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Senza tetto

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Sono tanti oggi i senza tetto. Quelli che hanno la fortuna di guardare il cielo giorno e notte. Quelli la cui stanza non ha più pareti, come romanticamente cantava Gino Paoli.

Senza tetto. Qualcuno il tetto gliel’ha portato via. Qualcosa o qualcuno. Qualcosa e qualcuno. Un terremoto in 20 secondi gli ha cancellato i sogni di una vita. Resettato di colpo i sacrifici di decenni. Evaporato in un attimo ettolitri di sudore. Annientato le solide fondamenta di una intera famiglia riducendole in un cumulo di macerie che nessuno riuscirà mai adeguatamente a risarcire nonostante gli ipocriti spot elettorali di promesse inevitabilmente mai mantenute.

Poi ci sono i senza tetto che un tetto non possono permetterselo. Quelli a cui Equitalia ogni tanto ruba la casa o quelli che ultimamente non riescono più a pagare l’affitto.

C’è crisi. C’è grossa crisi. C’è così tanta crisi… c’è una crisi così grossa che ultimamente è sorta una nuova categoria di senzatetto: le pensioni d’oro!

Siccome la crisi è davvero grossa, e per la teoria del cetriolo e dell’ortolano più è grossa e più fa male, i politici che ci governavano prima, evidentemente, si sono accorti di essere incapaci di tirarcene fuori e si sono affidati ad un manipolo di tecnocrati banchieri. O forse, proprio in quanto politici, secondo i canoni che essi hanno dato negli ultimi decenni al temine “politica”, hanno pensato di rassegnare il mandato ad altri così da non dover spiegare agli Italiani la responsabilità del tracollo finanziario. Nell’una o nell’altra spiegazione comunque, è palese il loro fallimento e la nostra inettitudine.

Però questi tecnici si sono subito messi al lavoro e il frutto di questo alacre lavoro è stato immediatamente percepito dal popolo… solo che il “frutto” non era proprio un frutto, bensì un ortaggio: il cetriolo!

Ma torniamo alla nuova categoria di senzatetto: le pensioni d’oro.

Il decreto sul taglio delle spese, in approvazione alla camera, o più tecnicamente detto “Spending review”, fa trendy, prevedeva un tetto alle pensioni d’oro, quelle cioè che superavano i 6000 euro al mese. Questo piccolo dettaglio però, è stato cancellato dal decreto. In quanto tecnici infatti, avranno pensato: “ma perché imporre un tetto alle pensioni d’oro se per quelle di merda non è previsto nessun tetto?”. Giusto! Come si può pensare in Italia di far pagare un pochino di crisi anche ai ricchi? Sono gli unici che hanno soldi da spendere. Se togliamo soldi anche a loro chi spende più? Chi fa girare l’economia? Discorso tecnico. Senza un governo di tecnici non ci saremmo mai arrivati. Tecnicamente non fa una piega! L’unica cosa che continua a piegarsi, è la schiena dei poveracci.

Il frutto del governo tecnico, si percepisce meglio con la schiena piegata!

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