Io sono Dio

Abbastanza luce per credere… Abbastanza buio per dubitare

Io sono contro il nucleare

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Io sono contro
Io sono contro
Passati allo scanner. Come una foto da allegare e spedire via email agli amici. Come un codice a barre: questo è buono, questo è buono, questo no! E tornano prepotentemente alla memoria i nanoCurie di Chernobyl. I polli a 2 teste, le mucche a 6 zampe, i bambini morti di leucemia fulminante. Già, i bambini. Sono sempre loro le vittime più numerose. Sempre su loro ricadono le scelte e gli errori dei grandi. Di quelli che dovrebbero assicurare loro un futuro migliore e invece costruiscono una eredità sempre peggiore. Un bagaglio di domande senza nemmeno una risposta. Un futuro senza certezze. Ancora una volta la natura ha confermato la sua totale intolleranza al tentativo di controllo umano e ancora una volta l’alterazione dei suoi equilibri ci si è rivoltata contro. Ci ha dimostrato che non esistono centrali nucleari sicure. Ci ha dimostrato che la sicurezza di una centrale nucleare non può e non deve essere il risultato di un algoritmo matematico dove una delle incognite è la vita umana. Il Giappone e il suo terre-maremoto ha lanciato il suo avvertimento. Proprio il Giappone, la casa dei terremoti. Il luogo in cui i terremoti si sentono più a casa. Proprio in Giappone, la fetta di mondo più abituata e allo stesso tempo più attrezzata ai terremoti. Ma la furia della natura non ha misura e i richter, i mercalli, i curie sono solo una quantificazione approssimata della probabilità di morte che abbiamo di fronte all’ira della natura. Ora, mentre tutta l’Europa si pone adesso scettica difronte al nucleare e chiude centrali qua e la, l’Italia va avanti col nucleare. Già, proprio in Italia, dove si è speculato sulla costruzione di asili per bambini, crollati su tante piccole testoline giocanti, bisognerebbe affidare gli appalti per la progettazione per la messa in opera della stesura dei progetti per lo studio sulla fattibilità dell’assegnazione dell’incarico di bandire una gara per il conferimento dell’incarico per l’acquisto dei materiali per la costruzione delle centrali. E in tutti questi passaggi di corrotta burocrazia nostrana, si seminano vittime che si raccoglieranno in cambio sempre di bustarelle piene di soldi sporchi di sangue. L’Italia non è un paese abbastanza maturo per il nucleare. L’Italia non è un paese maturo. Dove si convincono le persone che il nucleare è cosa buona e giusta con il miraggio di una bolletta dell’ENEL più leggera ma non si parla mai di quanti miliardi di euro costa una sola centrale nucleare. Dove tutti sono a favore del nucleare purché non sorga una centrale vicino casa sua. Dove è più facile prendersi il colera per la spazzatura abbandonata sui marciapiedi che curare un raffreddore. Il paese della mozzarella alla diossina. Il paese delle cosche che hanno costruito imperi e città sopra discariche abusive di rifiuti tossici. E noi dovremmo affidare il nostro futuro, ma ancora di più, il futuro dei nostri figli a questa gente? Mentre si discute su referendum, su nucleare si o su nucleare no, c’è gente, quelli che alle 3.32 del 6 aprile 2009 hanno riso per quanti stavano morendo sotto le macerie dell’Aquila, che si sta già sfregando le mani e facendo spazio nei conti correnti bancari sdraiati al sole di qualche paradiso fiscale.

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