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Il miracolo di San Gennaro – Il sangue si scioglie ancora

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Ai tempi del 5G ormai, quando cerchi la definizione d’ogni cosa, sblocchi il tuo smartphone col pin della tua data di nascita o quella di tuo figlio, scrivi la parola di cui vuoi conoscerne i dettagli, e il gioco è fatto.

Oggi, 19 settembre 2020, la parola di cui ho voluto saperne di più, è stata sangue.

La definizione è semplice: Il sangue è un tessuto fluido presente negli animali dotati di apparato circolatorio, quindi anche nell’uomo; esso ha colore rosso (quello più chiaro è arterioso, quello più scuro venoso) e sapore ferroso, dovuto alla presenza del minerale. Assolve numerose funzioni essenziali, in primo luogo il trasporto di ossigeno e nutrienti alle cellule dell’organismo e la parallela rimozione da esse di anidride carbonica ed altri metaboliti. Si distingue da altri tessuti con funzione analoga come l’emolinfa degli insetti.

Tessuto fluido dice Wikipedia. Partirei da qui per chiedermi come possa definirsi sangue un tessuto (o chissà cosa) non fluido.

Il vero miracolo, che puntualmente si ripete ormai da… da sempre, è la marea di gente che riempie il Duomo di Napoli in occasione dell’alchemico miracolo di San Gennaro.

Quest’anno la ressa non c’è stata perché la folla di fedeli ha pensato bene di starsene a casa ed evitare resse e assembramenti per testimoniare personalmente il miracolo.

Infatti, giustamente, San Gennaro era totalmente concentrato al miracolo che riguardava il suo sangue e non poteva concentrarsi sul sangue dei suoi fans ed immunizzarli, almeno per la sola occasione della ricorrenza, dal virus COVID19.

Anche quest’anno comunque, il “sangue” si è sciolto.

Per Napoli e i napoletani, il miracolo di San Gennaro è una sorta di polizza assicurativa. Una polizza pagata in tre tranche: una precisamente il 19 settembre, un’altra precisamente il 16 dicembre e la terza, approssimativamente la prima domenica di maggio, così, orientativamente… se non gioca il Napoli.

Un miracolo così meticoloso da presentarsi ai fedeli il 19 settembre e il 16 dicembre e poi, a maggio, aspetta il settimo giorno, perché alla fine, anche San Gennaro ha diritto di riposarsi.

Se il sangue si scioglie il Vesuvio non erutta, non arriva nessuno tsunami e nessuna malattia colpirà i Napoletani.

Almeno anche per l’anno prossimo abbiamo la copertura assicurativa da eventuali pandemie.

Onestamente non dormirei sonni tranquilli considerando che l’anno scorso il miracolo, i miracoli, sono stati puntuali come al solito.

Antonio Trani

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