Io sono Dio

Abbastanza luce per credere… Abbastanza buio per dubitare

Tu chiamale se vuoi… puttane

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Puttane
Puttane
Chiamiamole puttane. Perché è di puttane e puttanieri che si tratta. C’è chi vende e c’è chi compra. Se continuiamo a chiamarle escort non diamo il senso della volgarità e gli italiani sono un popolo di volgari bigotti, che pregano di giorno e la notte vanno a puttane. Se le definiamo escort, incoraggiamo mille, diecimila Ruby minorenni a vendere il loro corpo per qualche euro altolocato. Ormai il sesso è così inflazionato già a 14 anni, che a quella età il kamasutra è già noia. Definire escort una puttana è invogliare la vendita, incentivare il mercato e depurare un commercio di quella volgarità che lo ha accompagnato nei secoli. Cominciate a chiamarle puttane e stimolerete il senso pudico dei bigotti, quelli che ancora gridano all’oltraggio della vita privata di puttanieri famosi. Chiamiamole puttane, anche perché, porca puttana, è di semplici puttane che si tratta e un luogo dove ci sono puttane, si chiama puttanaio. Ecco dunque l’Italia. Quel puttanaio che regala futuro e successo a puttane di ogni genere. È il sistema che la classe politica ha creato in Italia. Basti pensare a Bertolaso & Co., per esempio, i cui illeciti favori sono stati saldati al Salaria Sport Village con “massaggi stellari”. Ai festini del premier e al giro di puttane di cui è solito circondarsi. A Sanremo, che non parte se non c’è una puttana d’eccellenza. Al grande fratello, puttanaio per definizione, dove la prostituzione è osannata grazie al gigolò Giuliano, che mai scaricherebbe cassette di frutta invece di prostituirsi. Perché volgare è una puttana al femminile e altrettanto volgare lo è al maschile. Basti pensare alla presentazione offerta a Gheddafi, con 500 signorine ad attenderlo. De André ce lo aveva detto già qualche annetto fa: “è mai possibile o porco di un cane che le avventure in codesto reame debban risolversi tutte con grandi puttane”. Se avessi avuto misure da soubrette sarei stata puttana anch’io perché ancora pago l’affitto di casa e non ho la fortuna di rientrare tra quei proprietari di casa che non pagano più l’ICI. Perché pago 400 euro al mese di abbonamenti vari per andare a guadagnarmi uno stipendio che i puttanieri continuano a salassare con la scusa della crisi. Perché prima di assicurarmi lo stipendio ho scaricato e caricato cassette di frutta ingrezzendomi le mani di calli poco consoni ad una puttana. Perché essere puttana oggi, e in Italia, non significa essere sporca e volgare ma significa non essere una sfigata precaria che arranca per arrivare a fine mese. Significa aprire le coscienze e comprare un posto al Grande Fratello. Perché scaricare cassette di frutta è degradante come non lo è soddisfare le voglie di un vecchio politico depravato. Essere puttana oggi, e in Italia, significa aprire le gambe per aver aperte tutte le porte.

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