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Meglio tacere e far finta di essere stolti

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La Santanché e l'uomo invisibile
La Santanché e l'uomo invisibile
“Ci vuole più coraggio a parlare che a tacere” ha detto il ministro dell’economia, certo è che ci vuole coraggio anche a sparare le cazzate che spara lui. Vorrei fare la riforma del fisco ma non ci sono le risorse. Oh che bella scoperta. Vorrei comprarmi una Ferrari Testa Rossa ma non ho le risorse necessarie. Vorrei andare in vacanza 11 mesi all’anno e riposarmi il rimanente mese ma non ho i fondi necessari per girare il mondo. Vorrei continuare a fare i festini giù nel Bunga Bunga ma non posso. Vorrei… ma non posso. E mentre Berlusconi continua i festini fuori da Arcore, Flavio (Briatore) e la Dani (Santanché, nella foto con l’uomo invisibile), al telefono disquisiscono sulle condizioni di salute del premier, evidentemente bisognoso di cure “è malato” dice infatti il Flavio. La Dani, per non tradire il suo datore di lavoro, si difende dicendo che lei ascoltava solamente. Come cita oggi l’agenzia internazionale per il nucleare, intorno a Fukushima c’è un’alta concentrazione di stronzio, noi in Italia, in parlamento, abbiamo un’altra concentrazione di stronzi. Finalmente però gli italiani sembrano rendersene conto e dopo lo schiaffo delle amministrative, arriva il nuovo cappotto a Berlusconi. Il plebiscito venuto fuori dal referendum che rispedisce al mittente la privatizzazione dell’acqua, l’ipotesi suicida del nucleare ma, soprattutto, il tanto amato dal Presidente del Consiglio legittimo impedimento. Gli italiani non ritengono legittimo nessun tipo di impedimento a presentarsi davanti ai giudici, sia egli il Presidente del Consiglio, sia egli un pinco pallino qualunque. Il 57% degli aventi diritto infatti, si è recata alle urne malgrado il consiglio costituzionale di non andare a votare, di non interessarsi della vita civile del proprio paese. Di abbandonare quel po’ di senso civico appena percettibile ormai nella maggior parte degli italiani. Nonostante questo dunque, il 57% degli italiani è andata a votare. Di questo 57%, il 95% ha deciso che nemmeno il premier può innalzarsi al di sopra della giustizia e ha rispedito al mittente, insieme agli altri quesiti, anche quello sul legittimo impedimento. Volendo essere pignoli, se il 57% degli aventi diritto al voto è andata alle urne, e il 95% di questi ha votato si al legittimo impedimento, otteniamo che un bel 54% degli italiani che votano, si è stufata di berlusconi, del suo governo, del suo desiderio (ma soprattutto necessità) di farsi leggi ad personam evidentemente per non andare in galera. La Santanché, con sprezzo verso il pudore, ha dichiarato che hanno vinto. Che la Santanché fosse di larghe… vedute ce ne eravamo accorti tutti, anche lei, abituata a tenere larghe altro piuttosto che le vedute ma da qui a dichiarare di aver vinto il referendum, ci vuole più coraggio di quello che spinge Tvemonti a dire le cazzate che dice. E torna di moda un vecchio proverbio: meglio tacere e far finta di essere stolti, no parlare e togliere ogni dubbio! La Santanché in effetti parla troppo anche se ormai dubbi non ne abbiamo più. Berlusconi intanto prende atto del risultato referendario e a Benjamine Netanyahu, illustra il Bunga Bunga dell’800: “questo sono io e questo è Apicella”. Di Apicella ai Bunga Bunga non si era mai sentito… che fosse un lapsus freudiano…

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