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Malarazza

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Nostalgia canaglia (Il quarto stato)
Nostalgia canaglia (Il quarto stato)
Avanti popolo, alla riscossa, e non importa se la bandiera è rossa o di un altro colore, quello che importa ormai, se proprio non è una riscossa, che almeno sia una semplice scossa perché da questo torpore funebre bisogna prima o poi uscire. Uscirne prima possibile però per evitare di uscirne morti o semplicemente malati terminali irrimediabilmente destinati al decesso. Sta andando tutto troppo storto che sembra proprio la retta via, l’unica via percorribile, come quella degli operai FIAT, che devono scegliere se essere derubati del lavoro o dei diritti Le condizioni sono state dettate ma non ancora imposte e l’unica soluzione è proprio l’imposizione. O così o niente. O schiavi o disoccupati. Non c’è via d’uscita. Non c’è alternativa purtroppo. Non di quelle percorribili da onesti cittadini e padri di famiglia almeno. Ma evidentemente, e fortunatamente, gli “schiavi” non sono ancora disperati. Solo della disperazione bisogna aver paura. Una persona disperata non è più schiava di nessuno, nemmeno della sua ragione. Allora il furto del posto di lavoro provoca un’impennata della disperazione con effetti relativamente immediati e soluzioni altrettanto veloci mentre il furto dei diritti provoca un aumento della disperazione lento e lacerante con una relativa perdita costante di ragione e danni sociali molto più ampi. Non si sa se questo clima riduce la ragione o aumenta la disperazione ma certo non porta giovamenti. Il blocco delle retribuzioni statali a fronte dei continui e incessanti aumenti dei prezzi di quei beni necessari, non effettua certo un fattore stabilizzante ne della ragione ne della disperazione, anche per chi un lavoro, ancora stabile, ce l’ha. Avanti o popolo allora, e alla riscossa perché la “malarazza” abbia un po’ di quella giustizia che si merita. E Gesù disse: “Cu vole la giustizia si la fazza! Nisciun’ormai ‘cchiù la farà pi’ ttia! Ascolta bene sta sintenzia mia, ca iu ‘nchiudatu in cruce nun saria s’avissi fattu ciò ca ricu a ttia! Tu ti lamenti ma che ti lamenti Pigghia nu bastune e tira fora li denti”

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