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Stato di polizia

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Stefano Cucchi
Stefano Cucchi
Ieri ho sparato un proiettile in testa ad un tizio. Così. senza motivo. Mi stava antipatico a pelle. Capita a volte. A chi non è capitato di nutrire una forte antipatia “a pelle” per qualcuno? Appena fatto, ho avuto la prontezza, la cortesia e la bontà d’animo di chiamare i soccorsi. Poverino, stava morendo. Non potevo lasciarlo dissanguare per strada. Quegli incoscienti dell’ambulanza però, sono arrivati troppo tardi. Ma in che mondo viviamo? Ma possibile che si lasci morire una persona per strada perché i soccorsi arrivano tardi? È inspiegabile. E non è la prima volta che accade una cosa del genere. Tempo fa, per esempio, un certo Stefano Cucchi, dopo essere stato arrestato, è stato fracassato di botte dagli agenti che lo “avevano posto in stato di fermo”.
Gli occhi di Stefano Cucchi
Un’orbita oculare rientrata nella scatola cranica, numerose tumefazioni in tutto il corpo, la schiena coperta da lividure, numerose contusioni ad arti inferiori, fratture per tutta l’altezza della colonna vertebrale, mascella fratturata. La causa della morte però, sembra essere stato il ritardo dei soccorsi. Allora mi chiedo: ma in che mondo viviamo se uno non può farsi nemmeno massacrare di botte perché rischia di morire per ritardo dei soccorsi? Ovvio, chi lo ha passato e ripassato tra muro e manganelli, non ha alcuna responsabilità. La colpa è di chi non è riuscito a salvarlo. Quei poliziotti no… che c’entrano. Loro hanno fatto solo il proprio dovere.
La schiena di Stefano Cucchi
I medici dell’ospedale Sandro Pertini a Roma adesso sono sotto inchiesta perché la responsabilità sembra essere loro. Molto probabilmente, qualche chirurgo luminare però, si avvarrà di qualche impedimento più che legittimo per presenziare al suo processo. Il processo varrà quindi procrastinato di mese in mese, di anno in anno fino a raggiungere e superare i termini previsti dal prossimo film horror prodotto dalla Berlusconi & Co. S.p.A.: Il processo breve. Ormai non abbiamo più capelli da passarci in mezzo le mani per la disperazione. Le speranze di tornare presto a vivere in un paese civile si affievoliscono sempre di più,
Stefano Cucchi prima di essere assassinato
essendo costretti, a meno di provvidenze divine, a sopportare la corrotta egemonia di potere dell’attuale Consiglio di Amministrazione dell’Italia. Il nostro amministratore delegato, Silvio Berlusconi, plurinquisito, pluricorrotto e pluriprescritto, manterrà la sua delega di amministratore finché morte non ci separa. La morte si sa, gira attorno al suo ragionamento criptico e incomprensibile per cui non c’è mai ragione quando muore qualcuno o quando non muore qualcuno. Anche quando sembra essere l’unica via d’uscita, tarda sempre ad arrivare. Per fargli un piacere, a Stefano Cucchi questa condizione gli è stata forzata con grande anticipo sulle previsione che la natura ci ha insegnato a fare. Condizione imposta dai medici dell’ospedale, non da chi lo ha ridotto un’accozzaglia di ossa fratturate.
La scala da dove è caduto Stefano Cucchi
Anche il ministro Angelino (piccolino piccolino) Alfano ha parlato di caduta dalle scale e a giudicare dalle scale, come si può vedere nella foto, poteva anche essere evitata l’autopsia. Ma poteva dirlo prima il ministrino Angelino, evitava l’ulteriore deturpazione della massa corporea rimasta di Stefano Cucchi.
La mano di Stefano Cucchi
Cadendo, molto probabilmente, deve aver accidentalmente messo la mano su un braciere di sigarette accese, come si può notare. Se Angelino piccolino piccolino ha potuto dire la sua, io direi la mia e cioè Stefano Cucchi è morto per distrazione. Certo, proprio la distrazione che lo ha mandato a sbattere contro qualche pugno e che lo ha fatto ruzzolare giu per le scale. Ma la polizia sembra sentirsi autorizzata ad usare ogni metodo di persuasione e ce lo ricordano la prostituta nigeriana a Parma, malmenata e lasciata abbandonata a terra in caserma, Giuseppe Uva, malmenato in caserma da poliziotti e caraninieri, la scuola Diaz a Genova eccetera eccetera eccetera. La giustizia sembra essere di proprietà di chi se la fa! Vergogna!

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