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Le vittime di Mauro Moretti

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Ancora un ritardo, l’ennesimo. Ma la lettera “n” non rende bene l’idea ormai del numero dei ritardi che siamo costretti a subire. A procurarci questo disagio? La domanda è retorica, la risposta è scontata: Trenitalia. La beffa più dolorosa però, è che il riferimento a Trenitalia è generico in quanto, chi ci procura il disagio è proprio il suo fiore all’occhiello: l’Alta Velocità. Ormai le nostre segnalazioni hanno superato di gran lunga la dimensione matematica che la lettera “n” ci suggerisce e sono diventate noiose e ripetitive e forse proprio in questa classificazione sta la spiegazione della risonanza che si da a questo fenomeno. Si, forse si pensa che le segnalazioni di inefficienza sono eccessive per un servizio così innovativo, sicuro e tecnologicamente più avanzato al mondo e grazie al quale, l’AD di Trenitalia, Mauro Moretti, ha recentemente ricevuto un premio “Le ragioni della politica”. Eppure anche stasera, Trenitalia si è indebitamente appropriata di 30 minuti appartenenti alla vita di mio figlio che avrebbe dovuto trascorrerli con il suo papà. Questo non è avvenuto. Altri 30 minuti rubati all’infanzia di mio figlio. Intanto, mentre sarei dovuto stare a comporre il puzzle del leone della foresta, ed insegnare a mio figlio a comporlo, ero fermo tra le campagne della ciociaria, ad ascoltare il seguente messaggio del capo treno: “Siamo in attesa di informazioni dalla centrale operativa circa la causa della sosta”. Informazioni che dopo 15 minuti sono puntualmente arrivate. Infatti il capo treno ha diffuso la seguente comunicazione: “a causa della temporanea perdita del segnale satellitare, il treno ha maturato un ritardo di 15 minuti. Ci scusiamo per il ritardo”! Io sono arrivato a casa con mezz’ora di ritardo sull’orario previsto che se aggiunto all’orario previsto di arrivo, le 20.30, vanno a cancellare tutto il tempo che avrei dovuto dedicare a mio figlio di 2 anni e mezzo. Chi me lo rende questo tempo? Chi mi risarcisce del tempo che Trenitalia ha rubato all’infanzia di mio figlio? Chi mi risarcisce i danni che mi procura Trenitalia? In un momento politico in cui si ritorna a parlare di lavori usuranti, bisognerebbe seriamente valutare l’usura che il malfunzionamento ferroviario procura ai pendolari. A tutto questo va aggiunto lo stress procurato dal disservizio, quello strettamente legato alla permanenza in aperta campagna, va aggiunto lo stress procurato dal pensiero di dover pagare lo straordinario alla baby sitter o dover recuperare ore di lavoro se il ritardo è accumulato durante il viaggio di andata, lo stress accumulato grazie al capo treno scostumato che risponde alla richiesta di spiegazioni con la frase “prendetevi l’elicottero”, lo stress accumulato pensando che da pendolare non ho diritto ad alcun rimborso, lo stress accumulato al solo pensiero che il servizio di Alta velocità dovrebbe essere efficiente per definizione invece per definizione è un servizio assolutamente affine ai disservizi offerti da Trenitalia e infine, lo stress accumulato al pensiero che a gennaio aumenteranno ancora le tariffe. Ma le sorprese non finiscono qua, d’altronde era anche uno slogan di Trenitalia. Ora capisco il perché. Sembra infatti, ma la notizia è ufficiale, che i tre dirigenti dell’azienda, si siano raddoppiati lo stipendio: 2.6 milioni di euro l’anno procapite. Complimenti. Gli aumenti delle tariffe non servono dunque a fornire un servizio migliore, servono a pagare l’aumento di stipendio dei manager di Trenitalia. Vieni a dirlo in TV, tavarish Mauro. Vieni a giustificare adesso gli aumenti delle tariffe. E vieni a spiegarci perché pensi di meritare uno stipendio 130 volte superiore al mio. Fino ad oggi, tu e i tuoi predecessori siete stati bravissimi a spendere i fondi statali ed europei per darci un’alta velocità vergognosa dal punto di vista dei costi e dell’efficienza. L’aumento di stipendio per cosa? Per esser riuscito ad aumentare le tariffe? Il premio poi, perché a Moretti? I treni erano sicuri prima come adesso, in ritardo prima senza la TAV, e lo sono adesso, TAV compresa. Erano sporchi prima e con le pulci adesso? Allora il premio chi lo ha inventato? Mauro Moretti forse? Si è premiato da solo? Noi non siamo stupidi. Io perlomeno non lo sono e sarei grato se qualcuno volesse aiutarmi a far capire alla gente che Antonio Trani non è uno stupido. Ma dubito che ci possa essere una fonte di informazione più efficace della mia voce per diffondere questo mio stato d’animo. Noi pendolari in fondo, siamo gia abbastanza rassegnati a questo stato di cose. Abbiamo la pazienza temprata e prendiamo il buono anche dallo stress che ci procura Trenitalia. Il pendolarismo mi ha insegnato il tresette; a qualcuno, più assetato di cultura, da il tempo per un buon libro; a qualcun altro, se il pendolarismo toglie tempo per un cinema la sera, il pendolarismo da la possibilità di un film al pc in treno. Qualcuno ascolta l’ipod, qualcuno socializza e basta, gruppetti di donne cuciono e scuciono pettegolezzi, e c’è anche tempo per essere romantici. Ci si innamora in treno, ci si frequenta fuori. Amori più o meno leciti, e considerato il tempo trascorso coi colleghi pendolari e quello trascorso con il proprio compagno/a, non c’è affatto da meravigliarsi se si intrecciano relazioni extraconiugali. A me adesso, sta dando il tempo il tempo per queste emozioni. Grazie dunque sig. Moretti. Grazie capotreno, e meno male che non ho preso l’elicottero ma il treno in ritardo.

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