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Legge anti-anticorruzione

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Certo che con le classifiche non siamo messi benissimo. Nel ranking FIFA, per esempio, la prima squadra di calcio italiana è l’Inter, al settimo posto. Per questa caduta in classifica, adesso per la Champions League, hanno diritto all’accesso solo 3 squadre italiane e non più quattro. Colpa delle prestazioni dei calciatori italiani.

Anche la nazionale di calcio non se la passa bene. All’ultimo mondiale, per esempio, non eravamo nemmeno teste di serie. Più che teste di serie eravamo teste di… ma non è certo una deduzione calcistica. D’altronde, un calciatore che guadagna qualche milione di euro all’anno e vende le partite per qualche decina di migliaia di euro, cos’altro può essere se non una pura testa di cazzo?

Ma noi Italiani con le classifiche non ci andiamo tanto d’accordo. Per esempio, ce n’è una, quella sulla libertà di stampa, che ci vede al 61° posto in graduatoria. Certo, dopo di noi ci sono ben 118 paesi, ma davanti, ce ne sono ben 60. Immediatamente dietro, troviamo la Repubblica Cetroafricana, Sierra Leone e basta altrimenti svengo.

Ma forse la classifica più bella è quella sull’indice di corruzione dei paesi. L’italia, al 69° posto insieme al Ghana e dopo il Ruanda, Namibia e Portorico.

Che dire… in fatto di onestà non siamo proprio delle cime.

In Italia è cosi difficile trovare persone oneste e incensurate che per provarci bisogna raschiare il fondo del barile.

La corruzione in Italia non esiste. Anzi… per corrompere qualcuno, vengono indetti veri e propri bandi di gara rigorosamente truccati. Si aggiudica il bando chi paga la bustarella più consistente. In Italia, ci sono così tanti corrotti che i pochi Italiani non corrotti, sono arrivati a Lampedusa via mare pagando bustarelle. In Italia la corruzione è così amalgamata con le istituzioni che se non hai almeno un avviso di garanzia non puoi candidarti in parlamento. In Italia la corruzione è così radicata nel tessuto sociale che per prendere il numerello all’ufficio postale, devi pagare il pizzo. È così legale che se paghi le tasse ti viene un controllo della finanza, se non le paghi ma hai la Ferrari, non ti caga nessuno.

Però adesso basta. I politici, quelli di cui sopra, si sono stancati di essere additati come corrotti, mafiosi, camorristi e parassiti e allora, dopo aver sudato 7 camice, forse 8, questi cervellotici hanno steso il progetto “Italia pulita”.

All’inizio era: “fuori i corrotti dal parlamento” ma poi i conti non tornavano. Dei quasi mille parassiti, (d)epurati dai corrotti, rimaneva solo qualche commesso. Allora hanno pensato “rimettiamo i corrotti e togliamo i mafiosi” ma fatta la conta, non restava nemmeno il barbiere da 15000 euro al mese.

E se rimettiamo dentro i mafiosi e togliamo i camorristi? Ma Cosentino s’è incazzato come un mastino napoletano e hanno stralciato anche questa norma.

Insomma, la situazione è davvero complicata. Qualcuno da dentro ha anche proposto, per portare a compimento l’operazione parlamento pulito, di cambiare l’impresa di pulizia ma sembra non ci sia abbastanza tempo per fare una nuova gara d’appalto e truccarla a dovere.

Ma qualcosa bisogna pur farla. Allora in quattroequattrotto in fila per tre col resto di due, ecco votare la nuova legge anticorruzione con ben tre voti di fiducia visto che nessuno si fida più. Una bella mazzetta di banconote a chi vota le legge.

Innanzitutto entrerà in vigore nel 2018, giusto per dar tempo ai già politici corrotti di smettere di rubare piano piano, come si fa col vizio del fumo. Del resto, smettere di colpo può far male e noi non vogliamo il male di nessuno.

Nessun condannato in via definitiva potrà più assumere cariche istituzionali/politiche. La norma, ovviamente, non riguarda i condannati al solo primo grado di giudizio. Un esempio: Cosentino, la cui procura ha chiesto, o meglio, ha supplicato l’arresto, se verrà condannato in primo grado, potrà ricandidarsi. Se verrà rieletto, bisognerà aspettare i tempi per il processo d’appello sempreché venga concessa l’autorizzazione a procedere da parte del parlamento, che ha negato, per ora, proprio l’arresto del deputato PDL.

Per quanto riguarda il confettino al PD invece, c’è la cosiddetta norma “salva-Penati” che prevede la riduzione degli anni per la prescrizione per alcuni reati di concussione.

Insomma, un bel minestrone davvero. Ce n’è per tutti e per tutti i reati. E per sei anni una bella scorpacciata di corruzione prima di togliersi il “vizio”.

La dieta? La comincio domani!

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