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La crisi di Mastella

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Berlusconi ha messo la minigonna, ha mostrato la giarrettiera e Mastella fa l’occhio da pesce lesso. È il destino dell’Italia purtroppo. Chi col centro va in centro viene preso… in pieno. Ed è proprio quello che è capitato a Prodi. A nulla è servita l’esperienza di Buttiglione, ondeggiante poltronofilo passato da sinistra a destra, da destra a sinistra, da sinistra a destra fino a perderne il conto. Intanto la destra è più unita che mai. Dopo gli insulti scambiatisi fino a qualche giorno fa, Fini va di nuovo a braccetto di Berlusconi in giarrettiera. Casini alza le mani al cielo ringraziando il signore per la mastellata e già comincia a pensare a che poltrona elemosinare a Berlusconi. Mastella, da parte sua, consapevole del fatto che lui e la giustizia sono come i calzini corti e bianchi sotto un vestito nero, visto l’esito del processo a Cuffaro, sa benissimo a quale manifesto appiccicare il suo bel faccione per le prossime elezioni. In Italia, ogni inquisito, diventa automaticamente perseguitato e gli inquisitori diventano di riflesso inquisiti. E noi elettori cosa possiamo fare? Goderci lo spettacolo di questo teatrino squallido e pietoso. Andare mediamente una volta ogni tre anni a mettere una X su di una scheda elettorale e sperare che quella X duri per 5 anni. Ma ogni tanto, troppo spesso, c’è un centrista che ondeggia di qua e di la, fiero di essere l’ago di una bilancia che pesa la stabilità economica di ogni famiglia italiana. Stavolta è toccato a Mastella. E ne va fiero. Sua moglie è inquisita e lui se la prende con la magistratura e manda in minoranza il governo. E ne va fiero. Ne fa un vanto. Si vanta di far cadere il governo così il terremoto mediatico che ne scaturirà, offuscherà completamente la vicenda giudiziaria che lo riguarda. Va fiero di essere l’autore della crisi di governo, come se la crisi di governo riguardasse solo il governo e i suoi membri. Tanto anche in crisi, lui rimarrà sempre uno stipendiato doc degli italiani. Di clemente stavolta c’è rimasto davvero poco, e poco clemente dovrebbe essere anche il consenso degli Italiani. Già è partita la campagna pubblicitaria, attraverso la quale, si sta convincendo l’opinione pubblica che la speranza è che si torni a votare, e a votare con una orribile legge elettorale, regalo del precedente governo, regalo di Berlusconi. Regalo a Berlusconi le elezioni anticipate. Prima che il governo Prodi abbia modo di mettere mani alla scandalosa legge sul conflitto d’interesse. Questo è il prezzo da pagare per le alleanze con i centristi convinti. Con quelli fieri di essere la causa di crisi di governo. Con gli incapaci di governare. Per il “Financial times” siamo il paese peggio governato d’Europa, gli si può dare torto? Non penso proprio. Il “Financial times” però, non si rende conto di una cruda realtà: gli Italiani sono il popolo peggio governato d’Europa!

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