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O cor int o zucchero

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Ore 9.21! L’attesa si fa estenuante. I fedeli fiduciosi che la fede rimanga fedele alle aspettative sono in trepida attesa. Il Cardinale Sepe, quello degli appalti del G8, cerca di sciogliere il ghiaccio prima di sciogliere il sangue dell’ampolla sacra. Ore 9.22! Il miracolo c’è stato! Il sangue di San Gennaro anche quest’anno si è sciolto puntuale. Come il ferragosto. Cadenzato, periodico, regolare come la luna e le sue fasi, miracoloso come il cappuccino ogni mattina, come la sveglia birichina. Come ogni festa comandata, come il miracolo del compleanno, festeggiato con le candeline perché ci avvicina ogni anno di più alla morte. Ormai si scioglie così puntuale che il vero miracolo sarebbe se il sangue non si sciogliesse, presagendo una catastrofe che forse farebbe un bel po’ di pulizia, anche tra quelli in attesa in cattedrale, col rosario in mano e con la fedina penale lunga un chilometro. E invece niente. La noia dell’abitudine. Nessuna sorpresa. Le vecchiette piangono di felicità. Le vecchiette in chiesa piangono sempre. Ai funerali, ai matrimoni e ai battesimi. Napoli oggi s’è svegliata “co’ cor int’ ‘o zucchero” perché un pizzico di sangue, di quel miracolo avvenuto in mattinata, ha inondato il Luigi Ferrarsi di Genova verso le 22.25 di ieri, quando Cavani mette in rete la palla del 2 a 1 per il Napoli. Non poteva mancare la vittoria del Napoli nel giorno del miracolo di San Gennaro perché a Napoli la fede ha un significato tutto suo.

Il sangue di San Gennaro
Il sangue di San Gennaro
Ma il Cardinale Sepe, l’amico di Balducci & Co, sfodera la mannaia e colpisce i fedeli con parole pesanti. Esorta tutti a un esame di coscienza e fa “mea culpa” vestendo i panni della chiesa intera, rea di “non aver saputo amare abbastanza”, tranne “l’amore” sempre più dimostrato e meno provato per i bambini. Il sangue si è sciolto. Lo hanno visto tutti. Migliaia di fedeli, anche quest’anno, sono stati testimoni oculari del miracolo e solo di quello per carità! Come sia stato prelevato il sangue del Gennaro più famoso del mondo nessuno se lo chiede. Come sia stato possibile versarlo in un’ampolla sottovuoto più di 1700 anni fa resta ancora un mistero, un dogma visto che non v’è prova storica dell’esistenza di un Gennaro nel IV secolo d.c.. L’importante è che il sangue si sciolga ogni anno, il 19 settembre, tra le mani di un ciarlatano qualunque. La sua liquefazione è di buon auspicio. Se non si sciogliesse sarebbe un cattivo presagio per il popolo napoletano. Nonostante ogni anno San Gennaro faccia il suo miracolo, a Napoli nulla cambia. Se un giorno il sacro sangue non dovesse sciogliersi, cosa potrebbe accadere di peggio ai napoletani di quello che già sono costretti a sopportare quotidianamente? È solo il Vesuvio l’unico timore per i napoletani? E pensare che col Concilio Vaticano II, circa cinquanta anni fa, la Chiesa decise di “depennare” alcuni santi dal calendario tra cui anche San Gennaro. L’ira dei napoletani allora, convinse il concilio a mantenere la tradizione. Quindi, la popolazione venera un santo che la chiesa ha mantenuto per convenienza? Per paura di perdere tifosi delusi? Nell’attesa del noioso prossimo miracolo, mi gusto il miracolo di altri 365 cappuccini.

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