L'ossesso Oh santa pace. Come si fa a raccontare l’Italia di questi anni? Come si fa a spiegare gli intrecci sesso-politico-finanziari perpetrati da organi, forse sarebbe più corretto usare il termine “membri” di governo? Come si fa a giustificare la presenza in parlamento di mafiosi, camorristi, corrotti, ladri, stupratori, pedofili, prostitute. È davvero complicato ricercare anche le motivazioni di chi ha consentito questo stato di cose. Un presidente del Consiglio che non riesce nemmeno a contare quanti capi d’imputazione pendono sulla sua testa. Che è riuscito a circondarsi di criminali della peggiore specie. Difesi anche dopo che il terzo grado di giudizio ne aveva confermato la colpevolezza come per esempio l’ex governatore della Sicilia Cuffaro. Oppure l’ancora senatore Dell’Utri. Oppure il ministro Romani, su cui pende una richiesta d’arresto per mafia. Oppure Nicola Cosentino, parlamentare ed ex sottosegretario all’Economia e alle Finanze, oppure Brancher, dirigente Fininvest, coinvolto in Tangentopoli, poi Ministro. Senza parlare di tutti gli avvocati del premier stipendiati dagli italiani con stipendio da parlamentari. Come si fa a raccontare di un premier spudoratamente e dichiaratamente a tempo perso, tra una escort e un’altra. Tra un bunga bunga e un palazzo di giustizia. Sempre alla ricerca della legge perfetta, tagliata su misura per il nuovo scandalo che lo colpisce. Con l’Italia che va a rotoli, per non dire a puttane. Forse sarebbe la perfetta definizione che rappresenterebbe al meglio la direzione del suo capo del governo. Un passo indietro, gli chiedono tutti. Ma quale passo indietro? Vattene! Hai comprato mezza o forse tutta Antigua? E scappa via ad Antigua. Libera l’Italia e gli Italiani dal fardello che rappresenti. Scelga anche la destinazione. Faccia un po’ lui. Antigua o anche Panama a cui, il caro premier, ha donato 6 pattugliatori della Guardia Costiera, pagati con i soldi dei contribuenti. Il regalino, avvenuto non per vie istituzionali ma curato personalmente dal faccendiere Lavitola, attualmente in fuga proprio a Panama, per scappare al mandato di arresto per la faccenda Mignotte-Berlusconi-Tarantini, va a sommarsi quindi a quello di qualche tempo fa, che il nostro premier ha fatto alla vicina Antigua, con la cancellazione del debito dell’isolotto con l’Italia. Ancora una volta quindi, il premier regala i nostri soldi. Cosa altro deve fare un capo del governo per essere destituito? Certo non ci può più pensare l’ormai matusalemme Napolitano, che adesso polemizza sulle dichiarazioni secessioniste di un ministro della Repubblica. Per fortuna che i flussi migratori dalla Libia continuano copiosi. La speranza è che ci diano loro insegnamenti di come si caccia un incapace dal governo di una nazione.