Io sono Dio

Abbastanza luce per credere… Abbastanza buio per dubitare

AD

Un paese senza eroi

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Dobbiamo rassegnarci. Non è cosa per italiani l’onestà. Non siamo noi quel popolo che rincorre quotidianamente quei valori sani, morali e civili. Abbiamo avuto il nostro tempo. Ci siamo giocati i nostri jolly. Adesso non abbiamo più assi nella manica.

Dobbiamo abituarci a vivere il quotidiano rinchiusi dentro le nostre convinzioni, stando particolarmente attenti a non lasciare trasparire quelle più audaci.

Eroi? Non ne abbiamo. Sono terminati. Passate tra due o trecento anni. È rimasto solo qualche eccellente avanzo di galera o aspiranti tali.

Abbiamo solo malati. Non abbiamo dottori. Abbiamo solo virus. Non abbiamo medicine. L’Italia è un paese immune alla giustizia. Chi prova a combattere il male si ammala a sua volta.

Chi non si ammala subisce una specie di T.S.O. dal quale non ne uscirà più.

Chi fa le leggi è malato. Chi le rispetta… anche. La ricerca della verità è la strada più breve per l’insanità mentale e giudiziaria. Non a caso, dalle parti nostre si dice “fatta la legge, trovato l’inganno” che poi inganno non è ma è una legge a sua volta. In Italia, se c’è una legge che ti manda in galera senza passare dal via, ce ne sono almeno 10 che legalizzano l’illecito commesso o, se non lo legalizzano, rendono così opinabile il reato che per dimostrarne la colpa passano così tanti anni che il reato va in prescrizione. Se non passano abbastanza anni per prescrivere il reato, si fa una legge per allungare i tempi per la prescrizione.

L’Italia è il paese del paradosso. Da noi la realtà è ciò in cui crediamo, ciò in cui ci dicono di credere, per cui, siccome siamo molto influenzabili, e ci vendiamo per 80 miseri euro, chi ci sa convincere sa vincere di conseguenza. E noi ci convinciamo in fretta. Facilmente.

Da noi le cose oggettive non esistono. Da noi berlusconi è un evasore fiscale… forse si… anzi, forse no. Riina è un mafioso, però… Borsellino e Falcone erano due magistrati onesti e incorruttibili… ma due gran rompicoglioni. Giorgio Napolitano è una persona democratica che a novantanni ancora non si schioda dalla poltrona. Ora è stanco però. Napolitano è il politico più longevo che abbiamo. Lui è in politica da sempre. È più vecchio della stessa Repubblica. Ha conosciuto il fascismo e ne ha fatto addirittura parte da studente, aderendo al Gruppo Universitario Fascista per poi diventare comunista.

Ma solo dopo aver appurato che è anche stato uno dei protagonisti principali dell’ormai famigerato patto Stato-mafia, è stato consacrato e riconfermato Presidente della Repubblica.

Ecco quindi… il problema in Italia, non è il dilemma tra i buoni e i cattivi, la dicotomia tra gli onesti e i disonesti bensì la percezione della realtà, la capacità cognitiva di distinguere il falso dal vero, la pigrizia intellettuale di scindere autonomamente il possibile dall’assurdo.

Possibile per esempio, che un Matteo Renzi possa diventare Presidente del Consiglio, e l’assurdo che lo sia veramente. Cosiccome il suo predecessore silvio berlusconi.

Siamo un paese alla frutta… e la frutta non possiamo nemmeno mangiarla, l’hanno mangiata i nostri politici. Siamo un popolo vinto con una gara d’appalto truccata. A questa gente serviva un popolo da prosciugare. A questo sistema truffaldino rodato, mancava solo un popolo proporzionalmente deficiente, incapace di reagire a tutte le malefatte che quotidianamente tolleriamo.

Ecco, a questa manica di bastardi fuorilegge, mancava solo qualche milionata di pecoroni che finanziasse le porcate a cui ormai ci hanno abituato, convincendo la maggior parte di noi, che l’antipolitica è rappresentata da chi sta tentando di riportare un po’ di pulizia in paese. Da chi predica onestà e contemporaneamente la razzola.

“Cogito ergo sum” e non aspetto che l’informazione venga da me… ma cammino io verso di essa!

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