Io sono Dio

Abbastanza luce per credere… Abbastanza buio per dubitare

È ufficiale: tutti i partiti rubano

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Ha stravinto Renzi. 4 italiani su 10 hanno venduto la propria fiducia al PD per 80 euro.

È populismo dire che 80 euro sono una elemosina, in tempi come questi, in cui anche 10 euro a volte fanno la differenza. Il discorso infatti non è sul “quanto” ma sul “come”.

Introdotto dal guru del voto di scambio, berlusconi (ormai non gli spetta nemmeno più la maiuscola al nome), l’allineamento renziano alla politica pro-casta con il miraggio degli 80€, è come speculare sul dusagio e le sventure degli italiani per evitare di essere disarcionati da quegli scranni della politica.

Il cambiamento non interessa più. La pulizua non interessa. L’onestà non interessa.

Viviamo in un paese tra i più corrotti al mondo con l’aggravante che da noi la corruzione rientra nel quotiduano per legge.

Il vecchio sistema è così abituato a corrompere e ad essere corrotto, che il concetto che tutto ha un prezzo non scandalizza nessuno. Fin quando c’è chi compra, ci sarà sempre chi è pronto a vendersi. Il problema, quindi, non è “riuscire a non vendersi“, bensì fare in modo che determinate cose non si possano comprare.

In Italia, dovunque ci sia un appalto, ci sono mazzette, tangenti, viscidi individui e, inevitabilmente sempre sempre sempre… sporchi politici.
La corruzione in Italia costa circa 60 miliardi di euro all’anno… sessantamiliardidieuro… 60.000.000.000 di euro. Considerato che in Italia siamo circa 60 milioni di abitanti, con i soldi sporchi, si riuscirebbero a finanziare esattamente 80 euro ad abitante, neonati compresi, e non a famiglia.

60.000.000.000÷
       60.000.000=
_______________
               1000€ procapite all’anno (procapite)

1000€ ÷
     12=
_______
 83,33 € a persona al mese per tutta la vita.

È matematico, quindi, che anche il governo Renzi, illeggittimo e incostituzionale (per ovvie ragioni parlamentari), ritiene conveniente comprare il voto degli Italiani, quelli nostalgici e incoscienti, per 80 euro e mantenere il sistema così com’è, piuttosto che combattere con ogni mezzo la corruzione.

Nulla cambia allora. Da sempre in politica e in aziende strategiche, si susseguono sempre gli stessi. Cambiano poltrona e girano da una S.p.A. ad un’altra come il cartellino di un calciatore. Quelli che il meccanismo lo conoscono bene. Quelli che sanno come muoversi nel fango. Fanno scuola EXPO di Milano, MOSE di Venezia, in cui, tutti i partiti sono coinvolti in un vorticoso giro cronologicamente ordinato di appalti, mazzette e manette.

Basterebbe allontanare a vita i “manolesta” dalla politica e da incarichi istituzionali. Basterebbe cambiare una volta e per tutte il sistema tutto italiano anomalo degli appalti pubblici. Ma non si ha l’intenzione… non conviene, ovvio!

Del resto, lo stesso Renzi non potrebbe essere il capo del nostro governo. Con una condanna della Corte dei Conti a suo carico per danno erariale, in un paese diverso dal nostro, piazza Montecitorio avrebbe potuto vederla solo camuffandosi in una comitiva di pellegrini in gita a Roma.

Oggi invece Renzi, è il rottamatore che non ha rottamato un c… nessuno. Nemmeno berlusconi facendoselo addirittura alleato. L’uomo della provvidenza (la sua). L’uomo della sinistra che salverà l’Italia dal fallimento.

Matteo Renzi sta alla sinistra cone Cicciolina alla verginità.

Matteo Renzi è un democristiano diventato margheritino eletto alla provincia di Firenze con l’appoggio di quello che era un partito di sinistra qualche anno fa.

Ora definire Renzi e il PD un partito di sinistra, è offendere tutti gli Italiani come me che hanno creduto in valori che il PD non sa più condividere… che forse non ha mai saputo condividere da quando si è “apparentato” con la Democrazia Cristiana.

Perciò cari elettori PD, non consideratevi elettori di sinistra, facendolo siete un offesa per quelli che ricordano il PCI. Siete un dramma per la buon’anima di Berlinguer, la cui maiuscola nessuno mai gliela potrà togliere.

Crogiolatevi nella vostra vittoria calcistica. Alla fine perderete anche voi se non manderemo a casa questa ciurma di politicanti di mestiere.

La politica è un hobby, non un mestiere.

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