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Poveri ricchi

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il ministro welfare elsa fornero lacrime

È doverosa una premessa: fino ad oggi, ma non in futuro, ho sempre votato, nell’ordine, PCI, PDS, DS e PD, ma… ma… scusatemi… mi scusi onorevole Bersani, visto che lei è più erudito del sottoscritto, me la da una spiegazione letterale del termine “equità”? No perché, io non penso di essere ignorante, e penso di avere anche un bagaglio grammaticale abbastanza forbito ma l’utilizzo che si sta facendo in questi giorni del termine “equità e austerità” mi hanno messo in leggero imbarazzo con me stesso.

Equità nella manovra che dovrebbe salvare l’Italia e gli Italiani. Ne abbiamo avuto tutti un accenno di quella equità che è stata e si sta ancora sventagliando e anche dell’austerità.

Ma per aumentare l’IVA e reintegrare l’ICI c’era davvero bisogno di creare un nuovo stipendio da senatore? C’era davvero bisogno di un “tecnico” del calibro di Monti? Beh ma allora Tvemonti è da considerarsi un vero e proprio guru della finanza. Almeno lui ha avuto l’ardire di bloccare gli stipendi degli statali per 3 anni. Monti invece, ha avuto la capacità di ridurli.

il ministro welfare elsa fornero lacrimePerò a pensarci bene non c’è solo l’aumento dell’IVA e l’ICI nella manovra… no. Abbiamo un sontuoso 1,5 % di prelievo sui capitali scudati. Da rabbrividire. A sentire alcuni parlamentari, siamo terrorizzati noi Italiani, siamo preoccupati. Ci preme la salute dei nostri amministratori. Ci preme così tanto che ancora non facciamo una rivoluzione per prenderli a calci nel culo.

Dini, per esempio, che qualche giorno fa ha dichiarato che lo stipendio di un parlamentare italiano è in linea con la media europea. Ma dico, sig. Dini, ma le sue parole non sono solo un’offesa alla mia persona, lo sono anche per la mia intelligenza.

Nonostante il costo della vita in Germani sia il doppio di quello italiano per esempio, un parlamentare tedesco guadagna la metà di quanto guadagna lei e lei non ha nessuna vergogna di apparire in televisione? Oltre a vergognarsi per quel suo grugno che sta all’occhio come la cacofonia all’orecchio, ma non si vergogna di avere una moglie condannata a 2 anni e 4 mesi per bancarotta fraudolenta? Non si vergogna di essere entrato in politica chiamato come tecnico ed aver piantato le radici e il suo culo flaccido su quella poltrona da anni? Ma perché non si ammazza da solo e ci risparmia anche il desiderio di commettere un reato? Così come la senatrice del Pdl Laura Allegrini, poverina, stressata perché dallo stipendio parlamentare non le rimane nemmeno la parcella per la psicanalista che deve curarle lo stress provocato dal lavoro di senatrice?

Oppure vogliamo parlare della Mussolini? Ma perché anche lei non finisce finalmente come il nonno invece di continuare a sbraitare come una vaiassa blaterando che il taglio ai loro stipendi equivarrebbe a mandarli nudi per strada? Forse questo è un desiderio recondito della nipote del duce non certo la realtà dei fatti. Oppure il senatore Pdl, manco a dirlo, Francesco Giro “tagliateci direttamente la testa, fate prima”. E poi c’è Gioacchino Alfano (dal cognome s’intuisce l’estrazione politica) “Ulteriori tagli? Sono lama sulla mia pelle già martoriata. Sono il nonno più giovane del Parlamento, il mutuo mi pesa tanto e non arrivo a 5 mila euro. Ma nessuno ha un pizzico di comprensione di noi poverielli”. Cinquemilaeuro? Brutto deficiente di un senatore, visto che probabilmente ti riuscirebbe male pure il suicidio, chiedi a qualcuno dei succitati di ammazzarti prima di suicidarsi. E potrei continuare ancora almeno per 3 o 400 citazioni onorevoli.

Onorevole Bersani dunque, mi spiega quali sono le misure che ancora oggi vengono definite di “equità”? E la benzina? È bastato l’annuncio dell’aumento dell’IVA al 23 % ed è aumentata di 15 centesimi. Ma chi la paga la benzina? Lei onorevole Bersani? No di certo. La benzina la paghiamo noi, quelli con lo stipendio bloccato. Quelli che non scaricano l’IVA sul 730. Quelli che forse fanno il 730 e quelli che non hanno nemmeno la fortuna di poterlo fare. Quelli che quando portano il figlio dal pediatra, non chiedono la fattura per risparmiare oggi 5 euro pur di vedersene rimborsati 2 o 3 fra un anno. La paga chi non chiede la ricevuta al macellaio perché non sa che farsene di altra carta che produce solo spazzatura. E la spazzatura costa, caro Bersani. Grazie a Berlusconi che tolse l’ICI, il sottoscritto paga oggi 470€ l’anno di spazzatura che non diminuiranno dopo il reinserimento dell’ICI e ci toccherà pagare l’una e l’altra tassa. La paga chi per andare a lavoro paga un trasporto pubblico più caro grazie al taglio dei fondi agli enti locali. La paga chi spera di non ammalarsi solo per non dover farsi fare una ricetta e pagarne il ticket. La paga chi deve andare a lavoro per forza altrimenti rischia che il suo posto da precario gli venga revocato. La paga chi non ha i voli di stato. La paga chi non deve pagare l’1,5% perché non ha mai nascosto all’estero denaro che non ha mai avuto. La paga chi non ha conti correnti sparsi per le banche di tutto il mondo. La paga chi non può prendere per il culo il prossimo dicendo che lo stipendio di un parlamentare non è poi così alto, come disse quel cretino di Mastella.

Oppure l’Ici? Vogliamo parlare dell’Ici e di tutti gli alberghi del Vaticano che non pagano alcuna tassa e che a Roma non pagano nemmeno l’acqua all’ACEA? E la patrimoniale doc’è finita? Quella patrimoniale senza della quale non sarebbe passata nessuna manovra. Parole sue sig. Bersani.

Vuole ancora sapere quali sono le spalle che sorreggeranno, o almeno ci proveranno, anche questa crisi? E che glielo dico a fare Sig. Bersani, lo sa benissimo. Del resto per noi la parola equità non sta scritta nemmeno più nei vocabolari che non possiamo comprarci e la parola austerità significa semplicemente assuefazione, abitudine, rassegnazione.

Ecco chi pagherà la crisi e la manovra che anche lei definisce “equa”. Per ora paghiamo noi caro Bersani, ma non si preoccupi, prima o poi, qualcuno verrà a chiedere il conto anche a voi poveri ricchi.

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