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Matteo Renzi – Il serial killer di Montecitorio

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La storia la fanno gli uomini (e le donne ovviamente). Nel bene e nel male, sono sempre gli uomini (e le donne ovviamente) a scrivere la storia.

Penso che dall’immediato dopo guerra ad oggi, questo è il periodo storico più ridicolo della Repubblica Italiana e il responsabile ha un nome e un cognome: Matteo Renzi.

Il più grande cialtrone che il panorama politico nazionale potesse produrre. Un traditore seriale. Uno dei politici più inaffidabili di sempre. Forse ancora più scelerato dell’altro Matteo, quello della Lega, che almeno, quando fu lui ad aprire la crisi, dall’alto del suo consenso elettorale del quasi 40%, secondo i sondaggi del momento, ne aveva ben donde nello sperare di andare alle elezioni. Allora, e parliamo dell’estate del 2019, non eravamo in piena pandemia.

Quella di adesso invece, nonostante il governo fosse guidato da un premier con popolarità mai vista sia in Italia che all’estero, checché ne dicano gli urlatori di destra, è una crisi che non ha nessuna ragione fondata se non quelle da ricercare nei meandri degli echi prodotti dall’assenza di materia all’interno dell’encefalo di questo signore (si fa per dire).

Un caso clinico. Ha la personalità del serial Killer incapace di smettere di uccidere ma che ad ogni omicidio lascia tracce di se per essere scoperto e fermato.

Il paradosso tutto italiano però, sta nel fatto che una persona, senza nemmeno un partito politico, ma con un astratto 2% di consensi, possa sfracellare in questo modo il governo di un pese.

Astratto perché, fino a prova contraria, gli unici seguaci certi che al momento ha, Matteo Renzi, si contano tra gli eletti e non tra gli elettori. È vero, l’Italia è un paese con uno spaventoso tasso di alfabetismo funzionale ma per essere un renziano, non basta essere un analfabeta funzionale, bisogna forse essere analfabeta e basta e, sfanculando il politically correct, un renziano tipo è la Bellanova per esempio.

Licenza media e tanta esperienza come bracciante.

Ora, non per offendere la categoria, mio padre è morto dopo aver zappato la terra per 40 anni e io, prima di raggiungere il diploma dopo 6 onoratissimi anni di scuole superiori, ho zappato la terra con lui, ma una come la Bellanova, che indossa tende da bagno per sembrare elegante, tra le sue aspirazioni da bracciante, aveva tutt’altri gabinetti su cui sedere che Quello delle Politiche Agricole.

Ora, una così, per forza che ti segue finanche al cesso. E per una come la Bellanova, che ha scalato le facende combattendo il caporalato, seguire ciecamente un Matteo Renzi, che va in Arabia Saudita a dire che invidia il loro costo del lavoro, è da analfabeta e basta e non da analfabeta funzionale.

Ecco quindi, il renziano tipo. Ora, pensare che in Italia ci sia ancora gente che possa votare un Renzi, parenti a parte, io proprio non voglio crederlo.

La partita di Renzi quindi, si è conclusa con uno scacco matto a Conte a meno di 90 giorni dalla consegna dell’assegno di 209 miliardi di Euro e senza il tempo materiale di poter andare alle urne e scegliere un nuovo e regolare governo, perché parliamoci chiaro, a questo punto, nessun governo è più regolare se non quello che verrebbe fuori dalle urne.

Mattarella, dall’alto della sua intelligenza istituzionale, ha spiegato con termini chiarissimi perché sarebbe rischioso andare al voto adesso, non ci sarebbe materialmente il tempo per poter prendere i soldi del recovery plan. Con i numeri che abbiamo in parlamento però, anche l’impresa di Mario Draghi, Presidente del Consiglio incaricato, non è per niente scontata.

Da un lato la vecchia maggioranza 5 stelle, sgretolatasi piano piano grazie ai tanti, troppi parlamentari che con la scusa di non riconoscersi più negli ideali di partenza del movimento, alla fine confluiscono altrove ad ingozzarsi tutto lo stipendio, prova che uno dei principi che prima di tutti non condividono, è il taglio dello stipendio a favore del fondo per le piccole e microimprese.

Poi c’è il PD che dovrebbe spiegare ai propri elettori che serve un governo tecnico, il famoso governo tecnico, per portare a casa il recovery plan, ma significherebbe stare al governo con la Lega… sempreché la Lega accetti di non andare al voto e formare un governo con il PD.

Insomma, la solita ammuina circense all’italiana, generata dal clown più famoso della politica italiana. Un serial Killer le cui vittime preferite sono i Primi Ministri.

Antonio Trani

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