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L’altro sono io

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In Italia, una persona su due dichiara al fisco meno di 15000 euro. L’altro sono io.

E già… perché la mia dichiarazione dei redditi segna un sonoro 41mila euro lordi, quelli cioè che usa Monti per farmi pagare le tasse mentre un più soft 30.642,57 euro netti, quelli cioè utilizzati per usufruire delle detrazioni.

Porca vacca però… il mio stipendio netto, i soldi che riesco a spendere ogni mese, la voce “Totale netto erogato” sulla mia busta paga, è esattamente 1900 euro.

Io ovviamente sono uno ricco perché quando Monti fa le sue statistiche io guadagno 41000 euro all’anno ma Monti non sa che appena arriva lo stipendio ho già speso 1000 euro tra affitto e abbonamenti vari per andare a lavorare. Con il restante ci devo pagare la nuova accise sulla benzina, le bollette e i loro aumenti mensili, la spesa per mangiare, bollo e assicurazione per la macchina, mantenere due figli di 7 e 3 anni e altre spese di ordinaria follia necessarie a vivere.

In Italia, una persona su due è disoccupata o è precaria. Per fortuna l’altro sono io. E siccome siamo in Italia, non me ne frega un cazzo di chi è precario perché io un lavoro stabile ce l’ho. Poco importa se la mia amica Concita, 40 anni freschi freschi, spende 400 euro al mese per andare ogni giorno da Napoli a Roma e non essere sicura di riuscire a trovare una supplenza in una scuola. Ormai è così precaria che il suo precariato è più sicuro della morte dice.

In Italia, una persona su due vive con la mamma… è mammone. L’altro sono io. Lo hanno detto quasi tutti i ministri e sottosegretari di questo governo che hanno il figlio col posto fisso grazie al padre o alla mammina. Lo ha detto anche la Fornero. Quella delle balle stratosferiche sugli esodati. Quella che non riesce a dire “sacrifici” e piange. Quella che combatte il posto fisso ma sua figlia ne ha addirittura due. Docente universitaria, dove lavorano mamma e papà (a proposito di mammoni) e responsabile in una società attiva nel campo della ricerca.

Solo un italiano su due andrà in vacanza quest’anno. L’altro sono io. Devo dirvi il perché?

Il 10% degli italiani detiene più della metà della ricchezza dell’Italia. Ogni 10 italiani, quindi, ce n’è uno che detiene la metà della ricchezza di tutti e 10… e non sono io. Io faccio parte degli altri nove.

Ricordo quando andavo a scuola. C’era sempre una ragazza di facili costumi che l’aveva data a mezzo istituto… io stavo sempre dall’altra metà.

Ma sono solo il 10%… tanto vale lasciarli tranquilli. Tanto vale lasciare al rimanente 90% il peso dei sacrifici. Il 50% degli italiani detiene appena il 10% della ricchezza dell’intero paese. Immaginate adesso quanti grilli hanno per la testa metà degli italiani. A proposito di grilli, proprio oggi, il ministro Grilli, ha detto che la parola “patrimoniale” non fa parte del suo vocabolario. Mi chiedo se ne faccia parte la parola “vaffanculo”.

Il ministro Grilli, che di grilli per la testa non ne ha mai avuti, è dipendente pubblico da tempo immemore tra ragionerie di Stato e ministeri vari con stipendi mensili almeno a 5 cifre. Figuriamoci se ha mai studiato il termine “patrimoniale”. D’altro canto, se 9 italiani su 10 non proferiscono parola se la benzina ieri è aumentata di altri 5 centesimi grazie alla nuova accise del governo Monti, perché andare a rompere le palle a quel 10% di ricchi che invece potrebbero comprarsi una rivoluzione?

In casa mia, un maggiorenne su due ha sempre ragione… l’altro sono io.

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