo sulle “opere” del gobbaccio malefico, finalmente anche il suo tempo è andato.

Però anche lui, in vita, adesso ch’è morto, è stato un brav’uomo.

Sarà anche stato un brav’uomo, ma finalmente è morto. Purtroppo per alcuni, l’unico modo per toglierseli di torno è il trapasso.
Ora comincio quasi a provare compassione per Lucifero… ne avrà di rogne adesso che nella dependance dell’inferno, insieme a mio nonno c’è anche il gobbo. Fossi in lui mi preoccuperei davvero.

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