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Renzi – Il Berlusconi che mancava alla sinistra

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La casta ormai fa ciò che vuole, in barba ai principi fondamentali su cui si basa la nostra repubblica, che ormai di “nostro” non ha letteralmente più nulla.

Ne avevamo avuto l’ennesima prova con la “nomina” di Mario Monti a presidente del consiglio, ed anche in quel caso, ci avevano preso in giro, come ormai sistematicamente avviene, con la balla della crisi e della s stabilità.

Purtroppo, più che l’esperienza, è la storia che c’insegna che di stabile in Italia c’è rimasta solo la corruzione della classe politica e non a caso, l’esperienza Monti, con la scusa dell’austerity, ha impoverito ulteriormente il ceto medio basso e arricchito chi era già ricco.

Una valanga di nuove tasse si è abbattuta su chi già non arrivava a metà mese e la prova di quanto i nostri politici siano alieni ai veri problemi della gente, sta nella riduzione delle pensioni minime. Sta nei conti fasulli sugli esodati di un ministro del lavoro, la Fornero. Sta nell’aumento dell’IVA Sta nel tanto abolito ma sempre riproposto, finanziamento pubblico ai partiti. Sta nel numero spaventoso di auto blu che supera il totale delle auto blu di tutta l’UE. Sta negli stipendi milionari dei manager pubblici.

Sta nell’ormai internazionale “italian job”, quell’italian job che da 2 anni e mezzo consente a questa specie di nazione di essere governata da un primo ministro non eletto pubblicamente (con il debuttante Renzi, siamo ormai al terzo presidente del consiglio susseguitosi senza essere stato scelto dal popolo e la stessa coalizione di governo, non è quella uscita vincente dalle ultime elezioni ma frutto di un rimpasto imposto da un presidente della Repubblica quasi centenario). Sta nel blocco degli stipendi statali per 4 anni e chissà per quanto ancora. Sta nel tanto abolito, ma sempre riproposto, finanziamento pubblico ai partiti. Sta nel numero spaventoso di auto blu che supera il totale delle auto blu di tutta l’UE. Sta negli stipendi milionari dei manager pubblici.

Ora c’è Renzi. L’uomo della sinistra amico della destra e nemico della sinistra. Ora c’è Renzi. Figlio di una sinistra che non esiste più. Figlio di nessuno (più o meno). Frutto della megalomania di un quasi novantenne. L’uomo dell’innovazione. Il sindaco che ha riempito Firenze di multinazionali, di Nestlè e McDonald. Quello delle destinazioni senza le strade per raggiungerle.

Quello con una famiglia alle spalle. I politici in Italia, hanno tutti una famiglia alle spalle, eccezion fatta per coloro i quali, sono loro stessi la propria Famiglia.

Renzi è quello assunto dalla srl di mamma e papà una settimana prima della sua candidatura a presidente della provincia di Firenze.

E già… Matteo e la sorella detenevano rispettivamente il 40 e il 60% delle quote della Chill Srl, società fondata dal babbo di Matteo.

Pochi giorni prima della sua candidatura alla presidenza della provincia di Firenze, i due figlioli cedono ai genitori le loro quote e Matteo, il giorno prima della sua candidatura, viene assunto come dirigente dalla mammina.

Una volta eletto, il dirigente della Chill viene messo in aspettativa così da dare alla provincia, il privilegio di pagare i contributi al buon Matteo, sia come presidente, sia come dirigente della Chill srl.

Poi Matteo diventa sindaco di Ponte Vecchio, di piazzale Michelangelo e degli Uffizi per cui questo privilegio passa al comune di Firenze.

Oggi Renzi ha maturato il diritto alla pensione, come dirigente di una azienda di famiglia, grazie ai soldi dei contribuenti toscani. Grazie a quelli che vivono in quel “luogo dove c’è il dolore vero delle persone“. Ecco, detto da uno come Renzi, si capisce che del dolore vero delle persone non ne capisce un benemerito cazzo!

E noi saremmo i bamboccioni? Un vaffanculo alla Fornero non ci sta mai male.

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